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QUOTIDIANE FURBIZIE: REDDITO DI CITTADINANZA

GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE AREZZO

 

. SOGGETTO OTTIENE REDDITO DI
CITTADINANZA E NON COMUNICA LA REALE SITUAZIONE
REDDITUALE DEL NUCLEO FAMILIARE.
I Finanzieri della locale Compagnia, coordinati dal Gruppo della Guardia di Finanza di
Arezzo, nell’ambito dei numerosi servizi svolti in materia di sommerso da lavoro, hanno
scoperto, presso un’attività di ristorazione/catering, tre lavoratori impiegati completamente
“in nero”, circostanza questa che ha comportato la conseguente sospensione dell’attività.
La normativa di riferimento, infatti, prevede, nel caso in cui si rilevi l’impiego di manodopera
irregolare in misura superiore al 20% della forza lavoro totale, che venga immediatamente
sospesa l’attività imprenditoriale.
I successivi approfondimenti espletati dalle Fiamme Gialle, attraverso l’uso delle banche
dati, hanno fatto emergere, inoltre, che il familiare convivente di uno dei lavoratori “in nero”,
residente ad Arezzo, aveva richiesto il reddito di cittadinanza, ottenendo un sussidio di circa
1200 euro, erogati per alcuni mesi del 2019.
In questo caso, il responsabile è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per
violazione della normativa sul reddito di cittadinanza, che sanziona, con la reclusione da
uno a tre anni, l’omessa comunicazione della variazione del reddito o del patrimonio ovvero
della comunicazione di inizio di attività lavorative, da parte dei componenti del proprio nucleo
familiare.
Contestualmente alla denuncia, i Finanzieri hanno interessato anche la sede provinciale
dell’INPS, per i provvedimenti di competenza, in ordine alla decadenza ed al recupero del
beneficio.
L’attività svolta dalla Guardia di Finanza di Arezzo si inquadra tra le attività di polizia
economico-finanziaria svolte dal Corpo a contrasto degli indebiti accessi a prestazioni
assistenziali, che generano iniquità, minano la coesione sociale e danneggiano i cittadini
onesti e tutti coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza.

 

 

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calcio domenica 9.2.2020 viciomaggio - capolona 1 - 1

DOMENICA 09.9.2020 VICIOMAGGIO CAPOLONA 1 -1

Campo in buone condizioni, clima mite, quasi primaverile, spettatori, molti da Capolona e i più del posto.

Un primo momento di studio da parte del Capolona che impone il proprio gioco. Fino al 21° quando Cacioli (Capolona) Cerca di beffare il portiere avversario con un tiro forte e preciso che però Galastri (portiere Viciomggio) para. Al 28° grave infortunio Scartoni che viene sostituito da Fabbriciani. Questi entra subito in partita tirando forte verso i portiere avversario che para. Non para invece un bel tiro, sempre di Fabbriciani, al 37° quando il giocatore del Capolona porta in vantaggio la sua squadra. Al 65° il Viciomaggio pareggia con una bella rete di Biscaro. Ed è il definitivo 1 – 1. Il Capolona reagisce furiosamente e si vedono alcuni momenti di alto calcio.All’81° un episodio incredibile. A seguito di un’azione sotto la porta degli ospiti, prima l’arbitro fa ripartire il gioco, poi ci ripensa ferma il gioco, assegna un calcio di rigore al Viciomaggio; lo tira Palazzini ed il portiere del Capolona para.

Così finisce la partita la quale non ha dato il criterio delle qualità delle squadre.

FORMAZIONI

Capolona : Bruni, Menchini, Scartoni, Magnani, Pilastri, Corti, Fabbriciani, Stella, Cacioli, Bruni F., Mariotti. Allenatore: Giommoni.

Viciomaggio: Galastri, Palazzi, Vedovini, Rubechini, Biscaro, Verrazzani, Palazzini, Rossi, Billi, Gironi, Morelli. Allenatore: Bracciali  

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PERICOLOSOPREGIUDICATO BLOCCATO DALLA POLIZIA

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COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FERMATO AL CONTROLLO SENZA DOCUMENTI
ERA UN PERICOLOSO RICERCATO ALBANESE

SAN GIOVANNI VALDARNO  I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, nel corso di
uno dei quotidiani servizi di controllo del territorio effettuati nei pressi dello scalo
ferroviario cittadino, osservando il flusso dei passeggeri in entrata ed uscita dalla stazione
hanno notato una persona che, alla vista dei militari, ha mostrato evidenti segni di
nervosismo. Scesi dalla macchina, i militari hanno proceduto a fermare l’uomo e a
chiedergli i documenti per poterlo identificare, accertando che lo stesso ne era sprovvisto.
Considerato che l’uomo non era conosciuto ai militari e non era mia stato visto in zona, i
Carabinieri hanno deciso di approfondire l’accertamento e lo hanno accompagnato alla sede
della locale Compagnia, dove l’uomo è stato sottoposto alle procedure di foto-
segnalamento, con verifica delle impronte digitali. Il sistema informatizzato ha restituito
numerosi “alias” collegati alle impronte e, da una verifica degli archivi di polizia, è emersa
pendente a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura di
Lecce, in quanto l’uomo, un albanese, risultava far parte di un’associazione per delinquere
finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, cocaina ed eroina, con
l’aggravante della disponibilità di armi per l’associazione e della transnazionalità, in quanto
era emerso nell’ambito di un’indagine condotta dalla magistratura pugliese, relativa ad un
traffico di stupefacenti, provenienti dall’Albania, smerciati sia in Puglia sia nel territorio
nazionale, fino al 2018 compreso. Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette ed è
stato associato alla casa circondariale di Arezzo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

 

 

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ANCORA FURTI NEI SUPERMERCATI

comANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FURTI NEI SUPERMERCATI BANDA SGOMINATA DAI CARABINIERI: DUE PERSONE ARRESTATE

SANSEPOLCRO  I Carabinieri della Compagnia di Sansepolcro nell’ambito dei quotidiani
servizi di controllo del territorio hanno tratto in arresto in flagranza di reato due soggetti di
nazionalità rumena, una donna di 37 anni e un uomo di 36enne, perché responsabili di furto
all’interno di tre supermercati. In risposta alla segnalazione pervenuta da sistema di
videosorveglianza dei transiti stradali inerente un’autovettura inserita in blacklist poiché
ritenuta in uso a soggetti dediti al furto in esercizi commerciali, i militari hanno predisposto
con diverse pattuglie, anche con auto civetta, una cinturazione nelle zone del comune
biturgense ove sono ubicati supermercati; l’auto è stata così intercettata in viale Osimo
mentre, con un uomo a bordo, era in sosta nel parcheggio ubicato di fronte al supermercato
COOP. Dopo essersi appostati in posizione defilata, intuendo che potesse essere in atto un
furto nell’esercizio commerciale, i carabinieri notavano uscire dal supermercato una donna
con a tracolla una borsa in pelle nera. Questa si dirigeva verso l’autovettura salendo poi sul
sedile posteriore. Immediatamente gli operanti bloccavano l’auto e procedevano
all’identificazione degli occupanti, alla perquisizione dei presenti e del bagaglio trasportato.
All’interno della borsa della donna e di altre due che si trovavano nell’abitacolo del veicolo
venivano rinvenuti numerosi prodotti alimentari e per la cura della persona, dei quali i due
non erano in grado di fornire giustificazioni circa il possesso. Gli stessi venivano tratti in
arresto in flagranza di reato per furto aggravato in concorso. I militari sono stati in grado di
ricostruire gli spostamenti dei due nelle ore precedenti al fermo, riuscendo ad attribuirgli
altri due furti consumati sempre ai danni di centri commerciali nella vicina San Giustino e
in altro supermercato biturgense.
La refurtiva, per un valore complessivo di circa 600 euro, interamente recuperata, è stata poi
riconsegnata ai rispettivi proprietari.

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riconsegnata ai rispettivi proprietari.

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FATALE IMPRUDENZA

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

SI IMPROVVISA ARMIERE, MA SI FERISCE AD UNA GAMBA PENSIONATO 72ENNE DENUNCIATO PER DETENZIONE DI ARMA CLANDESTINA

ANGHIARI  Era stato trasportato in elicottero al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria
alle Scotte di Siena per una ferita d’arma da fuco alla gamba che si era procurato mentre si
trovava da solo nella sua casa di Anghiari. Ai sanitari aveva dichiarato di essersi ferito con
una cartuccia da caccia sul cui detonatore aveva incautamente battuto con un
martello. La versione fornita dal pensionato 72enne non ha convinto i carabinieri della
Stazione di Anghiari che dopo qualche giorno sono andati a fargli visita nella sua
abitazione: attraverso una perquisizione i Carabinieri hanno rinvenuto abilmente occultata
nelle pertinenze dell’immobile una pistola artigianale che l’uomo si era costruito da sé. Si è
così appurato che il pensionato si è ferito nel tentativo di utilizzare l’arma rudimentale
caricandola con una cartuccia da caccia calibro 36 che ne ha fatto esplodere la canna.
Il rudimentale congegno è stato sequestrato da Carabinieri che hanno denunciato l’anziano
per detenzione illegale di arma clandestina.

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CALCIO DOMENICA 02.02 2020 SUBBIANO - MARCIANO CESA 2 - 1

DOMENICA 2.02.2020 SUBBIANO – MARCIANO CESA 2 – 1

Una partita in cui il Subbiano ha manifestato la sua superiorità senza smentire, dunque, ciò che abbiamo visto la settimana scorsa a Capolona. Gli ospiti hanno mostrato la stessa tattica, solo un po’ più sofisticata. Ma non ak punto di bloccare  Falsini il quale con una bella azione personale porta in vantaggio il Subbiano al 10° del primo tempo. il Subbiano passa poi un'altra volta con un rigore battuto per i padroni di casa da Ceramelli al 15° del primo tempo . a nulla vale la rete che ha fatto Bepni (n, 8  del Marciano Cesa) al 25° della ripresa; infatti il risultato finale è di 2 a 1 .

FORMAZIOI

Subbiano: Lancini, Mannelli M., Mannelli A., Cini, De Paola, Menchini, Ruggeri, Scapecchi, Ceramelli, Falsini, Detti. Allenatore: Gennaioli  Alfredo

 

Marciano Cesa: Rossi, Colombi, Di Palma, Gallorini, Asfandiyarova, Chellini, Lucci, Beoni, Arapi A., Salvadori, Lombardi Allenatore Camilletti Ermanno.

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SUBBIANO E CAPOLONA: NOI NON CI CREDIAMO ! !

NOI NON CI CREDIAMO

Il Telegiornale TG1 delle 20,00 di Giovedì 30 gennaio scorso ha dato la notizia che il 16% degli italiani sostiene che i campi di sterminio nazisti non sono esistiti. Noi non ci crediamo, cioè non crediamo che un così alto numero di italiani la pensi in quel modo.

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CAPOLONESE ANONIMO "BECCATO" DAI CARABINIERI

CARABINIERI AREZZO

 

CAPOLONESE "BECCATO"

I militari della Stazione di Rassina hanno svolto
 attività nei confronti di un 24enne italiano di Capolona, con diversi
precedenti di polizia anche relativi agli stupefacenti. A suo carico sequestrata marijuana
come nel caso degli altri due giovani. Infine la Stazione di Poppi ha denunciato per guida in
stato di alterazione psicofisica dovuta all’uso di cannabinoidi, un macedone di 19 anni
residente in Casentino.

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ANCORA SRALJING

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

STALKING: DENUNCIATO MOLESTATORE SERIALE

BIBBIENA – Dal mese di dicembre una donna casentinese, titolare di un pubblico esercizio,
aveva incominciato a ricevere sull’utenza fissa di quest’ultimo, diverse telefonate a sfondo
erotico – sessuale che in base al tenore delle frasi rivolte dall’anonimo interlocutore,
avevano ingenerato nella donna un perdurante stato di tensione, paura, tanto da costringerla
a cambiare abitudini di vita, percorsi giornalieri e luoghi abitualmente frequentati.
I Carabinieri raccolta la denuncia hanno avviato una meticolosa attività di indagine volta ad
identificare il “maniaco” e che legame potesse avere avuto con la vittima.
In breve tempo sono risaliti ad un 40enne italiano, operaio, residente in Toscana,
pluripregiudicato per reati specifici. L’uomo infatti nel corso degli anni è stato condannato
più volte per molestie a carattere sessuale, condotte proprio mediante il telefono.
I Carabinieri hanno ricostruito una vicenda dai contorni abbastanza oscuri. Innanzitutto
hanno scongiurato legami con la vittima, scelta per puro caso dopo che il numero di telefono
fisso del suo esercizio commerciale era stato immesso sul web per la promozione di articoli
commerciali. L’uomo, negli ultimi mesi, aveva molestato un sostanzioso numero di donne
residenti in Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana. Singolare il modus operandi:
per sfogare le proprie pulsioni, ricercava su un noto sito di e-commerce, utilizzato anche per
proposte lavorative, numeri di telefono e fotografie di aspiranti babysitter, cassiere e
commesse. Si proponeva come datore di lavoro, stabiliva un contatto telefonico che già
dalla prima circostanza sfociava in turpiloqui e proposte sessuali. Non risulta che siano state
effettivamente e fisicamente incontrate donne, né che nessuna sia rimasta vittima di ulteriore
violenza, a parte quella verbale nel corso delle telefonate, così come per la donna
casentinese. Sono ancora in corso indagini per identificare ulteriori vittime e comprendere
chi tra le vittime sia intenzionata a sporgere denuncia.
Nel caso della donna casentinese, le semplici molestie si sono tramutate in una vera e
propria persecuzione, tanto che i Carabinieri di Bibbiena hanno proceduto con il cosiddetto

codice rosso. La reiterazione delle telefonate, infatti, unite al timore della donna per la
propria incolumità e il mutamento delle sue abitudini di vita hanno reso configurabile il
reato di stalking, più grave delle molestie. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà
all’Autorità Giudiziaria.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

STALKING: DENUNCIATO MOLESTATORE SERIALE

BIBBIENA – Dal mese di dicembre una donna casentinese, titolare di un pubblico esercizio,
aveva incominciato a ricevere sull’utenza fissa di quest’ultimo, diverse telefonate a sfondo
erotico – sessuale che in base al tenore delle frasi rivolte dall’anonimo interlocutore,
avevano ingenerato nella donna un perdurante stato di tensione, paura, tanto da costringerla
a cambiare abitudini di vita, percorsi giornalieri e luoghi abitualmente frequentati.
I Carabinieri raccolta la denuncia hanno avviato una meticolosa attività di indagine volta ad
identificare il “maniaco” e che legame potesse avere avuto con la vittima.
In breve tempo sono risaliti ad un 40enne italiano, operaio, residente in Toscana,
pluripregiudicato per reati specifici. L’uomo infatti nel corso degli anni è stato condannato
più volte per molestie a carattere sessuale, condotte proprio mediante il telefono.
I Carabinieri hanno ricostruito una vicenda dai contorni abbastanza oscuri. Innanzitutto
hanno scongiurato legami con la vittima, scelta per puro caso dopo che il numero di telefono
fisso del suo esercizio commerciale era stato immesso sul web per la promozione di articoli
commerciali. L’uomo, negli ultimi mesi, aveva molestato un sostanzioso numero di donne
residenti in Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana. Singolare il modus operandi:
per sfogare le proprie pulsioni, ricercava su un noto sito di e-commerce, utilizzato anche per
proposte lavorative, numeri di telefono e fotografie di aspiranti babysitter, cassiere e
commesse. Si proponeva come datore di lavoro, stabiliva un contatto telefonico che già
dalla prima circostanza sfociava in turpiloqui e proposte sessuali. Non risulta che siano state
effettivamente e fisicamente incontrate donne, né che nessuna sia rimasta vittima di ulteriore
violenza, a parte quella verbale nel corso delle telefonate, così come per la donna
casentinese. Sono ancora in corso indagini per identificare ulteriori vittime e comprendere
chi tra le vittime sia intenzionata a sporgere denuncia.
Nel caso della donna casentinese, le semplici molestie si sono tramutate in una vera e
propria persecuzione, tanto che i Carabinieri di Bibbiena hanno proceduto con il cosiddetto

codice rosso. La reiterazione delle telefonate, infatti, unite al timore della donna per la
propria incolumità e il mutamento delle sue abitudini di vita hanno reso configurabile il
reato di stalking, più grave delle molestie. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà
all’Autorità Giudiziaria.

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

STALKING: DENUNCIATO MOLESTATORE SERIALE

BIBBIENA – Dal mese di dicembre una donna casentinese, titolare di un pubblico esercizio,
aveva incominciato a ricevere sull’utenza fissa di quest’ultimo, diverse telefonate a sfondo
erotico – sessuale che in base al tenore delle frasi rivolte dall’anonimo interlocutore,
avevano ingenerato nella donna un perdurante stato di tensione, paura, tanto da costringerla
a cambiare abitudini di vita, percorsi giornalieri e luoghi abitualmente frequentati.
I Carabinieri raccolta la denuncia hanno avviato una meticolosa attività di indagine volta ad
identificare il “maniaco” e che legame potesse avere avuto con la vittima.
In breve tempo sono risaliti ad un 40enne italiano, operaio, residente in Toscana,
pluripregiudicato per reati specifici. L’uomo infatti nel corso degli anni è stato condannato
più volte per molestie a carattere sessuale, condotte proprio mediante il telefono.
I Carabinieri hanno ricostruito una vicenda dai contorni abbastanza oscuri. Innanzitutto
hanno scongiurato legami con la vittima, scelta per puro caso dopo che il numero di telefono
fisso del suo esercizio commerciale era stato immesso sul web per la promozione di articoli
commerciali. L’uomo, negli ultimi mesi, aveva molestato un sostanzioso numero di donne
residenti in Campania, Puglia, Lombardia, Lazio e Toscana. Singolare il modus operandi:
per sfogare le proprie pulsioni, ricercava su un noto sito di e-commerce, utilizzato anche per
proposte lavorative, numeri di telefono e fotografie di aspiranti babysitter, cassiere e
commesse. Si proponeva come datore di lavoro, stabiliva un contatto telefonico che già
dalla prima circostanza sfociava in turpiloqui e proposte sessuali. Non risulta che siano state
effettivamente e fisicamente incontrate donne, né che nessuna sia rimasta vittima di ulteriore
violenza, a parte quella verbale nel corso delle telefonate, così come per la donna
casentinese. Sono ancora in corso indagini per identificare ulteriori vittime e comprendere
chi tra le vittime sia intenzionata a sporgere denuncia.
Nel caso della donna casentinese, le semplici molestie si sono tramutate in una vera e
propria persecuzione, tanto che i Carabinieri di Bibbiena hanno proceduto con il cosiddetto

codice rosso. La reiterazione delle telefonate, infatti, unite al timore della donna per la
propria incolumità e il mutamento delle sue abitudini di vita hanno reso configurabile il
reato di stalking, più grave delle molestie. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà
all’Autorità Giudiziaria.

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CALCIO DOMENICA 9.2.2020 MOTE S. SAVINO -SUBBIANO 1 - 1

DOMENICA 9 .02.2020 MONTE S. SAVINO – SUBBIANO 1 – 1

Partita bella,combattuta sull’ottimo campo di Monte San Savino davanti ad un pubblico numeroso di tifosi locali e subbianesi venuti in gran numero alla partita di oggi. Clima mite, quasi primaverile.

Parte il Subbiano, con una tenacia che non vedevamo da diverso tempo, e con un gran colpo di testa al 10° Ceramelli segna una rete e porta in vantaggio la sua squadra.  Subbiano forte dunque, con la sua difesa proverbialmente inossidabile contro cui si infrangono i numerosi tentativi dei padroni di casa . Ma il gioco del calcio neessita anche diun miimo di fortuna e il Subbiano non l'ha avuta. al 10° del secondo tempo, Betti del Subbiano, nel tentativo di alleggerire la pressione verso la propri porta, entrava in autorete e segnava il gol del pareggio per il Monte San. Savino. Una rete involontaria, ma che fa perdere due punti alla squadra subbianese. alla quale oggi facciamo la più convinta lode per aver giocato bene.

FORMAZIONI

Subbiano: Lancini, Gioka, Mannelli A, Cini, Betti, Menchini, Ruggeri, Scapecchi, Ceramelli, Falsini, Detti. Allenatore: Gennaioli.

Monte San Savino:: Violini, Barbagli, Pascucci, Nikolla, Margiacchi, Guerri, Butti, Gisti, Gianquitto, Biscaro Parrini, Capogna. Allenatore: Violetti.

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STUPIDITA' GIOVANILE

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

DANNEGGIANO IL PORTONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DENUNCIATI DUE MINORENNI

CETICA DI CASTEL SAN NICCOLÒ – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della
Compagnia di Bibbiena, nella tarda serata di venerdì scorso, sono intervenuti in Cetica di
Castel San Niccolò, dove era stato segnalato il danneggiamento del portone principale in
legno della Chiesa parrocchiale. Nella circostanza erano stati notati due giovani allontanarsi
a bordo di un ciclomotore. La descrizione dei due veniva fornita dai parenti di un defunto
del luogo, la cui salma riposava all’interno della Chiesa in attesa del funerale, particolare
che ha reso la vicenda ancora più fastidiosa. Ai Carabinieri del pronto intervento essi
riferivano infatti che due giovani, senza alcun apparente motivo, con un’ascia, avevano
danneggiato il portone principale scappando via appena notati.
In breve tempo i Carabinieri postisi sulle loro tracce li rintracciavano, scoprendo che si
trattava di due minori di cui uno con precedenti di polizia. Ammettevano le loro
responsabilità dichiarando però di non sapere della presenza della salma all’interno della
chiesa. Il danno è in corso di quantificazione e a carico dei due è scattata la denuncia a piede
libero alla Procura per i Minorenni di Firenze per furto in concorso (avevano infatti
asportato prima l’ascia da un ripostiglio esterno alla Chiesa) e danneggiamento in concorso.

 

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TRUFFA TENTATA

Compagnia Carabinieri di Bibbiena

Tentano di piazzare paccottiglia spacciandola per gioielli

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Poppi - Sabato mattina si erano presentati presso una nota gioielleria del centro con un campionario di collanine da “piazzare”. Ma grazie alla sua esperienza nel settore la titolare della gioielleria non è caduta nel tranello e mentre i due cercavano di convincerla dell’ottima qualità degli oggetti proposti per l’acquisto, ha prontamente avvisato la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Bibbiena.

Immediato l’intervento della pattuglia della Stazione di Poppi in ausilio della quale è giunta anche la “gazzella” dell’Aliquota Radiomobile, il pronto intervento del Comando Compagnia. Nel frattempo i due falsi rappresentanti, un uomo di 44 anni e una donna di 24, entrambi con origini pakistane, la donna nata in Italia ed entrambi residenti ad Arezzo, avendo capito di essere stati scoperti hanno tentato di dileguarsi: la donna nelle vie del centro, l’uomo a bordo della propria autovettura. Fermati ed identificati dai Carabinieri, sono stati condotti in caserma a Bibbiena per le formalità di rito. A loro carico diversi precedenti: l’uomo per reati contro il patrimonio, tra cui ricettazione ed estorsione, nonché un arresto per droga, per la donna invece una denuncia per droga.

I due sono stati denunciati a piede libero per tentata truffa in concorso e proposti per la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Poppi.

 

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CALCIO DOMENICA 02.02.2020 AREZZO ACADEMY-CAPOLONA 2 - 1

DOMENICA 02. 02.2020 AREZZO ACADEMY –CA POLONA 2   - 0

Partita combattuta con grande impegno dai padroni di casa, davanti ad un pubblico costituito da molti tifosi di Capoona. Attacchi insistenti dell’Arezzo Academy, ma niente da fare contro la potente proverbiale difesa del Capolona. Negli ospiti si distinguono Bruni con un gran tiro al 10° del primo tempo: sopra la traversa di poco ( Bruni G.verrà portato via dall’ambulanza, dopo la rete come detto più sotto. niente di grave come poi è risultato.) Anche il portiere del Capolona si infortuna, niente per fortuna, battendo la testa contro un palo nell’effettuare una parata. Le reti del Capolona: al 30° del primo tempo su cross di Fabbriciani, Mariotti imbuca; poi  al 10° del secondp tempo Bruni G. di testa mette in rete su bel cross di Cacioli.

FORMAZIONI

Capolona Bruni D., Menchini, Scartoni, Bruni G., Pilastri, Corti, Fabbriciani, Stella, Bruni F., Cacioli, Mancini,  Mariotti, Allenatore Giommoni

Arezzo Academy Magi, Credendino, Lolli, Vacchiano, Marini, Santamaria, Severi, Zerbini, Sodik, Gattobigio,  Diuff. Allenatore: Tirinnanzi

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SUBBIANO. NOVITA' AL PALAZZESCHI

SUBBIANO BEATRICE LUSINI AL “PALAZZESCHI”

Abbiamo più volte contestato questo Sindaco: Ilaria Mattesini non può fare il Sindaco di Subbiano perché è un dipendente comunale ; ma questa Amministrazione continua a fare nomine ed assegnare posti a tutto spiano. Ultimamente hanno nominato Beatrice Lusini a Direttore dell’IstitutoPalazzeschi. Un Istituto molto prestigioso che oggi accoglie i bambini tra 1 e 5 anni di età. Quelli cioè in età prescolare sollevando non poche preoccupazioni ai genitori, specie di quelle famiglie in cui lavorano entrambi , padre e madre.

La Sinora Lusini è dipendente dell’Istituto e ciò non appare contrastare con il suo status di Assessore, ma addirittura Direttore non va bene perché in quel caso si tratterebbe di persona contemporaneamente controllore e controllato. Illegittimità chiara e lampante, comer chiaro e lampante e quella cui partecipa Luca Bianchi nel momento in cui presiede o partecipa alle assemblee dei cacciatori: Egli, infatti, è Presidente del Consiglio comunale e dovtrbbe astenersi dal partecipare agli incontri dei cacciatori. I cacciatori, cittadini di Subbiano, l'hanno scelto perchè li rappresenti nel Consiglio comunale e non nelle riunioni degli amanti di quella disciplina. Ma qui, col fatto che nessuno si miove anche in presenza di evidenti iklegittinià, tutti fanno ciò che vogliono e la legge....bè la legge va a farsi benedire!

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CALCIO PARTITA DI MERCOLEDI': SUBBIANO S.P.IERO SIIEVE 0-1

CALCIO REGIONALE TOSCANO SUBBIANO S. PIERO A SIEVE 0-1

Una partita piacevole anche se deludente per i colori locali , perchè il Subbiano, che meritava almeno un pareggio, è stato beffato da un gol fortuito di testa da rimessa da calcio d’angolo al 10°della ripresa.Pubblico delle grandi occasioni, campo in buono stato, illuminazione a posto (la partita si è svolta in notturna a partire dalle ore 18,30 ).il Subbiano ha messo in moto la sua poderosa difesa ed ha contrastato ogni iniziativa dei coriacei fiorentini. Si tratta di n torneo a livello regionale la cui vittoria comporta la grande probabilità di essere ripescati per partecipare, l’anno prossimo, al girone di PROMOZIONE.

Niente, questa sconfitta esclude il Subbiano da tale possibilità ed il torneo prosegue con tutta una serie si squadre da tutta la Toscana.

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AGRICOLTURA MALEDETTA

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

I CARABINIERI SCOPRONO UN CAPANNONE ADIBITO
ALLA COLTIVAZIONE INTENSIVA DI MARIJUANA

FOIANO DELLA CHIANA  Nel pomeriggio di ieri, 28 gennaio, i Carabinieri della Stazione di
Foiano della Chiana hanno controllato un capannone in affitto a cittadino cinese, adibito a
coltivazione intensiva di sostanza stupefacenti del tipo “marijuana”, rinvenendo all’interno
circa 37 kili tra marijuana essiccata e piantine da invasare.
I militari di Foiano erano impegnati in attività di prevenzione e controllo del territorio,
connessa all’individuazione di illeciti commerciali e contro l’abuso di sostanze stupefacenti.
in tale ambito hanno deciso di controllare un capannone industriale di proprietà di cittadini
italiani, ma che risultava dato in locazione ad un cittadino Cinese per scopi artigianali-
commerciali.
Giunti sul posto i militari notavano subito che tutte le finestre erano state oscurate così da
non poter vedere l’interno e da non far uscire la luce all’esterno. Insospettiti da tale
situazione si sono recati all’interno ed una volta entrati hanno potuto constatare che l’intero
stabile era stato suddiviso in sette locali con dei muri di carton gesso, e ciascuna stanza era
adibita alla coltivazione intensiva della sostanza stupefacente. Il locale era in stato di
abbandono poiché il cinese che l’aveva in affitto proprio pochi giorni prima del controllo,
probabilmente preoccupato per i numerosi controlli che i Carabinieri svolgono nella zona,
aveva mandato ai proprietari del capannone una lettera di recesso anticipato dal contratto,
portando via gran parte della marijuana presente, ma non tutta.
I vari locali erano organizzati per contenere centinaia di piante in vaso, ed era stato
attrezzato un sistema di riscaldamento e areazione: sono state rinvenute infatti 176 lampade
termiche per la coltivazione in serra, 102 ventilatori ed un totale di 1596 vasi con terriccio
già disposti in modo ordinato e divisi nei vari ambienti in base al periodo di crescita della
pianta. Poi in un ambiente è stato trovato un cucinotto attrezzato e delle reti con materassi,
chiaro segnale che “i coltivatori” dormivano e vivevano all’interno del capannone. Lo

stupefacente rinvenuto era disposto nei vari ambienti e consiste in 20,150 kg di marijuana
essiccata e 13,100 kg di piantine germogliate da coltivare.

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