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QUATTRO GRANDI MORTI

MUORE UN’EPOCA CAMILLERI, DE CRESCENZO, BORRELLI,OCCHINI

Una settimana veramente disgraziata: sono morte quattro persone che rappresentavano delle celebrità in campo nazionale.

Andrea Camilleri un uomo conosciuto per i suoi libri sul Commissario Montalbano da cui sono stati estratti dei filmini i quali hanno raggiunto milioni di visitatori ed una fama gigantesca. L'autore, Camilleri appunto, è stato per molti anni addetto ad un settore della RAI che curava proprio la programmazione televisiva, da vecchio si era messo a comporre le sue opere ed ha inventato una serie fortunata. La gente si è appassionata alle sue storie ed ha traslato questa passione ad un concetto di superiorità umana del Camilleri stesso. Non era un essere superiore, era un buono scrittore ed un ottimo comunicatore.

Il giorno dopo, a Roma, è morto Luciano De Crescenzo lui si era un uomo superiore: ingegnere di chiara fama, dirigente in  una grossa azienda petrolifera, ha rinunciato a quel posto, strapagato e prestigioso, per dedicarsi alla scrittura, alla riflessione, alle lettere. Esattamente come Mario Bartolommei un prestigioso Architetto del Comune di Arezzo, il quale, stanco della condizione lavorativa alle dipendenze del Comune di Arezzo,  un posto che sarebbe in cima ai desideri di migliaia di professionisti, insomma un posto invidiabile, se n'è andato, non andato in pensione, ma semplicemente dimessosi dal posto perchè aveva voluto realizzare la propria personalità in maniera privata e più completa. E c'è riuscito, anzi ci sono riusciti, sia lui che De Crescenzo; Bartolommei ha avuto un grande successo professionale e De Crescenzo si è affermato nella filosofia e nelle lettere: ha scritto opere tradotte in molte lingue e di cui ha venduto milioni di copie. Sia lui che Camileri hanno lasciato un mondo sicuramente peggiore per essere  mancati.

Il giorno dopo ancora è morto, a Milano, Francesco Saverio Borrelli un ex magistrato, ricco e discendente di giudici che era stato il Procuratore Generale della magistratura milanese, insomma il più alto in grado della Pubblica Accusa lombarda. In quella veste era diventato celebre per aver incriminato Bettino CraxiCon lui si ricorda  il Presidente della Repubblica Scalfaro che portò alla crisi delle istituzione democratiche: in pratica venne sospeso il parlamento con buona pace degli italiani che l'avevano eletto. Comparve il Dott. Borrelli in una macchietta che Vittorio Sgarbi gli dedicò sulla sua rubrica "Sgarbi quotidiani".

L'ultima a morire, oggi 20 luglio 2019,  un' artista grande ed amata che era originaria di Arezzo: l'attrice Ilaria Occhini. Figlia di quel Conte Occhini che da Podestà riscoprì la "Giostra del Saracino", non dimenticò mai la sua terra: chi scrive queste note ricorda la giovane Signora che venne ad Arezzo per sposarsi con il poeta e scrittore Raffaele La Capria; li sposò, e ci fu anche il riconoscimento della allora minorenne figlia, l'allora Assessore Andrea Guffanti, imbarazzatissimo per l'inconsueto evento. Anche per la sua morte riteniamo che oggi il mondo sia peggiore e porgiamo alla famiglia le più sentite condoglianze.

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