LA VITA ED IL CORONA VIRUS

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                                       LA VITA ED IL CORONAVIRUS

Una guerra, un vero e proprio conflitto sulla falsariga delle esperienze della seconda guerra mondiale; unica differenza, la comunicazione. Allora non c’era la televisione e le notizie arrivavano di voce in voce; uno ascoltava la radio, masticava le notizie e poi le riferiva a tutti. Notizie, il più delle volte alterate per una forma di protagonismo del referente. Oggi ogni iperbole è convalidata: la televisione, i telegiornali non fanno altro che riferire brutte notizie ed ogni più brutta notizia in poco tempo viene convalidata. Il Papa, un povero prete ormai ridotto ad un viso dolorante e vecchio, raccomanda al Signore i destini dell’umanità. Non c’è molto di più da fare: il contagio ha raggiunto punte ormai insopportabili sia sul piano sanitario che su quello finanziario. Noi facciamo informazione e guardiamo alla comunicazione; la comunicazione ci dice che sul piano economico sarà terribilmente dura la ripresa. Oggi tutte le fabbriche sono ferme, ancora non si sentono appieno le conseguenze di tanto fermo. Ma le tasse non possono venir pagate e senza tasse lo Stato va in malora. Pare ovvio che poiché non si lavora, non potranno essere pagate le tasse: già se ne parla a livello governativo: ma è indiscutibile che chi non lavora, non può pagare le tasse. Né un rinvio, né una riduzione: la eliminazione di ogni carico fiscale almeno in quelle situazioni in cui non si lavora; se non possono venir pagate oggi, non potranno essere pagate domani.

Non vorremmo che corrispondano a verità le voci che parlano di aumenti delle tasse che verrebbero imposte dal Comune di Subbiano. Vero che il Comune vede il proprio bilancio calare e arrivare ai minimi termini, ma parlare di aumenti per quanto contenuti a causa della limitatezza della possibilità di intervento dei Comuni, è una vera bestialità. I nostri deliziosi amministratori non conoscono la miseria ed è inconcepibile gestire un comune in perdita ma così è e così devono abituarsi a pensare.

                             

 

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