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Approvo

RSA ABUSIVA: CI PENSA LA QUESTURA

QUESTURA DI AREZZO

 

INDAGINE DELLA POLIZIA DI STATO SU CASA DI RIPOSO ABUSIVA IN PIENO CENTRO. ORDINATA LA CHIUSURA DA PARTE DEL COMUNE DI AREZZO.

Le indagini su una struttura per anziani, presente in zona Campo di Marte, coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo ed effettuate dalla Squadra Mobile, sono partite da alcuni esposti che lamentavano negligenze nella gestione degli anziani ospiti della casa di riposo. Gli accertamenti compiuti dagli investigatori, con la collaborazione dell’ ASL di Arezzo, sono poi culminati in un’ispezione della struttura, avvenuta nel mese dicembre, dalla quale sono emerse numerose irregolarità. In primo luogo all’interno della casa di riposo sono stati trovati 8 ospiti -di cui 4 non autosufficienti- per la gestione dei quali la struttura non aveva la necessaria autorizzazione. Inoltre è stata riscontrata la presenza di 6 dipendenti, privi delle qualifiche professionali richieste, e assunti senza alcun tipo di contratto. Dall’esame della documentazione trovata è stato accertato altresì che sono transitati presso la struttura almeno 20 anziani. Anche le rette richieste per la gestione anziani, quantificate in circa 1600 euro mensili, sono risultate versate al nero senza il rilascio di alcun tipo di fattura. Sulla base di quanto accertato, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Arezzo hanno contestato al titolare l’illecito amministrativo previsto e punito dalla Legge Regionale nr. 41 del 2005 che sanziona l’erogazione di prestazioni socio-assistenziali ad anziani autosufficienti e non, senza la relativa autorizzazione. Tale illecito prevede una sanzione pecuniaria di euro 15000. Inoltre è stata trasmessa la segnalazione di quanto accertato al Comune di Arezzo- Servizio Ambiente il quale ha notificato al titolare della struttura l’ordinanza di chiusura di attività. Sono in corso attività investigative volte a individuare le responsabilità penali connesse al reato di esercizio abusivo di professione sanitaria.

 

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COMUNICATO DEL DIRETTORE SU QUESTO GIORNALE

Quando iniziai la pubblicazionedi questo Giornale (setttembre 2014) lo feci perchè ritenevo che la classe dirigernt subbianese non fose in grado di gestitre la cosa pubblica non i vari De Bari, Rossi Alessandro o Cerofolini , ritenevo e ritengo che l'unico che possa apportrare miglioramenti a Subbiano sia Ilario Maggini. Questi conosce perfettamente tutte le strade per conseguire un contributo per eseguire le opere comunali. I fatti ci hanno dato ragione:quella Anmministrazioe nom ha fatto niente che no fosse già stato progammato dalla precedente Giunta dell'odiato Maggini. Chiarisco: la Giunta De Bari non ha fatto niente per Subbiano e anche quel poco era già stato elaborato dalla precedente Giunta Maggini.Oggi Subbiano ha preferito ancora un altro gruppo di persone al Maggini, noi lamentiamo per questa Amministrazione  lo tesso difetto della precedente: non faranno niente. ma oramai il trempo è passato e oggi c'è il Corona virus. Il sottoscritto è nato prima dell'inizio della guerra mondiale. Il 1940 (Marzo); Sono vecchio, talmente vecchio che ricordo ancora quando, bambino, facevo la pipì sul vasone che era quotidianamente usato da una famiglia di rifugiati ebrei che vivevano nella cantina di casa mia. Il vasone veniva poi svuotato  da un certo Gnogno su incarico dei miei genitori. Ebbene:sospendo la pubblicazione perch non ho più la possibili tà di recarmi nei posti ove si verificano i fatti da raccontare e mandare un cronista è troppo costoso.  Niente più partite, nè Consigli comunali,nè altre manifestazioni; solo il rendiconto di cò che ci viene comunicato da CARABINIERI, QUESTURA, GUARDIA DI FINANZA e CARABINIERI FORESTALI.

 

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ATTENZIONE ALLE FRODI

COMUNICATO STAMPA DELLA QUESTURA

                                                    Attenzione alle frodi online "Smishing-Vishing"

Nelle ultime settimane si è registrato un aumento esponenziale di frodi perpetrate attraverso lo "Smishing-Vishing", ossia phishing bancario di ultima generazione, con sottrazione di cifre da un minimo di 300 fino a oltre 60.000 euro.

Questo genere di frodi consistono nel ricevere comunicazioni, che sembrano provenire dalla propvia banca, che invitano il cittadino ad accedere al proprio conto on-line mediante un web-link.        

Lo "smishing" in palticolare si concretizza attraverso tnessaggi sms malevoli che, per una mera affinità semantica, si collocano in coda ad altri messaggi autentici ricevuti dalla banca; tali sms contengono link di rinvio a pagine di phishing dove l'utente, ritenendo di operare sulla pagina veritiera, è indotto ad inserire le proprie credenziali bancarie consegnando cpsì i propri dati ai cyber-criminali.

          La tecnica del "vishing" invece consiste nel contattare la potenziale vittima tramite una chiamata telefonica nella quale un finto operatore di banca, attraverso raggiri ed argomentazioni capziose, la persuade a fornire i codici dispositivi del proprio rapporto finanziario; è frequente, nel corso di tali chiamate, che il truffatore prospetti alla vittima la necessità di ottenere il suo codice al fine di bloccare alcuni tentativi illeciti di prelievo operati da terzi.

    Sfruttando' questo momento di incertezza i criminali ottengono le credenziali di accesso ai conti correnti che subito dopo provvedono a svuotare.

                    La frode è particolarmente subdola poiché le chiamate sembrano an•ivare dal numero della propria banca, da qui l'appellativo di "Alias" e, parlando con un -operatore, il correntista è convinto quindi di trovarsi in un ambiente favorevole, nella sua cosiddetta "COMFORT ZONE" ed abbassa il suo livello di allerta.

Queste frodi hanno avuto un incremento notevole nel periodo pandemico che stiamo vivendo, in quanto, in ragione del contingentamento degli accessi fisici alle filiali, i rapporti telefonici con le banche da parte dei clienti si sono intensificati.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni attraverso le Sezioni Financial Cyber Crime si è prefissata l'obiettivo di cofpire in maniera selettiva questa specifica attività criminale denominata "Alias", che sta mietendo numerose vittime in ogni contesto sociale e geografico, provocando ingenti danni.

Come difendersi da queste fro(li

I cittadini devono sapere che i numeri verdi per lôro natura sono nulrleri che funzionano in ricezione e non vengono utilizzati per effettuare chiamate in uscita.

La Banca mai contatterà i propri clienti attraverso un numero verde.

Anche i numeri territoriali assegnati alla banca possono essere dissimulati quindi nel dubbio è meglio concludere la chiamata e telefonare direttamente alla propria filiale.

Inoltre' è bene ricordare che nessuna banca richiede i dati di accesso al proprio conto via email o via SMS.

Quindi, in caso di ricezione è bene non rispondere mai a email o SMS che chiedono di verificare i propri dati personali, non cliccare mai sui link contenuti in email o SMS e ovviamente, non inserire mai le informazioni richieste.

Qualora si sia caduti nella trappola fornendo i propri dati, contattare immediatamente il numero verde della propria banca e bloccare l'accesso al conto ed eventuali pagamenti fraudolenti già effettuati.

In autonomia si può procedere immediatamente al cambio della password per accedere al conto.

Nel caso si siano forniti codici dispositivi necessari per utilizzare l'applicazione della banca installata sul proprio telefono, 'riutilizzare immediatamente l'applicazione: in questo modo ven•à inibita la possibilità al truffatore di utilizzarla.

Concludendo:

             Verificare sempre l'autenticità della pagina dell'istitüto bancario. Non fornire alcuna credenziali di accesso/codice otp via telefono o sms,

Effettuare la scansione del dispositivo con un antivirus aggiornato.

Modificare le credenziali di accesso ai servizi on-line in caso di accessi sospetti.

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Ancora il maledetto alcool

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

UBRIACA ALLA GUIDA PERDE IL CONTROLLO DELL’AUTO E POI SI SCAGLIA CONTRO I

CARABINIERI: DENUNCIATA UNA QUARANTENNE

ANGHIARI  La notte scorsa i militari del Comando Stazione Carabinieri di Monterchi,
impegnati in un servizio di controllo del territorio sono intervenuti in loclaità San Lorenzo
di Anghiari su un sinistro stradale provocato da una donna, classe 1981 e con diversi
precedenti di polizia, che aveva perso il controllo della propria autovettura finendo fuori
strada, fortunatamente senza coinvolgere altre vetture. La pattuglia giunta sul posto è stata
aggredita da parte della quarantenne che si è scagliata contro di loro in evidente stato di
alterazione psicofisica e senza indossare alcun tipo di dispositivo di protezione individuale
per il contenimento del virus COVID-19. La donna avanzando imbizzarrita e con fare
minaccioso ha poi iniziato a sputare verso i Carabinieri, tentando di colpirli con calci e
pugni. Prontamente i militari l’hanno immobilizzata e condotta all’interno
dell’autoambulanza, che nel frattempo era giunta sul posto, per poi essere trasportata con
trattamento sanitario obbligatorio presso il pronto soccorso di Arezzo. La donna dovrà
rispondere di ubriachezza manifesta, violenza e minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

 

 


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AGGREDISCONO UNA GUARDIA:UNA SCIOCCHEZZA

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QUESTURA di AREZZO

Ufficio di Gabinetto

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COMUNICATO STAMPA

POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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QUESTURA di AREZZO

Ufficio di Gabinetto

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COMUNICATO STAMPA

 

POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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Ufficio di Gabinetto

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Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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POLIZIA DI STATO DI AREZZO

Scappa dopo aver malmenato un camionista che finisce in ospedale ma dopo quindici giorni di serrate indagini viene identificato e denunciato

 

La Polizia Stradale di Arezzo ha denunciato per lesioni personali un camionista avellinese di 34 anni che, quindici giorni prima, si era reso responsabile dell’aggressione di un suo collega, con il quale aveva precedentemente discusso per motivi di parcheggio.

Erano circa le 4.00 del mattino del 26 novembre scorso, quando una pattuglia della Sottosezione di Battifolle era stata chiamata a intervenire d’urgenza all’interno del bar dell’area di servizio Arno est, dove era segnalata la presenza di un uomo a terra sanguinante.

I poliziotti, trovatisi di fronte un uomo con la faccia completamente tumefatta e in evidente stato confusionale, dopo averlo affidato alle cure del personale del 118, attraverso la visione dei filmati delle telecamere, ricostruivano l’accaduto, rilevando come l’aggressore avesse colpito il suo collega da dietro, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa, con una successione di calci e pugni soprattutto al volto, ripetuti anche dopo che era caduto a terra pressoché privo di sensi.

In mancanza di concreti elementi per l’identificazione del responsabile, i poliziotti della Sottosezione di Battifolle diramavano la nota di ricerca alle altre pattuglie e, mantenendo sempre alta la soglia di attenzione, alle prime ore del 10 dicembre, notavano, durante il consueto servizio di pattugliamento, un camion con caratteristiche simili a quello ricercato, fermo in sosta all’interno di un’area di parcheggio lungo il tratto aretino dell’Autosole.

Svegliato il conducente, gli operatori lo riconoscevano come l’uomo ripreso dalle telecamere nel momento dell’episodio, dalla cui visione appuravano come questi vestisse, ancora, la stessa tuta da ginnastica indossata anche in quel 26 novembre.

Il camionista veniva, quindi, denunciato all’A.G. per le lesioni provocate al suo collega.

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UNA VERA E PROPRIA RAPINA

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COMUNICATO STAMPA della Questura di Arezzo

 

 

Oggetto: La Squadra Volante della Polizia di Stato arresta in flagranza autore di una rapina

Nell’ambito degli ordinari e continui servizi assicurati dalla Questura in questo difficile momento connotato dalla nota emergenza sanitaria per garantire il rispetto delle misure finalizzate al contenimento del contagio da Coronavirus, gli equipaggi impiegati su strada dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico continuano a svolgere la loro quotidiana e contestuale attività di controllo del territorio. In tale contesto operativo, nel tardo pomeriggio di lunedì, le Volanti sono intervenute in zona Campo di Marte, nei pressi del supermercato “Gala”, ove era stata segnalata una rapina commessa da due soggetti stranieri ai danni di un uomo il quale era riuscito, nonostante le concitate fasi, a fornire la descrizione degli autori del reato e consentendo così ai poliziotti di individuare e fermare uno dei due malfattori.

In particolare, i due individui si erano avvicinati alla vittima chiedendo una moneta e questi, nel cercare di aderire alla richiesta, aveva tirato fuori dalla tasca alcune monete ed una banconota da 50 euro. Alla vista della stessa banconota, uno dei due stranieri la strappava dalla mano del malcapitato e si dava alla fuga. La vittima si metteva subito all’inseguimento del malfattore ma veniva con violenza trattenuto dall’altro soggetto il quale, dopo aver conseguito l’obiettivo di disorientare il derubato, si metteva a sua volta in fuga.

Non demordendo dall’intenzione di non perdere le tracce degli aggressori, la stessa vittima inseguiva i due verso i giardini di Campo di Marte e, all’arrivo delle Volanti immediatamente giunte sul posto, forniva la descrizione degli stessi permettendo ai poliziotti di rintracciare, pochi istanti dopo, uno dei due malviventi.

Lo straniero veniva, dunque, accompagnato presso gli Uffici della Questura ed identificato per D.A., trentunenne cittadino senegalese irregolare sul territorio nazionale con precedenti per reati contro la persona ed il patrimonio. Tratto in arresto per il reato di rapina impropria in concorso con altro soggetto, è stato poi condotto presso la casa Circondariale di Arezzo

 

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PARTECIPAZIONE DEL MUMEC

Congresso dei Musei Scientifici Italiani - Il MUMEC di Arezzo c’è

Arezzo è stata parte del congresso ANMS 2020 dell’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici.
A rappresentare la Città il MUMEC Museo dei Mezzi di Comunicazione, presentato per la prima
volta nella storia dell’Associazione dalla Direttrice Valentina Casi.
Il congresso avrebbe dovuto svolgersi nella città di Firenze nelle tre giornate del 27, 28 e 29 ottobre
ma l’emergenza Covid19 ha frenato l’iniziativa posticipandola di un mese al 18, 19, 20 novembre e
riversandola in uno svolgimento in modalità online a distanza. Varie le tematiche trattate nelle
giornate appena trascorse sotto l’impeccabile guida del Presidente, Fausto Barbagli del Museo di
Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze. Relatori connessi da tutta Italia dalle più
importanti realtà museali ed universitarie, tutti afferenti al filone storico, naturalistico e scientifico,
hanno portato il loro contributo fra presentazioni di nuove realtà collezionistiche, operazioni di
restauro e, soprattutto, attività museali a porte chiuse. “Abbiamo verificato che la ricerca non si è
fermata”, spiega il Presidente Fausto Barbagli nella circolare di convocazione del Congresso “che le
offerte educative sono state costanti nei nostri Musei, anche se in forme differenti dal consueto e
che molti progetti sono stati portati avanti. Certamente questo periodo ci ha costretti a ripensare, a
riflettere, a tracciare nuovi sentieri e visioni di ruoli, nuovi interessi tematici. Vogliamo parlarne
tutti insieme, anche alla luce di ciò che già da ogni istituzione internazionale della cultura e
dell’educazione (prime tra tutte l’UNESCO) ci viene richiesto: la collaborazione a costruire una
cittadinanza attiva, sensibile, responsabile e capace di affrontare sfide previste ed impreviste, una
nuova cittadinanza scientifica partecipe e propositiva nel “Changing our world”, cioè nel percorso
verso la sostenibilità che anche l’Agenda 2030 indica come indifferibile”.
Il MUMEC Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo, con un intervento della Direttrice
Valentina Casi, ha aperto il congresso come primo intervento in scaletta fra le tre giornate previste.
Storia, attività, sviluppo e legame con il territorio sono stati i temi principi trattati dalla Direttrice.
“E’ stata una grandissima emozione ed una grande opportunità il poter presentare il MUMEC e le
sue numerose attività portate avanti in questa turbolenta annata fra porte chiuse ed aperte. Non ci
siamo mai fermati” continua Valentina Casi “fra appuntamenti in radio, campus con i bambini, e
sicuramente non ultima l’inaugurazione della mostra 100 anni di Fellini”. Una realtà, quella
museale aretina in continuo fermento, sempre più legata al territorio, alla sua storia, alla sua Fiera
Antiquaria, ma anche a collaborazioni nazionali dalla convenzione triennale con in Centri per
l’UNESCO di Firenze ed Arezzo, l’ingresso nella Fondazione Italia Giappone del Ministero degli
Esteri ed ora la presentazione all’Assemblea ANMS Associazione Nazionale Musei Scientifici 2020
i cui atti saranno pubblicati in Museologia Memorie nei prossimi mesi.

 

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INUTILE FURBIZIA.PRENDE LA BENZINA E NON PAGA

QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.QUESTURA di AREZZOUfficio di GabinettoCOMUNICATO STAMPAPOLIZIA STRADALE AREZZONell’ambito di un sempre crescente controllo del territorio attuato dalla Polizia Stradale di Arezzo anche in concomitanza con la necessità di tutelare la salute e l’ordine pubblico in relazione alla pandemia in corso, si pone in evidenza la sempre più capillare attenzione ai vari utenti della strada .In particolare alcuni giorni fa in tarda serata la pattuglia di vigilanza in ambito autostradale interveniva in quanto presso l’area di servizio Fabro in carreggiata nord della A/1 un motociclista a bordo di una Yamaha aveva effettuato il rifornimento allontanandosi di gran carriera senza pagare il dovutoGli agenti attuavano un dispositivo di controllo collaudato sino a che all’altezza del casello di Monte San Savino intercettavano e bloccavano, con non poca difficoltà, dopo un inseguimento durato oltre 10 chilometriil motociclo segnalatoAlla guida CM di anni 23 della provincia di Latina, per altro proprietario del veicolo. L’uomo erain possesso della sola carta di identità: nessuna patente perche mai ottenuta, nessuna copertura assicurativa per il veicolo, mancanza assoluta della revisioneStante i presupposti CM veniva denunciato in stato di libertà per insolvenza fraudolenta (non aver pagato il carburante), guida senza patente, per altro reiterata e gli venivano contestate varie violazioni amministrative con il conseguente sequestro del veicolo ai fini della confisca. CM tornava a casa con il treno.

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AMORE NON CORRISPOSTO

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO
AMORE NON CORRISPOSTO, FINISCE AI DOMICILIARI

LEVANE  E’ successo a Levane nel Comune di Bucine. Dopo circa un anno di continui e
ripetuti comportamenti vessatori ed invadenti da parte di un ragazzo albanese (pedinamenti,
irruzione nel luogo di lavoro, regali vari, invio di centinaia e centinaia di sms sui vari social
tra cui messanger, instagram e facebook), una trentaduenne residente a Montevarchi, barista
presso un noto locale, era costretta a rivolgersi ai Carabinieri di Levane e a presentare
denuncia, infastidita anche dal fatto che l’uomo la raggiungeva anche sul luogo di lavoro
tentando in tutti i modi di allacciare una relazione sentimentale. Dopo la querela sporta dalla
giovane donna, l’Arma avviava un’indagine deferendo alla Procura della Repubblica presso
il Tribunale di Arezzo il cittadino albanese per il delitto di atti persecutori. Nonostante il
deferimento in stato di libertà dell’innamorato, quest’ultimo perseverava nella sua condotta
vessatoria ed opprimente nei confronti della giovane, continuando ad inviare messaggi sui
social e pedinandola con la macchina lungo il tragitto percorso dalla donna per raggiungere
il luogo di lavoro. Quest’ultima, che rifiutava categoricamente ogni approccio dell’uomo, si
vedeva costretta a rivolgersi nuovamente ai Carabinieri, denunciando gli episodi di
vessazione e mortificazione cui veniva sottoposta quasi quotidianamente. I militari,
acquisita una nuova denuncia, richiedevano all’Autorità Giudiziaria competente
l’applicazione di una misura coercitiva, che il Giudice non tardava ad emettere: divieto di
avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, ed in particolare al luogo di lavoro.
Nonostante il provvedimento notificato, l’uomo, non dandosi vinto, ormai invaghitosi della
donna, in più occasioni violava la misura, irrompendo nel luogo dove lavorava. I
Carabinieri, dopo l’ennesima denuncia scaturita a seguito delle continue trasgressioni alla
misura, richiedevano una misura più grave. L’Autorità Giudiziaria, concordando con le
risultanze investigative della Polizia Giudiziaria, ha adottato una misura più grave nei
confronti del 29enne disponendone gli arresti domiciliari, provvedimento che nella giornata
di ieri è stato immediatamente eseguito dai Carabinieri.

 

 

 

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DANNEGGIA E SACCHEGGIA QUATTRO VETTURE - ARRESTATO

 

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

DANNEGGIA E SACCHEGGIA 4 AUTOVETTURE NELL’ABITATO: ARRESTATO

MONTEVARCHI - Continuano senza sosta i servizi mirati alla prevenzione ed alla repressione
dei reati predatori da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno.
Stavolta ad entrare in azione, nel cuore della notte di giovedì scorso, sono stati i Carabinieri
della Stazione di San Giovanni Valdarno, coadiuvati dai colleghi dell’Aliquota
Radiomobile. I militari, come sempre impegnati nei consueti servizi di perlustrazione del
territorio, a vegliare nella notte sulla tranquillità del sonno dei cittadini, hanno tratto in
arresto un 25enne per furto aggravato continuato.
L’intervento dei Carabinieri è scattato in seguito alla telefonata alla Centrale Operativa di un
cittadino, che segnalava rumori sospetti, come di vetri infranti, in una via principale di
Montevarchi, subito fuori dal centro storico.
L’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di San Giovanni Valdarno risultava
risolutivo. I militari, infatti, si sono recati sul posto, percorrendo vie secondarie al fine di
non mettere in allarme i malfattori. Una volta giunti nei pressi della via Puccini, cui era
relativa la segnalazione, i militari si sono appiedati ed hanno silenziosamente cinturato
l’obbiettivo. Al loro arrivo, si sono trovati dinanzi alla piena flagranza del reato,
sorprendendo un uomo che, dopo aver infranto a colpi di pietra i cristalli di un SUV
parcheggiato, vi si era intrufolato all’interno e stava rovistando dappertutto, alla ricerca di
refurtiva. Vistosi scoperto, il malvivente – un 25enne gravato da svariati precedenti specifici
– ha goffamente provato a darsi alla fuga, venendo però immediatamente bloccato dai
Carabinieri. L’uomo è stato quindi perquisito e trovato in possesso di una sacca contenente
oggetti di vario tipo (indumenti sportivi, mazzi di chiavi, cellulari, monili), con ogni
evidenza refurtiva di ulteriori furti perpetrati. A quel punto i militari, coadiuvati dai colleghi
della Radiomobile, hanno deciso di effettuare un accurato sopralluogo nei paraggi. Scelta
rivelatasi provvidenziale, atteso che sono state rinvenute altre tre autovetture, parimenti
saccheggiate previa la rottura dei vetri anteriori. I proprietari delle medesime,
immediatamente rintracciati, hanno riconosciuto come propri gli oggetti, consentendo così
di accertare che il malfattore, nella notte, era riuscito a portare a termine ben 4 furti su 4
diverse auto, venendo infine fermato solo grazie all’intervento dei Carabinieri. La chiarezza
del quadro indiziario non lasciava dubbi, cosicché l’uomo è stato immediatamente tratto in
arresto per furto aggravato continuato, e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che
ne ha disposto il giudizio con rito direttissimo. La refurtiva è stata interamente recuperata e
restituita ai legittimi proprietari.vv

 

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Redditodi cittadinanza. ABUSI ED ALTRO

GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE AREZZO

 


GUARDIA DI FINANZA DI AREZZO. PERCEPITO ILLECITAMENTE
REDDITO DI CITTADINANZA PER OLTRE 8 MILA EURO.

I Finanzieri della Tenenza di Sansepolcro, monitorando i fruitori del “Reddito di cittadinanza”,
hanno individuato un soggetto che ha omesso di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva
Unica, presentata per la certificazione del reddito ISEE, un patrimonio mobiliare superiore
alla soglia massima di euro 6.000.
Dalla ricostruzione documentale delle Fiamme Gialle, effettuata in stretta sinergia e con uno
scambio informativo con l’INPS competente, l’ammontare complessivo del Reddito di
cittadinanza indebitamente percepito, nel periodo maggio 2019 - ottobre 2020, ammonta ad
oltre 8.000 euro.
Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, per aver indicato dati non veritieri nelle
attestazioni ISEE e per non aver provveduto alle comunicazioni di variazione del reddito o
del patrimonio, come invece previsto dalla normativa di riferimento.
Analoga segnalazione è stata effettuata all’INPS, per il blocco delle successive erogazioni
e per il recupero delle somme indebitamente percepite.
Negli ultimi mesi, sono già una decina i soggetti scoperti, che hanno indebitamente percepito
contributi, in materia di “Reddito di cittadinanza”, per oltre 40 mila euro, a discapito di
chi ne ha realmente bisogno, specie in questo momento di difficoltà, derivante
dall’emergenza epidemiologica.
L’attività svolta dalla Guardia di Finanza si inquadra nel più vasto ambito delle attività di
polizia economico-finanziaria, condotte a contrasto degli illeciti nelle prestazioni
assistenziali, che generano iniquità, minano la coesione sociale e danneggiano i cittadini
onesti e tutti coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza.

 

 

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COPPIA DI FIDANZATI SI DEDICANO AD ATTIVITA' IMPROPRIA

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FURTI SERIALI: ARRESTATA COPPIA DI FIDANZATI

Lo scorso mese di novembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del
Comando Compagnia di Sansepolcro, a seguito di una lunga e complessa attività d’indagine,
denunciarono in stato di libertà una giovane coppia che aveva messo a segno in modo seriale,
diversi furti su distributori di lavanderie automatiche creando un danno economico
complessivo alle attività commerciali di circa ventimila euro. L’attività sopracitata ha dato il
via a un nuovo filone investigativo, essendo emerse evidenze circa il fatto che la coppia
avesse nei suoi obiettivi anche luoghi sacri, autovetture parcheggiate e cimiteri. I due, dopo
la denuncia a piede libero, sono stati costantemente monitorati dai Carabinieri che nel corso
della mattinata di ieri li hanno colti nella flagranza di compiere un furto all’interno di una
chiesa di una frazione di Città di Castello (PG); entrambi ben equipaggiati di tutti gli arnesi
atti allo scasso, con cacciaviti, grimaldelli, coltelli e una mazza, sono stati arrestati dopo
essere penetrati all’interno del luogo di culto. I due, 44enne l’uomo e 27enne la donna,
entrambi con precedenti di polizia alle spalle e residenti nel perugino, saranno presentati al
giudice del Tribunale di Perugia nella mattina di oggi per il rito direttissimo. Dovranno
rispondere dei reati di furto aggravato in concorso, continuato.

 

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Soldi di presunta illecita provenienza

COMUNICATO STAMPA DELLAQUESTURA DI AREZZO

                                              

Denunciati dalla Polizia di Stato con 215.000 euro nascosti nell’auto

Due cittadini di origine ucraina, che viaggiavano in A/1 diretti verso nord con 215.000 euro in contanti nascosti nella loro Skoda Octavia sono stati denunciati sabato sera dalla Polizia Stradale di Arezzo.

I poliziotti hanno fermato i due stranieri, S.M. e K.V., rispettivamente di 40 e 45 anni, per un controllo, all’altezza del comune di Terranuova Bracciolini (AR); gli stessi, si sono subito mostrati piuttosto agitati e, alla richiesta di spiegazioni sulla natura del loro viaggio, hanno dato versioni discordanti.

Gli operatori di Polizia si sono insospettiti e così li hanno invitati a seguirli in Sottosezione per controllare in modo più approfondito la loro posizione e l’interno della vettura.

Dai biglietti autostradali ritrovati nell’auto, è risultato che i medesimi avevano attraversato il confine del Brennero nelle prime ore di sabato per recarsi a Roma, da dove erano poi ripartiti in serata, diretti a nord, probabilmente convinti che nessuno li avrebbe fermati.

Nel corso del controllo. I Poliziotti hanno rinvenuto, sotto al sedile del passeggero, nascosti dalla moquette, due doppifondi, accessibili tramite una sorta di sportello: all’interno di uno di essi erano nascoste 26 mazzette di banconote, per un valore di 215.000 euro.

I due uomini non hanno saputo fornire alcuna spiegazione plausibile circa la presenza di quell’ingente somma di denaro, in quel “particolare” vano dell’automezzo, chiaramente ritenuto, quindi, di provenienza illecita.

Al termine degli accertamenti, le due persone sono state denunciate per riciclaggio, mentre l’auto ed il denaro sono stati posti sotto sequestro.

o.

.

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furto, fanno gola anche i Gratta e Vinci

Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo

RUBA 2000 EURO DI GRATTA E VINCI IN UNA TABACCHERIA
DONNA INDIVIDUATA E DENUNCIATA DAI CARABINIERI

CIVITELLA IN VAL DI CHIANA – I Carabinieri della Stazione di Badia al Pino, al termine di
un’attività di indagine, hanno denunciato a p.l. una donna per furto aggravato per aver rubato
dei gratta e vinci da una tabaccheria di Pieve al Toppo.
I fatti risalgono alla metà di ottobre quando il titolare di una tabaccheria di quel centro
abitato aveva denunciato ai Carabinieri di Badia al Pino il furto di un ingente quantitativo di
gratta e vinci dal suo negozio.
Gli accertamenti effettuati dai militari, anche attraverso la visione delle immagini di
videosorveglianza pubbliche e private, hanno consentito di ricostruire la dinamica del furto
ed identificarne l’autrice. La donna, un’italiana 40enne, durante l’orario di apertura della
tabaccheria, si è introdotta all’interno con la scusa di osservare gli oggetti esposti per fare
degli acquisti, e, approfittando ella distrazione del personale, ha raggiunto il luogo ove erano
depositati i gratta e vinci da mettere in vendita e li ha asportati, occultandoli al di sotto dei
vestiti.
I carabinieri hanno poi eseguito una perquisizione all’interno del domicilio della donna
identificata dove hanno trovato i gratta e vinci provento del furto, ormai già usati. Il valore
degli stessi è di circa 2000

 

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Di turno ladri su macchinette

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FURTI SU DISTRIBUTORI AUTOMATICI: CC DENUNCIANO COPPIA DI FIDANZATI

SANSEPOLCRO ̶ I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Compagnia
di Sansepolcro hanno individuato e denunciato un uomo e una donna, conviventi, lui 44enne
e lei 27enne, entrambi con precedenti di polizia alle spalle, per aver commesso diversi furti
su distributori automatici. I militari hanno riscontrato la serialità degli eventi anche grazie al
medesimo modus operandi e partendo proprio da quello sono riusciti a ricostruire quasi un
anno di malefatte. Gli obiettivi preferiti erano i distributori delle lavanderie automatiche delle
provincie di Arezzo e Perugia, che i due danneggiavano per poi ottenere il bottino,
totalizzando all’incirca cinquemila euro. Entrambi dovranno rispondere dei reati di furto
aggravato e continuato in concorso..

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Ancora truffe on-line

ANCORA TRUFFE ON-LINE

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

CARABINIERI: ANCORA DENUNCE PER TRUFFE ONLINE

CASENTINO ̶ Nonostante i consigli a più riprese rivolti dai Carabinieri della Compagnia di
Bibbiena, purtroppo il fronte “truffe” online sembra non conoscere pace. Ancora due episodi
emersi e cinque persone in totale denunciate in due distinte attività dell’Arma. Stavolta sono
stati gli investigatori della Stazioni di Pratovecchio Stia e Badia Prataglia a raccogliere loro
malgrado le delusioni di aspiranti venditori ed acquirenti, inseguendo il “best price”. In
entrambe le vicende, il bene coinvolto è stata un’autovettura. Una vendita ed un acquisto
finiti nelle mire dei truffatori, puntualmente identificati ed indagati dai Carabinieri.
Nel primo caso, un uomo aveva tentato di vendere la propria autovettura su un noto quanto
generico sito di e-commerce, ricevendo immediatamente una vantaggiosa offerta. Come più
volte ricordato, occorre riporre attenzione nei confronti di coloro i quali propongono di
pagare il bene convincendo il venditore a recarsi presso un ATM bancario, un bancomat. È
una truffa subdola che si svolge in questa maniera, così come accaduto al malcapitato di cui
sopra. Convinto a recarsi al bancomat, il truffato “guidato” dal truffatore è portato ad
eseguire operazioni che presentate come idonee al ricevere il pagamento, sono invece
operazioni di versamento/ricarica del conto del truffatore. Nella nostra vicenda, l’uomo,
convinto dal truffatore della mancata riuscita del pagamento, operava ben sette operazioni,
tutte in uscita. Il tentativo di vendita dell’autovettura si rivelerà un autentico dramma: dal suo
conto un meno tremilacinquecento euro.
I Carabinieri della Stazione di Pratovecchio Stia, al termine degli accertamenti, hanno
denunciato un trentenne di origine napoletana, residente in Emilia Romagna che, tra l’altro
aveva anche utilizzato delle false generalità. Con gentilezza e perizia il fantomatico
“Leonardo” è riuscito a truffare il malcapitato 70enne casentinese. Sono in corso ulteriori
approfondimenti sulla sua figura.

 

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