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VENGONO IN ITALIA PER FARE I LORO COMODI

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Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro
arresti domiciliari per un’imprenditrice rumena.

I del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Arezzo hanno dato esecuzione ad
un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa
dal Giudice per le Indagini Preliminari di Arezzo, nei confronti di una donna di origini
rumene per bancarotta fraudolenta e sottrazione ed occultamento di libri sociali e
scritture contabili obbligatorie, omessa consegna delle scritture contabili al curatore
fallimentare e violazione di sigilli continuata.
Il provvedimento cautelare eseguito in data 11 maggio u.s., è stato adottato sulla
scorta delle risultanze delle indagini svolte dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del
Lavoro di Arezzo, coordinate dalla dott.ssa Julia Maggiore, della locale Procura della
Repubblica, che hanno fatto luce sul fallimento di una società aretina con unità
operative in tutta la Toscana ed operante nel settore delle Lavanderie Self Service.
L’attività investigativa ha permesso di appurare come l’indagata, una 50enne di
origini rumene, abbia condotto attività di lavanderia in diversi capoluoghi della
Toscana omettendo di onorare i debiti contratti dalla società fino a raggiungere una
esposizione debitoria pari a circa 300 mila €. Vistasi sottoposta alla procedura
fallimentare con procedimento incardinato presso il Tribunale di Arezzo la donna ha
posto in essere una serie di condotte criminose al fine di eludere i controlli
provvedendo reiteratamente a rimuovere i sigilli apposti dalle Autorità ai beni mobili
ed immobili, sottraendo dalla procedura fallimentare le numerose attrezzature
dell’attività commerciale (lavatrici ed asciugatrici).
L’esame della copiosa documentazione acquisita nel corso delle investigazioni, ha
consentito di accertare come a partire dal mese di giugno 2018 l’indagata avesse
posto in essere i plurimi fatti di bancarotta fraudolenta (documentale e per

sottrazione) attuando una vera e propria strategia predatoria del patrimonio
societario fallito da reimpiegare in altra società ad hoc, ad essa riferibile.
Oltre alla misura cautelare, il militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di
Arezzo sono riusciti a recuperare numerosi macchinari che verranno restituiti agli
aventi diritto per la parziale ristorazione delle pretese creditorie.

 

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