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ANNAMARIA VIGNALI ALL'UNIVERSITA' DELLA TERZA ETA' PARLA DELLA DONNA

LA DONNA: DA ANGELO DEL FOCOLARE A DEMONE E OGGETTO DEL DESIDERIO

 di Virgilio Badii- Studioso

“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere
superiore, ma per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”.
Con questa citazione di un aforisma di William Shakespeare si è conclusa tra gli applausi convinti dei
presenti la lezione settimanale all’Università dell’Età Libera di Capolona Subbiano della professoressa e
scrittrice Anna Maria Vignali. Il tema era, ovviamente, la donna, attraverso la sua trasformazione ideale da
“angelo del focolare” a “demone e oggetto del desiderio”.

id="system-readmore" /> <p><br />La Vignali aveva già trattato nello scorso anno accademico il tema della donna vista attraverso il corpo e la<br />mente arrivando alla conclusione che la vera bellezza sta, appunto, nell’equilibrio tra corpo e mente. Il<br />passo successivo stava nella individuazione del passaggio (come ho sottolineato nella presentazione della<br />lezione) dalla donna, Sofia, idealizzata da Rousseau in Emile (di buona famiglia, sensibilissima, che non<br />mente, religiosa, premurosa, gentile, piena di grazia, allegra per natura) alla donna di oggi che qualcuno ha<br />inteso identificare nella donna desiderata ma nel contempo consapevole di sé stessa, ovvero dominatrice<br />ma anche dominata.<br />Per farlo la Vignali ha posto dapprima la sua attenzione sul concetto di ombra e di accettazione della<br />propria vita. Quell’ombra che ci gettiamo alle spalle per non voler accettare dolore, problemi, malattie,<br />dimenticando che il mondo è, in realtà, ricco di emozioni e di sentimenti. Ed è appunto questa ombra che<br />consente il passaggio da angelo del focolare a demone e oggetto del desiderio.<br />A riprova la Vignali ha portato l’esempio di Cappuccetto Rosso che affronta, inconsciamente, l’ignoto<br />seguendo il lupo; cita il filosofo Giordano Bruno secondo il quale l’ombra deriva dalla verità e conduce alla<br />verità; e ancora il filosofo Carl Gustav Jung secondo il quale la vita dell'individuo è vista come un percorso,<br />chiamato processo di individuazione, di realizzazione del sé personale a confronto con l'inconscio<br />individuale e collettivo.<br />Bello, poi, il quadro di Edvard Munch, La pubertà, che raffigura il delicatissimo momento di passaggio<br />dall’età infantile a quella adulta ed i sentimenti di cambiamento e paura che questo rappresenta, con quella<br />grande ombra scura proiettata sulla parete di fondo che può essere letto come raffigurazione di un<br />sentimento di angoscia e confusione, ma anche come prefigurazione delle difficoltà della vita dopo<br />l’abbandono della spensieratezza infantile.<br />Passaggio e ombra, due parole ricorrenti indispensabili per stabilire se e come esista ancor oggi la donna<br />come angelo del focolare.<br />La Vignali individua come spartiacque di questa trasformazione l’anno 1966 quando la materia “Economia<br />domestica” inizia la sua deriva in quella che sarebbe poi diventata l’educazione tecnica (disciplina che, con<br />l’economia domestica, ha poco a che vedere). La donna, nonostante questo, continua ad essere un preciso<br />riferimento nella vita familiare ma acquisisce anche il ruolo di demone e oggetto del desiderio e lo fa<br />proprio in presenza della propria ombra. La scrittrice lo sostiene anche attraverso la lettura di propri scritti<br />(racconti e poesie), anche inediti e composti per l’occasione.<br />Altri esempi la Vignali li trae da “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, in cui il 9° e 10° capitolo<br />racchiude un vero e proprio romanzo dentro il romanzo: la storia della monaca di Monza. Qui Gertrude che,<br />indubbiamente, desiderava una vita “normale”, da donna che si innamora, deve accettare per necessità la<br />vita conventuale, in cui Egidio diventa il suo demone e allo stesso tempo oggetto del desiderio. Ma è una<br />Gertrude che, pur monaca, continua ad essere donna.<br />La visione dei trailer del lavoro teatrale su I promessi sposi e del film Cenerentola, hanno arricchito la<br />lezione che si è, poi, conclusa con la bellissima e significativa canzone di Mia Martini  "Almeno tu<br />nell’universo".<br />L’incedere del racconto (lezione) di Anna Maria Vignali, delicato, cadenzato, pieno di sensibilità e soavità, al<br />di là e insieme ai contenuti di indubbio valore, ha avviluppato i presenti fino a renderli partecipi delle storie<br />delle protagoniste delle narrazioni, siano esse Gertrude, Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Marisa, Giulia,<br />Sara o quella non nominata ragazza (una storia vera) che attende il suo amore perduto nell’ombra del suo<br />passato e che ritrova rimanendo poi delusa.<br />La morale: accettare la propria vita man mano che si dipana!</p>"

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