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ANCORA SUI DUE CARABINIERI ACCUSATI DI STUPRO

ANCORA SUI DUE CARABINIERI ACCUSATI DI STUPRO

Ieri Lunedì 13 febbraio 2018 si è svolto un inizio di processo istituito per chiarire gli avvenimenti relativi al presunto stupro di due ragazze americane da parte di due Carabinieri; sarebbe avvenuto a Firenze nel settembre 2017.

Di questo fatto abbiamo parlato su questo Giornale ed abbiamo preso le difese dei due Carabinieri; molti altri giornali, più diffusi di questo, hanno gettato la croce addosso ai due Carabinieri ed hanno ricostruito gli eventi esattamente come hanno affermato le due ragazze. Noi no, pur in un momento giornalisticamente dedicato alla difesa d’ufficio delle donne, vittime di stalker, oggetto di incredibili violenze da parte di uomini stupidi, coinvolte in situazioni tremende o addirittura uccise da uomini violenti, pur profondamente convinti che la istituzioni devono difendere queste donne vittime di abusi e crudeltà, non abbiamo creduto alla versione raccontata dalle due studentesse americane, abbiamo effettuato un difesa d’ufficio dei due tutori dell’ordine italiani ed abbiamo cercato di spiegare i fatti in maniera più convincente.

Non eravamo e non siamo convinti che le due ragazze americane siano quelle fanciulle ingenue che emergono dai racconti della fatidica serata. Eravamo e siamo convinti che i fatti non si siano svolti precisamente come hanno affermato le due donne. Certo, non ignoriamo il legittimo dubbio che si intravede tra gli inquirenti sulla dimestichezza dei due Carabinieri nel caricare in macchina le due donne, recarsi in centro a Firenze ben sapendo dell’esistenza di apparecchi di ripresa collocati in varie parti della città e compiere un atto sessuale senza alcun timore di essere individuati. Il sospetto è che i due Carabinieri abbiano caricato in macchina le due donne così come abitualmente potrebbro fare quando caricano donne di malaffare nel corso delle varie retate di prostitute fatte nel corso di specifiche operazioni; il sospetto è che i due militari abbiano caricato le due americane e, considerandole professioniste del sesso abbiano inteso avvalersi di un possibile tacito accordo di concessione di favori in cambio di essere lasciate libere. Si tratterebbe dunque, nel caso delle americane, di un malinteso in presenza di un comportamento tuttavia fortemente illecito.

Questo si ha l’impressione che il Pubblico Ministero voglia approfondire, perché questo sarebbe un reato ben più grave del conclamato stupro. Con tali limitazioni e, comprensibilmente con tale effetto si è svolto l’interrogatorio delle due ragazze come parzialmente riferito sul “Corriere della sera” di Lunedì 14 febbraio 2018. Un interrogatorio che, a nostro avviso, non chiarisce come si sono svolti i fatti, non dimostra niente tranne quanto volontariamente ammesso dai due Carabinieri ed in cui il Giudice non ha ammesso una serie di domande chela difesa dei Carabinieri voleva rivolgere alle due donne. Non sono state ammesse perché in contrasto con i diritti di riservatezza relativi alla sfera privata delle due giovani.

Per parte nostra riteniamo che gli inquirenti avranno molto da scavare per arrivare alla verità, ma, sempre a parer nostro, occorre partire da un punto fermo: la qualificazione sociale dei due presunti colpevoli: due Carabinieri.

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