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PARTITONA A SUBBIANO

C’era una volta Trapattoni che era stanco di veder retrocedere il suo paese e quindi, sebbene in pensione, decise di rimettersi in gioco, memore di tante stagioni vincenti.



Decise di ignorare agenti, dirigenti e giocatori più noti, con ingaggi e sponsor milionari, e puntó tutto su 12 giocatori amatoriali per niente avvezzi alle regole del gioco duro ma con testa e gambe buone, con tanta voglia di fare e disposti a comprarsi magliette e scarpini per arrivare alla finale e non deludere i tifosi.

Questa la formazione in campo:
1 - Mi piego ma non mi spezzo
2 - Parlo poco-penso tanto (“il poeta”)
3 - Silente ma promettente
4- Sguardo limpido-lingua schietta
5 - Piccola ma grande
6 - Treno in corsa non si ferma
7 - Non capisco ma mi adeguo
8 - Penso positivo perché son vivo e finché son vivo
9 - Non tutti riescono ad esser giusti
10 - Veni, vidi, vici
11 - Piccola amazzone (“la schiacciasassi”)
12 - Grande cuore saggio.

3 settimane di allenamenti, anche se affiancati da preparatori atletici e massaggiatori di ruolo, non furono facili a causa di infortuni ed ore ed ore passate ad allenarsi sul campo. Anche la scarsa affluenza alle conferenze stampa fatte per farli conoscere al pubblico logorò i nervi dei nostri giocatori che, però, non smisero di crederci e di volersi impegnare per il Mister e perché i tifosi tornassero allo stadio, vedessero un bel gioco, fossero orgogliosi della propria squadra e non si pentissero di aver speso i soldi dell’abbonamento.

Prima dell’agognata finale, Trapattoni dette gli ultimi consigli alla sua squadra: “Ve lo dico chiaramente, guardatevi da quelli che si credono ‘unti dal Signore’. Sguillano!”.

Purtroppo però, essendo la squadra del Trap senza le famose sponsorizzazioni, molta gente non la conosceva veramente e quindi non capì che l’intento e lo sforzo della squadra non era per arrivare ad ingaggi milionari ma semplicemente per soddisfare il pubblico con un bel gioco, possibilissimo anche se non professionistico.

In molti scommisero quindi su altre squadre perché privati del libero arbitrio da agenti e sponsor famosi, facendo sì che nella finale, nonostante il gioco corretto, la nostra squadra perdesse (si annoverano un paio di cartellini gialli per fallacci commessi da un’altra squadra, un cartellino rosso immotivato per il nostro preparatore atletico ed un’invasione di campo di un anziano tifoso, che ha ferito con parole taglienti un giocatore della squadra che sperava di arrivare seconda e qualificarsi per la Coppa dei Campioni. Speranza vana). Purtroppo, si è notata la totale mancanza di un vero (libero) arbitraggio in questo atipico match a 5 squadre.

A fine partita è inevitabile chiedersi: chi ha perso veramente?
Ha perso la nostra squadra o hanno perso i cittadini il bel gioco pulito di un team di appassionati amatoriali?

Comunque sia, auguriamo sportivamente buona fortuna ai vincitori, ai cittadini che hanno votato la squadra senza sponsor ed anche a quelli che non hanno puntato sul bel gioco.
P.S. Tifiamo quindi per i nostri due guardalinee che sanno correre, sanno far correre ma non lasciano correre se qualcuno va in fuorigioco o commette fallo.

(Sì Sig. Badii, questa sì)

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