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COMUNICATO DEL DIRETTORE SU QUESTO GIORNALE

Quando iniziai la pubblicazionedi questo Giornale (setttembre 2014) lo feci perchè ritenevo che la classe dirigernt subbianese non fose in grado di gestitre la cosa pubblica non i vari De Bari, Rossi Alessandro o Cerofolini , ritenevo e ritengo che l'unico che possa apportrare miglioramenti a Subbiano sia Ilario Maggini. Questi conosce perfettamente tutte le strade per conseguire un contributo per eseguire le opere comunali. I fatti ci hanno dato ragione:quella Anmministrazioe nom ha fatto niente che no fosse già stato progammato dalla precedente Giunta dell'odiato Maggini. Chiarisco: la Giunta De Bari non ha fatto niente per Subbiano e anche quel poco era già stato elaborato dalla precedente Giunta Maggini.Oggi Subbiano ha preferito ancora un altro gruppo di persone al Maggini, noi lamentiamo per questa Amministrazione  lo tesso difetto della precedente: non faranno niente. ma oramai il trempo è passato e oggi c'è il Corona virus. Il sottoscritto è nato prima dell'inizio della guerra mondiale. Il 1940 (Marzo); Sono vecchio, talmente vecchio che ricordo ancora quando, bambino, facevo la pipì sul vasone che era quotidianamente usato da una famiglia di rifugiati ebrei che vivevano nella cantina di casa mia. Il vasone veniva poi svuotato  da un certo Gnogno su incarico dei miei genitori. Ebbene:sospendo la pubblicazione perch non ho più la possibili tà di recarmi nei posti ove si verificano i fatti da raccontare e mandare un cronista è troppo costoso.  Niente più partite, nè Consigli comunali,nè altre manifestazioni; solo il rendiconto di cò che ci viene comunicato da CARABINIERI, QUESTURA, GUARDIA DI FINANZA e CARABINIERI FORESTALI.

 

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Diffamazione e minacce: ma i CARABINIERI VIGILANO.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
DIFFAMA L’EX DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK: DENUNCIATO

SANSEPOLCRO  Un uomo classe ’74 è stato identificato e denunciato da parte dei
carabinieri del Comando stazione di Sansepolcro per aver pubblicato alcuni post a
sfondo diffamatorio nei confronti del suo ex datore di lavoro, commenti
potenzialmente lesivi anche per l’attività commerciale del quale è titolare. Dopo aver
visto il post di cui era destinatario, ritenendolo offensivo per la propria reputazione,
l’uomo si è rivolto ai Carabinieri che al termine di una serie accertamenti ne hanno
compiutamente identificato l’autore. Dovrà rispondere del reato di diffamazione,
configurabile anche al caso in cui esso sia commesso per via telematica o
informatica. Nell’era digitale nella quale viviamo, l’attenzione posta su questa
tipologia di reati da parte dei Carabinieri è massima, soprattutto per scongiurare che
tali comportamenti possano avere ulteriori e più gravi conseguenze.

MINACCE DI MORTE PER DEBITI: DENUNCIATO DAI CARABINIERI

Un settantenne nato a Roma ma residente in Valtiberina, di professione imprenditore
e con diversi precedenti alle spalle è stato denunciato da parte dei Carabinieri del
Comando Stazione di Sansepolcro per aver minacciato un trentacinquenne, anche lui
imprenditore e con diversi precedenti per reati commessi in passato. Al centro della
vicenda una prima, furibonda lite avvenuta nel comune di Sansepolcro per debiti non
saldati da parte del più giovane. Dopo il primo disaccordo, sono arrivate le minacce
di morte, prima rivolte al trentacinquenne e poi indirizzate ai suoi famigliari. L’uomo
dovrà rispondere del reato di minaccia grave.

 

 

o
dovrà rispondere del reato di minaccia grave.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
DIFFAMA L’EX DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK: DENUNCIATO

SANSEPOLCRO  Un uomo classe ’74 è stato identificato e denunciato da parte dei
carabinieri del Comando stazione di Sansepolcro per aver pubblicato alcuni post a
sfondo diffamatorio nei confronti del suo ex datore di lavoro, commenti
potenzialmente lesivi anche per l’attività commerciale del quale è titolare. Dopo aver
visto il post di cui era destinatario, ritenendolo offensivo per la propria reputazione,
l’uomo si è rivolto ai Carabinieri che al termine di una serie accertamenti ne hanno
compiutamente identificato l’autore. Dovrà rispondere del reato di diffamazione,
configurabile anche al caso in cui esso sia commesso per via telematica o
informatica. Nell’era digitale nella quale viviamo, l’attenzione posta su questa
tipologia di reati da parte dei Carabinieri è massima, soprattutto per scongiurare che
tali comportamenti possano avere ulteriori e più gravi conseguenze.

MINACCE DI MORTE PER DEBITI: DENUNCIATO DAI CARABINIERI

Un settantenne nato a Roma ma residente in Valtiberina, di professione imprenditore
e con diversi precedenti alle spalle è stato denunciato da parte dei Carabinieri del
Comando Stazione di Sansepolcro per aver minacciato un trentacinquenne, anche lui
imprenditore e con diversi precedenti per reati commessi in passato. Al centro della
vicenda una prima, furibonda lite avvenuta nel comune di Sansepolcro per debiti non
saldati da parte del più giovane. Dopo il primo disaccordo, sono arrivate le minacce
di morte, prima rivolte al trentacinquenne e poi indirizzate ai suoi famigliari. L’uomo
dovrà rispondere del reato di minaccia grave.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
DIFFAMA L’EX DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK: DENUNCIATO

SANSEPOLCRO  Un uomo classe ’74 è stato identificato e denunciato da parte dei
carabinieri del Comando stazione di Sansepolcro per aver pubblicato alcuni post a
sfondo diffamatorio nei confronti del suo ex datore di lavoro, commenti
potenzialmente lesivi anche per l’attività commerciale del quale è titolare. Dopo aver
visto il post di cui era destinatario, ritenendolo offensivo per la propria reputazione,
l’uomo si è rivolto ai Carabinieri che al termine di una serie accertamenti ne hanno
compiutamente identificato l’autore. Dovrà rispondere del reato di diffamazione,
configurabile anche al caso in cui esso sia commesso per via telematica o
informatica. Nell’era digitale nella quale viviamo, l’attenzione posta su questa
tipologia di reati da parte dei Carabinieri è massima, soprattutto per scongiurare che
tali comportamenti possano avere ulteriori e più gravi conseguenze.

MINACCE DI MORTE PER DEBITI: DENUNCIATO DAI CARABINIERI

Un settantenne nato a Roma ma residente in Valtiberina, di professione imprenditore
e con diversi precedenti alle spalle è stato denunciato da parte dei Carabinieri del
Comando Stazione di Sansepolcro per aver minacciato un trentacinquenne, anche lui
imprenditore e con diversi precedenti per reati commessi in passato. Al centro della
vicenda una prima, furibonda lite avvenuta nel comune di Sansepolcro per debiti non
saldati da parte del più giovane. Dopo il primo disaccordo, sono arrivate le minacce
di morte, prima rivolte al trentacinquenne e poi indirizzate ai suoi famigliari. L’uomo
dovrà rispondere del reato di minaccia grave.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
DIFFAMA L’EX DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK: DENUNCIATO

SANSEPOLCRO  Un uomo classe ’74 è stato identificato e denunciato da parte dei
carabinieri del Comando stazione di Sansepolcro per aver pubblicato alcuni post a
sfondo diffamatorio nei confronti del suo ex datore di lavoro, commenti
potenzialmente lesivi anche per l’attività commerciale del quale è titolare. Dopo aver
visto il post di cui era destinatario, ritenendolo offensivo per la propria reputazione,
l’uomo si è rivolto ai Carabinieri che al termine di una serie accertamenti ne hanno
compiutamente identificato l’autore. Dovrà rispondere del reato di diffamazione,
configurabile anche al caso in cui esso sia commesso per via telematica o
informatica. Nell’era digitale nella quale viviamo, l’attenzione posta su questa
tipologia di reati da parte dei Carabinieri è massima, soprattutto per scongiurare che
tali comportamenti possano avere ulteriori e più gravi conseguenze.

MINACCE DI MORTE PER DEBITI: DENUNCIATO DAI CARABINIERI

Un settantenne nato a Roma ma residente in Valtiberina, di professione imprenditore
e con diversi precedenti alle spalle è stato denunciato da parte dei Carabinieri del
Comando Stazione di Sansepolcro per aver minacciato un trentacinquenne, anche lui
imprenditore e con diversi precedenti per reati commessi in passato. Al centro della
vicenda una prima, furibonda lite avvenuta nel comune di Sansepolcro per debiti non
saldati da parte del più giovane. Dopo il primo disaccordo, sono arrivate le minacce
di morte, prima rivolte al trentacinquenne e poi indirizzate ai suoi famigliari. L’uomo
dovrà rispondere del reato di minaccia grave.

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Furti con destrezza

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO SACCHEGGIA I REGISTRATORI DI CASSA DI SVARIATI ESERCIZI COMMERCIALI IDENTIFICATO E DENUNCIATO DAI CARABINIERI MONTEVARCHI  Continuano senza sosta i servizi mirati alla prevenzione ed alla repressione dei reati predatori da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno. Stavolta i militari hanno messo insieme un quadro indiziario chiaro che ha consentito loro di deferire all’Autorità Giudiziaria un pregiudicato 45enne, originario della provincia di Salerno. Il soggetto, che attualmente si trova ristretto per altra causa (è stato tratto in arresto in flagranza pochi giorni dopo gli eventi di cui trattasi), è infatti stato riconosciuto quale responsabile di due furti aggravati perpetrati nelle prime settimane di questo 2021, ai danni di due rinomati esercizi commerciali di Montevarchi. A pochi giorni di distanza, infatti, il malvivente – ben noto ai Carabinieri, che da tempo lo tenevano d’occhio, da quando, a novembre dello scorso anno, era stato scarcerato dalla Casa Circondariale di Firenze – ha colpito, con analoghe modalità, prima in un forno frequentatissimo dai montevarchini, e, meno di una settimana dopo, un bar-gelateria ubicato all’interno del centro commerciale COOP.FI della cittadina del Valdarno. In entrambi i casi, l’uomo aveva fatto ingresso presso il locale prescelto dopo essersi accertato, con un rapido sopralluogo, di essere l’unico avventore. Quindi, dopo aver distratto il cassiere con la scusa di un’ordinazione, con estrema rapidità si è avvicinato al registratore di cassa, lo ha aperto e ne ha arraffato il contenuto, per un totale – considerando complessivamente i due colpi messi a segno – di poco più di mille Euro. Le indagini – che sono state condotte dai Carabinieri della Stazione di Montevarchi e da quella della Stazione di San Giovanni Valdarno – si sono basate soprattutto sulla comparazione delle descrizioni fornite dalle parti offese e sulla disamina delle immagini registrate in entrambi i casi dalle telecamere del circuito di videosorveglianza, determinanti per addivenire all’identificazione del reo. Una volta ricomposte tutte le tessere del puzzle, l’uomo è stato inequivocabilmente identificato, e denunciato

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Un equivoco causa halzheimer

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

TENTÒ DI PRELEVARE MINORE DA ISTITUTO SANTA CHIARA

I CARABINIERI RISOLVONO IL MISTERO

SANSEPOLCRO  Lo scorso 19 dicembre presso la scuola Santa Chiara di Sansepolcro
accadde un episodio che creò preoccupazione: in tarda mattinata, poco prima delle
11, in una delle sedi della scuola primaria biturgense un anziano signore si presentò
all’ingresso dell’istituto dicendo alle bidelle di dover prelevare la nipotina. La
bambina però, della quale l’anziano aveva fatto il nome, quel giorno non era presente
a scuola. Nell’immediato l’episodio creò sgomento, lasciando presupporre che
l’anziano fosse di certo un malintenzionato deciso a voler rapire la minore. Della
questione vennero informati i Carabinieri del Comando Compagnia di Sansepolcro
che avviarono immediati accertamenti sull’accaduto finalizzati soprattutto a farne
luce e identificarne l’autore. Nella giornata odierna, con non poche difficoltà, i
Carabinieri sono venuti a capo del mistero identificando l’anziano signore. Si tratta di
un nonno con problemi di salute e difficoltà legate all’età avanzata, la cui nipotina è
omonima di un’altra bambina che effettivamente frequenta un altro polo dell’Istituto
Santa Chiara. Quel giorno, dopo aver parlato con la figlia, mosso dalla voglia di
vedere la nipotina e magari trascorrere del tempo assieme a lei, si era recato però
nella scuola sbagliata determinando l’equivoco sull’identità della bambina da cui è
scaturito l’allarme, fortunatamente infondato.

 

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AMORE NON CORRISPOSTO

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
AMORE NON CORRISPOSTO, FINISCE AI DOMICILIARI

LEVANE  E’ successo a Levane nel Comune di Bucine. Dopo circa un anno di continui e
ripetuti comportamenti vessatori ed invadenti da parte di un ragazzo albanese (pedinamenti,
irruzione nel luogo di lavoro, regali vari, invio di centinaia e centinaia di sms sui vari social
tra cui messanger, instagram e facebook), una trentaduenne residente a Montevarchi, barista
presso un noto locale, era costretta a rivolgersi ai Carabinieri di Levane e a presentare
denuncia, infastidita anche dal fatto che l’uomo la raggiungeva anche sul luogo di lavoro
tentando in tutti i modi di allacciare una relazione sentimentale. Dopo la querela sporta dalla
giovane donna, l’Arma avviava un’indagine deferendo alla Procura della Repubblica presso
il Tribunale di Arezzo il cittadino albanese per il delitto di atti persecutori. Nonostante il
deferimento in stato di libertà dell’innamorato, quest’ultimo perseverava nella sua condotta
vessatoria ed opprimente nei confronti della giovane, continuando ad inviare messaggi sui
social e pedinandola con la macchina lungo il tragitto percorso dalla donna per raggiungere
il luogo di lavoro. Quest’ultima, che rifiutava categoricamente ogni approccio dell’uomo, si
vedeva costretta a rivolgersi nuovamente ai Carabinieri, denunciando gli episodi di
vessazione e mortificazione cui veniva sottoposta quasi quotidianamente. I militari,
acquisita una nuova denuncia, richiedevano all’Autorità Giudiziaria competente
l’applicazione di una misura coercitiva, che il Giudice non tardava ad emettere: divieto di
avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, ed in particolare al luogo di lavoro.
Nonostante il provvedimento notificato, l’uomo, non dandosi vinto, ormai invaghitosi della
donna, in più occasioni violava la misura, irrompendo nel luogo dove lavorava. I
Carabinieri, dopo l’ennesima denuncia scaturita a seguito delle continue trasgressioni alla
misura, richiedevano una misura più grave. L’Autorità Giudiziaria, concordando con le
risultanze investigative della Polizia Giudiziaria, ha adottato una misura più grave nei
confronti del 29enne disponendone gli arresti domiciliari, provvedimento che nella giornata
di ieri è stato immediatamente eseguito dai Carabinieri.

 

 

 

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ATTENZIONE ALLE FRODI

COMUNICATO STAMPA DELLA QUESTURA

                                                    Attenzione alle frodi online "Smishing-Vishing"

Nelle ultime settimane si è registrato un aumento esponenziale di frodi perpetrate attraverso lo "Smishing-Vishing", ossia phishing bancario di ultima generazione, con sottrazione di cifre da un minimo di 300 fino a oltre 60.000 euro.

Questo genere di frodi consistono nel ricevere comunicazioni, che sembrano provenire dalla propvia banca, che invitano il cittadino ad accedere al proprio conto on-line mediante un web-link.        

Lo "smishing" in palticolare si concretizza attraverso tnessaggi sms malevoli che, per una mera affinità semantica, si collocano in coda ad altri messaggi autentici ricevuti dalla banca; tali sms contengono link di rinvio a pagine di phishing dove l'utente, ritenendo di operare sulla pagina veritiera, è indotto ad inserire le proprie credenziali bancarie consegnando cpsì i propri dati ai cyber-criminali.

          La tecnica del "vishing" invece consiste nel contattare la potenziale vittima tramite una chiamata telefonica nella quale un finto operatore di banca, attraverso raggiri ed argomentazioni capziose, la persuade a fornire i codici dispositivi del proprio rapporto finanziario; è frequente, nel corso di tali chiamate, che il truffatore prospetti alla vittima la necessità di ottenere il suo codice al fine di bloccare alcuni tentativi illeciti di prelievo operati da terzi.

    Sfruttando' questo momento di incertezza i criminali ottengono le credenziali di accesso ai conti correnti che subito dopo provvedono a svuotare.

                    La frode è particolarmente subdola poiché le chiamate sembrano an•ivare dal numero della propria banca, da qui l'appellativo di "Alias" e, parlando con un -operatore, il correntista è convinto quindi di trovarsi in un ambiente favorevole, nella sua cosiddetta "COMFORT ZONE" ed abbassa il suo livello di allerta.

Queste frodi hanno avuto un incremento notevole nel periodo pandemico che stiamo vivendo, in quanto, in ragione del contingentamento degli accessi fisici alle filiali, i rapporti telefonici con le banche da parte dei clienti si sono intensificati.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni attraverso le Sezioni Financial Cyber Crime si è prefissata l'obiettivo di cofpire in maniera selettiva questa specifica attività criminale denominata "Alias", che sta mietendo numerose vittime in ogni contesto sociale e geografico, provocando ingenti danni.

Come difendersi da queste fro(li

I cittadini devono sapere che i numeri verdi per lôro natura sono nulrleri che funzionano in ricezione e non vengono utilizzati per effettuare chiamate in uscita.

La Banca mai contatterà i propri clienti attraverso un numero verde.

Anche i numeri territoriali assegnati alla banca possono essere dissimulati quindi nel dubbio è meglio concludere la chiamata e telefonare direttamente alla propria filiale.

Inoltre' è bene ricordare che nessuna banca richiede i dati di accesso al proprio conto via email o via SMS.

Quindi, in caso di ricezione è bene non rispondere mai a email o SMS che chiedono di verificare i propri dati personali, non cliccare mai sui link contenuti in email o SMS e ovviamente, non inserire mai le informazioni richieste.

Qualora si sia caduti nella trappola fornendo i propri dati, contattare immediatamente il numero verde della propria banca e bloccare l'accesso al conto ed eventuali pagamenti fraudolenti già effettuati.

In autonomia si può procedere immediatamente al cambio della password per accedere al conto.

Nel caso si siano forniti codici dispositivi necessari per utilizzare l'applicazione della banca installata sul proprio telefono, 'riutilizzare immediatamente l'applicazione: in questo modo ven•à inibita la possibilità al truffatore di utilizzarla.

Concludendo:

             Verificare sempre l'autenticità della pagina dell'istitüto bancario. Non fornire alcuna credenziali di accesso/codice otp via telefono o sms,

Effettuare la scansione del dispositivo con un antivirus aggiornato.

Modificare le credenziali di accesso ai servizi on-line in caso di accessi sospetti.

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Ancora il maledetto alcool

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

UBRIACA ALLA GUIDA PERDE IL CONTROLLO DELL’AUTO E POI SI SCAGLIA CONTRO I

CARABINIERI: DENUNCIATA UNA QUARANTENNE

ANGHIARI  La notte scorsa i militari del Comando Stazione Carabinieri di Monterchi,
impegnati in un servizio di controllo del territorio sono intervenuti in loclaità San Lorenzo
di Anghiari su un sinistro stradale provocato da una donna, classe 1981 e con diversi
precedenti di polizia, che aveva perso il controllo della propria autovettura finendo fuori
strada, fortunatamente senza coinvolgere altre vetture. La pattuglia giunta sul posto è stata
aggredita da parte della quarantenne che si è scagliata contro di loro in evidente stato di
alterazione psicofisica e senza indossare alcun tipo di dispositivo di protezione individuale
per il contenimento del virus COVID-19. La donna avanzando imbizzarrita e con fare
minaccioso ha poi iniziato a sputare verso i Carabinieri, tentando di colpirli con calci e
pugni. Prontamente i militari l’hanno immobilizzata e condotta all’interno
dell’autoambulanza, che nel frattempo era giunta sul posto, per poi essere trasportata con
trattamento sanitario obbligatorio presso il pronto soccorso di Arezzo. La donna dovrà
rispondere di ubriachezza manifesta, violenza e minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

 

 


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AGGREDISCONO UNA GUARDIA:UNA SCIOCCHEZZA

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QUESTURA di AREZZO

Ufficio di Gabinetto

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COMUNICATO STAMPA

POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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QUESTURA di AREZZO

Ufficio di Gabinetto

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COMUNICATO STAMPA

 

POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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QUESTURA di AREZZO

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Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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COMUNICATO STAMPA

 

POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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BOTTE DA ORBI AD AREZZO

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Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RISSA AD AREZZO IN PIAZZA SAN FRANCESCO: ARRESTATI 4 GIOVANI
AREZZO – Poco dopo le 18.00 di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della
Stazione di Arezzo sono intervenuti a Piazza San Francesco dove era stata segnalata una
rissa tra giovani.
All’arrivo delle pattuglie tutti i partecipanti cercavano di darsi alla fuga ed alcuni di essi
tentavano anche di nascondersi dietro le autovetture parcheggiate o all’interno dei portoni
lasciati aperti delle abitazioni.
Venivano bloccati quattro ventenni, due italiani, un kosovaro e un marocchino, che avevano
partecipato attivamente alla rissa e di cui riportavano i segni al volto e sul corpo.
Erano poi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
I militari dell’Arma, acquisendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella piazza
al momento dei fatti ed analizzando i video effettuati dagli abitanti della zona, accertavano
che i giovani facevano parte di un gruppo di ragazzi che erano arrivati ad Arezzo dalla
Valtiberina per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Avevano ecceduto nel bere e, dopo essersi visti rifiutare la richiesta di altri alcolici da parte
dei gestori dei bar e dei locali, avevano deciso di divertirsi infastidendo coloro che si
trovavano al di fuori degli esercizi pubblici che nel frattempo stavano ultimando le
operazioni di chiusura per le ore 18.00.
L’ennesima provocazione è stata la scintilla che ha scatenato la rissa, durante la quale una
decina di giovani si sono picchiati con calci, pugni ed utilizzando delle aste metalliche.
I quattro sono stati quindi arrestati per rissa aggravata, proposti per l’emissione del foglio di
via obbligatorio dal Comune di Arezzo per tre anni e sanzionati per la violazione della
normativa in materia di contenimento della pandemia da Covid 19.
Sono in corso le indagini per identificare gli altri coinvolti nella rissa.

Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RISSA AD AREZZO IN PIAZZA SAN FRANCESCO: ARRESTATI 4 GIOVANI
AREZZO – Poco dopo le 18.00 di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della
Stazione di Arezzo sono intervenuti a Piazza San Francesco dove era stata segnalata una
rissa tra giovani.
All’arrivo delle pattuglie tutti i partecipanti cercavano di darsi alla fuga ed alcuni di essi
tentavano anche di nascondersi dietro le autovetture parcheggiate o all’interno dei portoni
lasciati aperti delle abitazioni.
Venivano bloccati quattro ventenni, due italiani, un kosovaro e un marocchino, che avevano
partecipato attivamente alla rissa e di cui riportavano i segni al volto e sul corpo.
Erano poi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
I militari dell’Arma, acquisendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella piazza
al momento dei fatti ed analizzando i video effettuati dagli abitanti della zona, accertavano
che i giovani facevano parte di un gruppo di ragazzi che erano arrivati ad Arezzo dalla
Valtiberina per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Avevano ecceduto nel bere e, dopo essersi visti rifiutare la richiesta di altri alcolici da parte
dei gestori dei bar e dei locali, avevano deciso di divertirsi infastidendo coloro che si
trovavano al di fuori degli esercizi pubblici che nel frattempo stavano ultimando le
operazioni di chiusura per le ore 18.00.
L’ennesima provocazione è stata la scintilla che ha scatenato la rissa, durante la quale una
decina di giovani si sono picchiati con calci, pugni ed utilizzando delle aste metalliche.
I quattro sono stati quindi arrestati per rissa aggravata, proposti per l’emissione del foglio di
via obbligatorio dal Comune di Arezzo per tre anni e sanzionati per la violazione della
normativa in materia di contenimento della pandemia da Covid 19.
Sono in corso le indagini per identificare gli altri coinvolti nella rissa.vvv

Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RISSA AD AREZZO IN PIAZZA SAN FRANCESCO: ARRESTATI 4 GIOVANI
AREZZO – Poco dopo le 18.00 di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della
Stazione di Arezzo sono intervenuti a Piazza San Francesco dove era stata segnalata una
rissa tra giovani.
All’arrivo delle pattuglie tutti i partecipanti cercavano di darsi alla fuga ed alcuni di essi
tentavano anche di nascondersi dietro le autovetture parcheggiate o all’interno dei portoni
lasciati aperti delle abitazioni.
Venivano bloccati quattro ventenni, due italiani, un kosovaro e un marocchino, che avevano
partecipato attivamente alla rissa e di cui riportavano i segni al volto e sul corpo.
Erano poi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
I militari dell’Arma, acquisendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella piazza
al momento dei fatti ed analizzando i video effettuati dagli abitanti della zona, accertavano
che i giovani facevano parte di un gruppo di ragazzi che erano arrivati ad Arezzo dalla
Valtiberina per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Avevano ecceduto nel bere e, dopo essersi visti rifiutare la richiesta di altri alcolici da parte
dei gestori dei bar e dei locali, avevano deciso di divertirsi infastidendo coloro che si
trovavano al di fuori degli esercizi pubblici che nel frattempo stavano ultimando le
operazioni di chiusura per le ore 18.00.
L’ennesima provocazione è stata la scintilla che ha scatenato la rissa, durante la quale una
decina di giovani si sono picchiati con calci, pugni ed utilizzando delle aste metalliche.
I quattro sono stati quindi arrestati per rissa aggravata, proposti per l’emissione del foglio di
via obbligatorio dal Comune di Arezzo per tre anni e sanzionati per la violazione della
normativa in materia di contenimento della pandemia da Covid 19.
Sono in corso le indagini per identificare gli altri coinvolti nella rissa.vvv

Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RISSA AD AREZZO IN PIAZZA SAN FRANCESCO: ARRESTATI 4 GIOVANI
AREZZO – Poco dopo le 18.00 di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della
Stazione di Arezzo sono intervenuti a Piazza San Francesco dove era stata segnalata una
rissa tra giovani.
All’arrivo delle pattuglie tutti i partecipanti cercavano di darsi alla fuga ed alcuni di essi
tentavano anche di nascondersi dietro le autovetture parcheggiate o all’interno dei portoni
lasciati aperti delle abitazioni.
Venivano bloccati quattro ventenni, due italiani, un kosovaro e un marocchino, che avevano
partecipato attivamente alla rissa e di cui riportavano i segni al volto e sul corpo.
Erano poi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
I militari dell’Arma, acquisendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella piazza
al momento dei fatti ed analizzando i video effettuati dagli abitanti della zona, accertavano
che i giovani facevano parte di un gruppo di ragazzi che erano arrivati ad Arezzo dalla
Valtiberina per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Avevano ecceduto nel bere e, dopo essersi visti rifiutare la richiesta di altri alcolici da parte
dei gestori dei bar e dei locali, avevano deciso di divertirsi infastidendo coloro che si
trovavano al di fuori degli esercizi pubblici che nel frattempo stavano ultimando le
operazioni di chiusura per le ore 18.00.
L’ennesima provocazione è stata la scintilla che ha scatenato la rissa, durante la quale una
decina di giovani si sono picchiati con calci, pugni ed utilizzando delle aste metalliche.
I quattro sono stati quindi arrestati per rissa aggravata, proposti per l’emissione del foglio di
via obbligatorio dal Comune di Arezzo per tre anni e sanzionati per la violazione della
normativa in materia di contenimento della pandemia da Covid 19.
Sono in corso le indagini per identificare gli altri coinvolti nella rissa.</span></p> <p><span style="font-size: 18pt;">Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RISSA AD AREZZO IN PIAZZA SAN FRANCESCO: ARRESTATI 4 GIOVANI
AREZZO – Poco dopo le 18.00 di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della
Stazione di Arezzo sono intervenuti a Piazza San Francesco dove era stata segnalata una
rissa tra giovani.
All’arrivo delle pattuglie tutti i partecipanti cercavano di darsi alla fuga ed alcuni di essi
tentavano anche di nascondersi dietro le autovetture parcheggiate o all’interno dei portoni
lasciati aperti delle abitazioni.
Venivano bloccati quattro ventenni, due italiani, un kosovaro e un marocchino, che avevano
partecipato attivamente alla rissa e di cui riportavano i segni al volto e sul corpo.
Erano poi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
I militari dell’Arma, acquisendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella piazza
al momento dei fatti ed analizzando i video effettuati dagli abitanti della zona, accertavano
che i giovani facevano parte di un gruppo di ragazzi che erano arrivati ad Arezzo dalla
Valtiberina per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Avevano ecceduto nel bere e, dopo essersi visti rifiutare la richiesta di altri alcolici da parte
dei gestori dei bar e dei locali, avevano deciso di divertirsi infastidendo coloro che si
trovavano al di fuori degli esercizi pubblici che nel frattempo stavano ultimando le
operazioni di chiusura per le ore 18.00.
L’ennesima provocazione è stata la scintilla che ha scatenato la rissa, durante la quale una
decina di giovani si sono picchiati con calci, pugni ed utilizzando delle aste metalliche.
I quattro sono stati quindi arrestati per rissa aggravata, proposti per l’emissione del foglio di
via obbligatorio dal Comune di Arezzo per tre anni e sanzionati per la violazione della
normativa in materia di contenimento della pandemia da Covid 19.
Sono in corso le indagini per identificare gli altri coinvolti nella rissa.

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SUCCESSI DELLA STRADALE DI BATTIFOLLE

QUESTURA di AREZZO

 

La Polizia di Stato intercetta trafficante internazionale di parti di auto rubate.

La Polizia Stradale di Arezzo, nella notte di ieri, in Autostrada del sole e nei pressi del casello di Arezzo in carreggiata nord, ha intercettato e denunciato in stato di libertà un cittadino polacco 43enne per la ricettazione di parti d’auto rubate sul territorio italiano.

Erano circa le 23.30 quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle ha fermato per un controllo un furgone Mercedes con targa polacca e con il solo autista a bordo che risultava provenire da Roma nord.

Il veicolo risultava trasportare numerosi pezzi di auto, cruscotti completi delle preziose centraline elettroniche, interi frontali d’auto completi di paraurti e parafanghi, volanti ed altro già appartenenti ad auto di prestigiose marche: BMW, Toyota e Mercedes.

L’autista, risultato essere stato precedentemente denunciato per la ricettazione di pezzi d’auto rubati a seguito di un controllo subìto in territorio austriaco al confine con la Polonia nel 2017, ha cercato di sviare gli agenti esibendo della documentazione per dimostrare che fosse tutto regolare.

Gli investigatori di Battifolle non ci sono cascati e, approfondendo i controlli, hanno potuto dimostrare come tutti i pezzi trasportati, del valore complessivo stimato di oltre 25.000 euro, fossero appartenuti ad auto che erano state tutte rubate a Roma e dintorni.

In pratica le auto, dopo il furto, erano state smontate completamente al fine di farle sparire dalla circolazione per poi piazzarne le parti più di maggior valore sul mercato nero, nazionale ed internazionale, dei ricambi d’auto.

L’autista del mezzo è stato quindi denunciato all’A.G. per ricettazione e le parti d’auto sono state sequestrate, così come il furgone.

 

 

 come il furgone.

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PROVVEDIMENTO DEI CARABINIERI SULLA DETENZIONE DI ARMI

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

OMETTE DI DENUNCIARE IL TRASFERIMENTO DELLE ARMI IN ALTRA ABITAZIONE

DENUNCIATO DAI CARABINIERI

CASTELFRANCO PIANDISCÒ - Prosegue l’impegno dei Carabinieri della Compagnia di San
Giovanni Valdarno nel settore dei controlli sulla regolare detenzione delle armi. Si tratta, è
risaputo, di un settore estremamente delicato, atteso che la materiale disponibilità di armi da
fuoco, benché legalmente detenute in base ad un legittimo titolo di polizia, può essere la
premessa per tragici incidenti, nel caso di imperizia o imprudenza nella detenzione. O,
peggio ancora, in momenti di follia, per gesti estremi, autolesionisti o volti nei confronti dei
familiari e dei conviventi.
Nella giornata di ieri, la Stazione di Castelfranco Piandiscò ha portato a termine
accertamenti investigativi che hanno condotto al deferimento all’autorità giudiziaria di un
47enne incensurato, originario della provincia di Firenze.
Difatti, proprio per le ragioni appena richiamate, l’Arma dei Carabinieri dedica grandi
risorse, in termini di tempo e di personale impiegato, al controllo presso le abitazioni dei
soggetti legittimati a detenere armi. Ciò al fine di verificare la permanenza dei requisiti
necessari, sia il rispetto delle rigorose normative in materia.
Solo poche settimane fa, i Carabinieri della Stazione di San Giovanni Valdarno avevano
sequestrato delle armi ad un trentacinquenne di Terranuova Bracciolini. In quel caso il
controllo era scattato in seguito alla denuncia presentata da un medico, che aveva riferito di
aver ricevuto dall’uomo (un suo ex-paziente) una serie infinita di e-mail a contenuto
minatorio. In quella circostanza, i militari agirono in esecuzione di un decreto emesso
dall’Autorità Giudiziaria.
Nel caso odierno, i Carabinieri della Stazione di Castelfranco Piandiscò si sono mossi
d’iniziativa, dopo aver appreso di alcuni recenti accese discussioni coniugali verificatesi
all’interno dell’abitazione dell’odierno denunciato. L’accaduto non aveva avuto rilevanza
penale, ma gli accertamenti successivi hanno portato proprio ad evidenziare come l’uomo
avesse trasferito le armi, legittimamente detenute, dall’abitazione di Faella a quella di Pian
di Sco’, senza rinnovare la prevista denuncia, presentata ormai più di un anno prima.
Immediatamente è scattato il sequestro delle armi (8 fucili e circa 200 munizioni), e l’uomo
è stato deferito in stato di libertà per la violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica
Sicurezza.

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RSA ABUSIVA: CI PENSA LA QUESTURA

QUESTURA DI AREZZO

 

INDAGINE DELLA POLIZIA DI STATO SU CASA DI RIPOSO ABUSIVA IN PIENO CENTRO. ORDINATA LA CHIUSURA DA PARTE DEL COMUNE DI AREZZO.

Le indagini su una struttura per anziani, presente in zona Campo di Marte, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo ed effettuate dalla Squadra Mobile, sono partite da alcuni esposti che lamentavano negligenze nella gestione degli anziani ospiti della casa di riposo. Gli accertamenti compiuti dagli investigatori, con la collaborazione dell’ ASL di Arezzo, sono poi culminati in un’ispezione della struttura, avvenuta nel mese dicembre, dalla quale sono emerse numerose irregolarità. In primo luogo all’interno della casa di riposo sono stati trovati 8 ospiti -di cui 4 non autosufficienti- per la gestione dei quali la struttura non aveva la necessaria autorizzazione. Inoltre è stata riscontrata la presenza di 6 dipendenti, privi delle qualifiche professionali richieste, e assunti senza alcun tipo di contratto. Dall’esame della documentazione trovata è stato accertato altresì che sono transitati presso la struttura almeno 20 anziani. Anche le rette richieste per la gestione anziani, quantificate in circa 1600 euro mensili, sono risultate versate al nero senza il rilascio di alcun tipo di fattura. Sulla base di quanto accertato, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Arezzo hanno contestato al titolare l’illecito amministrativo previsto e punito dalla Legge Regionale nr. 41 del 2005 che sanziona l’erogazione di prestazioni socio-assistenziali ad anziani autosufficienti e non, senza la relativa autorizzazione. Tale illecito prevede una sanzione pecuniaria di euro 15000. Inoltre è stata trasmessa la segnalazione di quanto accertato al Comune di Arezzo- Servizio Ambiente il quale ha notificato al titolare della struttura l’ordinanza di chiusura di attività. Sono in corso attività investigative volte a individuare le responsabilità penali connesse al reato di esercizio abusivo di professione sanitaria.

 

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DANNEGGIA E SACCHEGGIA QUATTRO VETTURE - ARRESTATO

 

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

DANNEGGIA E SACCHEGGIA 4 AUTOVETTURE NELL’ABITATO: ARRESTATO

MONTEVARCHI - Continuano senza sosta i servizi mirati alla prevenzione ed alla repressione
dei reati predatori da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno.
Stavolta ad entrare in azione, nel cuore della notte di giovedì scorso, sono stati i Carabinieri
della Stazione di San Giovanni Valdarno, coadiuvati dai colleghi dell’Aliquota
Radiomobile. I militari, come sempre impegnati nei consueti servizi di perlustrazione del
territorio, a vegliare nella notte sulla tranquillità del sonno dei cittadini, hanno tratto in
arresto un 25enne per furto aggravato continuato.
L’intervento dei Carabinieri è scattato in seguito alla telefonata alla Centrale Operativa di un
cittadino, che segnalava rumori sospetti, come di vetri infranti, in una via principale di
Montevarchi, subito fuori dal centro storico.
L’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di San Giovanni Valdarno risultava
risolutivo. I militari, infatti, si sono recati sul posto, percorrendo vie secondarie al fine di
non mettere in allarme i malfattori. Una volta giunti nei pressi della via Puccini, cui era
relativa la segnalazione, i militari si sono appiedati ed hanno silenziosamente cinturato
l’obbiettivo. Al loro arrivo, si sono trovati dinanzi alla piena flagranza del reato,
sorprendendo un uomo che, dopo aver infranto a colpi di pietra i cristalli di un SUV
parcheggiato, vi si era intrufolato all’interno e stava rovistando dappertutto, alla ricerca di
refurtiva. Vistosi scoperto, il malvivente – un 25enne gravato da svariati precedenti specifici
– ha goffamente provato a darsi alla fuga, venendo però immediatamente bloccato dai
Carabinieri. L’uomo è stato quindi perquisito e trovato in possesso di una sacca contenente
oggetti di vario tipo (indumenti sportivi, mazzi di chiavi, cellulari, monili), con ogni
evidenza refurtiva di ulteriori furti perpetrati. A quel punto i militari, coadiuvati dai colleghi
della Radiomobile, hanno deciso di effettuare un accurato sopralluogo nei paraggi. Scelta
rivelatasi provvidenziale, atteso che sono state rinvenute altre tre autovetture, parimenti
saccheggiate previa la rottura dei vetri anteriori. I proprietari delle medesime,
immediatamente rintracciati, hanno riconosciuto come propri gli oggetti, consentendo così
di accertare che il malfattore, nella notte, era riuscito a portare a termine ben 4 furti su 4
diverse auto, venendo infine fermato solo grazie all’intervento dei Carabinieri. La chiarezza
del quadro indiziario non lasciava dubbi, cosicché l’uomo è stato immediatamente tratto in
arresto per furto aggravato continuato, e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che
ne ha disposto il giudizio con rito direttissimo. La refurtiva è stata interamente recuperata e
restituita ai legittimi proprietari.vv

 

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Redditodi cittadinanza. ABUSI ED ALTRO

GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE AREZZO

 


GUARDIA DI FINANZA DI AREZZO. PERCEPITO ILLECITAMENTE
REDDITO DI CITTADINANZA PER OLTRE 8 MILA EURO.

I Finanzieri della Tenenza di Sansepolcro, monitorando i fruitori del “Reddito di cittadinanza”,
hanno individuato un soggetto che ha omesso di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva
Unica, presentata per la certificazione del reddito ISEE, un patrimonio mobiliare superiore
alla soglia massima di euro 6.000.
Dalla ricostruzione documentale delle Fiamme Gialle, effettuata in stretta sinergia e con uno
scambio informativo con l’INPS competente, l’ammontare complessivo del Reddito di
cittadinanza indebitamente percepito, nel periodo maggio 2019 - ottobre 2020, ammonta ad
oltre 8.000 euro.
Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, per aver indicato dati non veritieri nelle
attestazioni ISEE e per non aver provveduto alle comunicazioni di variazione del reddito o
del patrimonio, come invece previsto dalla normativa di riferimento.
Analoga segnalazione è stata effettuata all’INPS, per il blocco delle successive erogazioni
e per il recupero delle somme indebitamente percepite.
Negli ultimi mesi, sono già una decina i soggetti scoperti, che hanno indebitamente percepito
contributi, in materia di “Reddito di cittadinanza”, per oltre 40 mila euro, a discapito di
chi ne ha realmente bisogno, specie in questo momento di difficoltà, derivante
dall’emergenza epidemiologica.
L’attività svolta dalla Guardia di Finanza si inquadra nel più vasto ambito delle attività di
polizia economico-finanziaria, condotte a contrasto degli illeciti nelle prestazioni
assistenziali, che generano iniquità, minano la coesione sociale e danneggiano i cittadini
onesti e tutti coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza.

 

 

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COPPIA DI FIDANZATI SI DEDICANO AD ATTIVITA' IMPROPRIA

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FURTI SERIALI: ARRESTATA COPPIA DI FIDANZATI

Lo scorso mese di novembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del
Comando Compagnia di Sansepolcro, a seguito di una lunga e complessa attività d’indagine,
denunciarono in stato di libertà una giovane coppia che aveva messo a segno in modo seriale,
diversi furti su distributori di lavanderie automatiche creando un danno economico
complessivo alle attività commerciali di circa ventimila euro. L’attività sopracitata ha dato il
via a un nuovo filone investigativo, essendo emerse evidenze circa il fatto che la coppia
avesse nei suoi obiettivi anche luoghi sacri, autovetture parcheggiate e cimiteri. I due, dopo
la denuncia a piede libero, sono stati costantemente monitorati dai Carabinieri che nel corso
della mattinata di ieri li hanno colti nella flagranza di compiere un furto all’interno di una
chiesa di una frazione di Città di Castello (PG); entrambi ben equipaggiati di tutti gli arnesi
atti allo scasso, con cacciaviti, grimaldelli, coltelli e una mazza, sono stati arrestati dopo
essere penetrati all’interno del luogo di culto. I due, 44enne l’uomo e 27enne la donna,
entrambi con precedenti di polizia alle spalle e residenti nel perugino, saranno presentati al
giudice del Tribunale di Perugia nella mattina di oggi per il rito direttissimo. Dovranno
rispondere dei reati di furto aggravato in concorso, continuato.

 

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Soldi di presunta illecita provenienza

COMUNICATO STAMPA DELLAQUESTURA DI AREZZO

                                              

Denunciati dalla Polizia di Stato con 215.000 euro nascosti nell’auto

Due cittadini di origine ucraina, che viaggiavano in A/1 diretti verso nord con 215.000 euro in contanti nascosti nella loro Skoda Octavia sono stati denunciati sabato sera dalla Polizia Stradale di Arezzo.

I poliziotti hanno fermato i due stranieri, S.M. e K.V., rispettivamente di 40 e 45 anni, per un controllo, all’altezza del comune di Terranuova Bracciolini (AR); gli stessi, si sono subito mostrati piuttosto agitati e, alla richiesta di spiegazioni sulla natura del loro viaggio, hanno dato versioni discordanti.

Gli operatori di Polizia si sono insospettiti e così li hanno invitati a seguirli in Sottosezione per controllare in modo più approfondito la loro posizione e l’interno della vettura.

Dai biglietti autostradali ritrovati nell’auto, è risultato che i medesimi avevano attraversato il confine del Brennero nelle prime ore di sabato per recarsi a Roma, da dove erano poi ripartiti in serata, diretti a nord, probabilmente convinti che nessuno li avrebbe fermati.

Nel corso del controllo. I Poliziotti hanno rinvenuto, sotto al sedile del passeggero, nascosti dalla moquette, due doppifondi, accessibili tramite una sorta di sportello: all’interno di uno di essi erano nascoste 26 mazzette di banconote, per un valore di 215.000 euro.

I due uomini non hanno saputo fornire alcuna spiegazione plausibile circa la presenza di quell’ingente somma di denaro, in quel “particolare” vano dell’automezzo, chiaramente ritenuto, quindi, di provenienza illecita.

Al termine degli accertamenti, le due persone sono state denunciate per riciclaggio, mentre l’auto ed il denaro sono stati posti sotto sequestro.

o.

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