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"STUDENTESSE" AMERICANE E CARBINIERI "STUPRATORI"

A PROPOSITO DEI DUE CARABINIERI ”STUPRATORI”

Sto dalla parte dei Carabinieri e sono contrario al coro dei “vittimisti” di professione, cioè quei giornalisti i quali in un momento di esaltazione santificano due giovani americane e mettono alla gogna due italianissimi Carabinieri.

I fatti sono abbastanza noti, per i nostri lettori ricordo che nei giornali, nel settembre 2017, venne fuori il racconto di due cosiddette “studentesse” americane che raccontavano di essere state stuprate da due carabinieri. In una notte fiorentina le due donne sarebbero state caricate in una macchina di servizio dei due Carabinieri e sarebbero state trasportate da un locale presso il Piazzale Michelangelo al loro (delle donne) domicilio in una viuzza del centro di Firenze. Qui sarebbero state stuprate. Naturalmente i nostri giornalisti, sempre pronti a ingraziarsi lo straniero di turno, dettero come notizia accertata ciò che avevano affermato le due donne. Così: lo stupro era sicuramente avvenuto ed i due italiani erano senz’altro colpevoli.

Io no. Riflettei che si trattava di due Carabinieri, cioè due particolari cittadini, due tutori dell’ordine con i quali abbiamo quotidiani, continui rapporti di cordialità, gratitudine, fiducia ed efficienza. Due esponenti di una prestigiosa istituzione (quasi l’unica esistente) italiana : l’Arma dei Carabinieri, appunto. Dall’altra parte due straniere, sospette perché provenienti da uno Stato che aveva, in passato, manifestato grande ostilità nei nostri confronti quando avremmo voluto processare i due piloti del Cermis, cioè quei due piloti che per una bravata avevano violato le regole del volo ed avevano determinato la morte di venti persone tranciando, pur involontariamente, i cavi di una cabinovia su nei monti del Trentino.

In quella occasione fummo bellamente snobbati ed il processo non fu possibile farlo in Italia. Probabilmente in America ci considerano un popolo del terzo mondo e probabilmente le due donne americane avevano ed hanno tale convinzione nei nostri confronti. Sta di fatto che io non credetti a quello che esse dicevano e manifestai i miei dubbi in un articolo su questo giornale. Un articolo che oltre a dare un’informazione corretta voleva manifestare incoraggiamento ai due Carabinieri.

Scrissi ciò di cui ero e sono convinto e detti interpretazione abbastanza colorita su come si possono essere svolti i fatti. Feci una difesa a spada tratta dei due carabinieri ed ottenni un riscontro di accessi al giornale veramente eccezionale: un giornale che parla ad una popolazione di 12.000 abitanti (Subbiano e Capolona), che ha normalmente da 350 a 500 accessi giornalieri per lo più riguardanti avvenimenti locali ha toccato 9.807 accessi in poche settimane. Cioè è stato letto da molti più lettori di quelli esistenti a Subbiano e Capolona: ha avuto un successo in campo nazionale.

Ebbi un attacco di coraggio perché osai affrontare il tema in questione in un momento in cui è particolarmente sentito il problema della parità dei sessi. Qui si è scatenata una autentica “caccia alle streghe” nei miei confronti da parte di chi realmente non mi conosce: più e più volte, sia sulla stampa che come metodo di esistenza, ho difeso le donne e fin dalla più tenera età ho ritenuto la assoluta uguaglianza dei sessi. Ricordo le compagne del Ginnasio e poi del Liceo e dell’Università: perfettamente uguali in tutti i sensi. Ho sempre difeso le donne ogni volta che ho verificato che qualcuna poteva essere oggetto di ingiustizia ed ho un profondo rispetto per il cosiddetto sesso debole.

Quando però avverto che qualcuno commette qualcosa di riprovevole mi ribello e condanno l’autore sia uomo che donna.

Domando: posso condannare due Carabinieri accusati da due donne di reati turpi, mentre persino i loro racconti inducono a sospettare altre verità ? Posso credere ad una persona che riferisce che nel pieno di un atto sessuale ha scattato alcune fotografie pensando “…può essere utile in futuro…” ?

Posso ignorare certi comportamenti che appaiono generati da furbizie interessate ?

Posso ignorare che questi due soggetti fanno parte di una delle poche istituzioni sane ( i Carabinieri) che residuano in Italia ?

Sembra che la Signora Pinotti, Ministro della Difesa della Repubblica Italiana, abbia affermato che quei due Carabinieri dovrebbero essere licenziati ancora prima di una sentenza definitiva che li condanni. Domando io a quei Signori che si sono lamentati per la crudezza del mio articolo: hanno valutato questa riflessione del Ministro ? Allora che cosa hanno concluso: che l’ affermazioni della Pinotti non è sconveniente e che invece è sconveniente l’articolo di un oscuro Martini ?

Ai Signori Omero Cambi, giornalista, criticatore degli articoli altrui e Carlo Bartoli, Giornalista Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Toscana, i quali parlano di "cosa delirante" , con ciò manifestando una vera e propria violenza verbale, vorrei fornire uno spunto di riflessione su "Il terrorismo comincia con la violenza delle parole."

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