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PERICOLOSI COMPORTAMENTI DI GIOVANI ESALTATI

QUESTURA DI AREZZO

COMUNICATO STAMPA

TENTA DI INVESTIRE CON L’AUTO ALCUNI GIOVANI PRESSO UNA DISCOTECA
CITTADINA DANDOSI POI ALLA FUGA: RINTRACCIATO DOPO ALCUNE ORE
DALLA POLIZIA DI STATO 

Nella decorsa notte personale in abiti civili, in attività di vigilanza e controllo presso pubblici locali, è
intervenuto presso la discoteca Principe per una segnalazione di disordini all’esterno della struttura.

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SUBBIANO PRECONSIGLIO DEL C.C. 30.3.2018

Un Consiglio comunale sui ritmi consueti per Subbiano, ma faticosissimo assistervi. Più che gli interessi dei subbianesi sembra che questa cosiddetta maggioranza si preoccupi di produrre motivi di contrasto con i consiglieri di opposizione e si assiste a lotte continue tra i vari componenti con il Presidente del consiglio Daniele Bruni che agita i regolamenti e prende la parola ad libitum, molto più che ai tempi del vecchio presidente Valdarnini.

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VALENTINA CASI E LA STORIA DEL CINEMA

di Virgilio Badii -Studioso

Ospite dell’Università dell’Età Libera di Capolona Subbiano la dottoressa Valentina Casi, una giovane e brillante laureata in discipline letterarie, artistiche e dello spettacolo, che ha ripercorso la storia del cinema dalla lente al cinema vero e proprio.

Vice direttore del Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo, la dottoressa Casi si è avvalsa di filmati di grande interesse e ha portato alcuni strumenti ottici antichi che hanno meravigliato non poco i numerosi presenti.

La storia del cinema, ma direi quella della comunicazione in generale, è passata attraverso piccoli grandi passi dalla lente di Francesco Redi e poi da quella di Galileo Galilei ai giochi ottici, gli inganni ottici e le illusioni ottiche del XVIII secolo, fino alle due fatidiche date del 1839 (invenzione della fotografia in Francia con Daguerre) e del 1895 (invenzione del cinema con i fratelli Louis e Auguste Lumière).

Non sono mancati, ovviamente, riferimenti alla camera oscura leonardiana, alla lanterna magica, l’antenato più prossimo allo spettacolo cinematografico, al Mondo nuovo, uno strumento ottico di intrattenimento popolare, con cui era possibile vedere "vedute ottiche", stampate su carta e colorate a mano, retroilluminate da una candela, al Kinetoscopio di Thomas Edison.

Questa lezione è solo la prima parte di un cammino importante che ha portato alle moderne proiezioni in 3D ed ai visori stereoscopici. Ma di questo ne riparleremo in un prossimo futuro.

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TARIFFE CIMITERIALI DEI SUBBIANESI

Subbiano, quanto costa morire ?

Abbiamo visitato e riferito sui cimiteri utilizzati dai subbianesi per i propri morti, ora vediamo i costi: premesso che il servizio cimiteriale è indirizzato prevalentemente ai defunti che erano residenti in Subbiano, fermo restando che anche per i non residenti si può procedere al seppellimento osservando certe regole.

CIMITERO DI SUBBIANO CAPOLUOGO:

PRIMA, SECONDA E TERZA FILA LOCULI SETTORE VECCHIO EURO 1.600

QUARTA FILA                                   “                “                 “         “   1.000

QUINTA FILA                                     “               “                   “           “     800

Loculi settore nuovo 1-2-3- fila euro                                                       2.300

Quarta fila                                                                                                   1.600

CIMITERI RURALI ( Falciano, Vogognano, Montegiovi, S. Mama, Poggio d’Acona)

1 – 2 – 3 fila settore vecchio euro 1.300

4 fila                                              “   1.000

5 fila                                                 “     800

1-      2 – 3 fila settore nuovo     “ 1.800

       4 fila                                             “   900

Per quanto riguarda i defunti che in vita erano residenti in comune di Subbiano e che vengono seppelliti nei cimiteri aretini di Marcena e Chiassa superiore ( frazioni di Chiaveretto e Castelnuovo sprovviste di cimiteri) le tariffe sono le seguenti:

Marcena prima fila euro 1.763

             Seconda fila   “   2.461

                   Terza fila     “ 2.274

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SUBBIANO I DEFUNTI DI CHIAVERETTO E LA PIAGGIA

SUBBIANO SERVIZI CIMITERIALI PER CHIAVERETTO E LA PIAGGIA

Località sprovviste di cimitero che seppelliscono i loro defunti su cimiteri aretini vicini alle proprie frazioni. Una di queste è Chiaveretto, i defunti degli abitanti di questa località vengono seppelliti nel cimitero della Chiassa superiore, Frazione del comune di Arezzo.

Un cimitero veramente notevole: un impianto da città: è grande perché serve una frazione molto abitata. Collocato su una collinetta prossima all’abitato ha un grande piazzale davanti all’ingresso; un piazzale sufficiente per parcheggiare molte auto. All’interno un campo rettangolare occupato da molte tombe e ai lati una serie di loculi su più settori, diverse cappelle private ed un piccolo fabbricato centrale che, però, abbiamo trovato chiuso; forse si tratta di uno di quei fondi contenitori di materiale funebre piuttosto che altare ed altri oggetti di culto. Camposanto molto frequentato: abbiamo trovato una molteplicità di persone che sistemavano le tombe, i fiori e i monumenti in generale. Riteniamo un buon servizio per i subbianesi che vengono per seppellire i propri cari. Manca un servizio di acquedotto, ma esiste lì fuori una grande cisterna con la necessaria acqua per tutti. Alcuni punti da risanare.

Pubblicheremo le fotografie insieme a tutte le altre.

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SUBBIANO CIMITERO DI FALCIANO

SUBBIANO IL CIMITERO DI FALCIANO

A Falciano esiste un cimitero abbastanza decoroso, ma che presenta anche alcuni pesanti aspetti negativi. Di positivo c’è la strada di accesso che fu ricoperta da una frana e che il Comune, allora retto da Ilario Maggini, riaprì asfaltandola e mettendo delle panchine da giardino che sono oggi un abbellimento. Negativo è il piazzale antistante che è insufficiente a contenere il parcheggio delle automobili nei giorni di intensa frequenza. Inoltre il cancello di accesso ha una serratura rotta da anni e per entrare occorre un marchingegno che va conosciuto. Positivi i vialetti in pietra scalpellata e i loculi collocati nel settore est e in un ex deposito di materiale funebre riadattato e che oggi contiene 40 loculi, tutti utilizzati. Positivo il verde a prato in alcune aiole e le due cappelle private, decorose e ben tenute delle famiglie Menchini e Paperini. Assolutamente negativo il muro di delimitazione ad ovest che, con la copertina lesionata e praticamente assente lungo tutta la sua lunghezza, minaccia di crollare per le infiltrazioni d’acqua; ma a proposito di infiltrazioni ben più grave e la situazione di alcuni loculi svuotati del loro contenuto da questa Amministrazione e trascurati al punto che quando piove si riempiono d’acqua. La realtà è che in questo cimitero non sono stati realizzati nuovi loculi e per le necessità che sopraggiungono si ricorre alla "svuotatura" di vecchi loculi. Ora, poichè il contenuto dei loculi "svuotati"sono resti amati di persone scomparse, il sentimento è una specie di orrore per questa forma di "sacrilegio".

Esisteva un progetto, già finanziato, al tempo in cui era Sindaco Ilario Maggini, a cui va il ringraziamento dei suoi compagni falcianesi, ma a seguito del sopraggiungere della nuova Amministrazione, di quel progetto s'è perso notizia. Il finanziamento di 186.000 è stato dirottato sull'ordinario bilancio comunale ed in tal modo i falcianesi hanno ricevuto un danno.

Col miglioramento del tempo faremo le fotografie e le pubblicheremo.

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CAPOLONA AVANTI NEL PROGETTO DELLA NUOVA SCUOLA MEDIA

CAPOLONA NUOVA SCUOLA MEDIA CONSORTILE ANCORA UN PASSETTO

Non è un passo gigantesco, ma manifesta una reale intenzione del Comune di Capolona di realizzare una nuova Scuola Media, razionale e regolare anche da punto di vista sismico. Si tratta del conferimento dell’incarico ad una ditta specializzata di eseguire le richieste e giuridiche indagini diagnostiche per la sismica e la strutturale. Si tratta di un intervento di oltre quattro milioni di euro che vanno a sostituire i lavori previsti in un primo momento di riparazione della attuale Scuola Media per i quali era prevista una spesa di 1.900.000 euro. L’Amministrazione Comunale di Capolona ha preferito puntare su una cosa nuova piuttosto che convogliare importi enormi su strutture che vecchie sono e vecchie rimarranno.

Il ”passetto”, per ora, consiste nel conferimento dell’incarico alla Ditta TECNA di Arezzo per un importo di 4.205,95 corrispondente all’onorario per l’esecuzione dello studio diagnostico.

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SUBBIANO UNA VISITA AI CIMITERI COMUNALI

SUBBIANO I CIMITERI RURALI

Una visita ai cimiteri cosiddetti “rurali” ci ha mostrato alcune immagini certamente poco edificanti per un cristiano affezionato ai propri defunti. Sappiamo che la Chiesa insegna l’onore e il rispetto per i morti i quali ritroveranno il loro corpo al momento del Giudizio universale. Ebbene a Poggio d’Acona, frazione di Subbiano c’è un cimitero semplicemente trascurato. Un fazzoletto di terra in cui i morti sono ammassati in ogni minima superficie utile: nei forni (pochi e brutti), nelle aiole, nei vialetti e lungo i muri perimetrali con le lapidi incollate nel muro di delimitazione. Viale centrale tutto rotto. Una cappellina che in teoria dovrebbe servire per le funzioni religiose e che invece è usata come deposito incontrollato di ogni tipo di ciarpame funebre.

C’era un progetto, riguardante questo cimitero ed i cimiteri di Falciano e Santa Mama. Una serie di opere per 186.000 euro, già stanziati, ma cambiò Amministrazione e quei soldi sono stati ingurgitati nella gioiosa macchina comunale. Questa condizione risalta maggiormente se si confronta questo camposanto con quello di Vogognano: un altro mondo, sembra che quelli di Vogognano siano cittadini di serie A e a Poggio d’Acona di serie B. A Vogognano il cimitero è situato su forse l’unico terreno pianeggiante della frazione: facilità d’accesso e ampia possibilità di parcheggio vetture mentre a Poggio d’Acona c’è una assurda e pericolosa scala di pietra che può essere affrontata in maniera avventurosa, specie per le persone anziane, e niente possibilità di parcheggio. A Vogognano, all’interno: spazi enormi in cui è possibile prevedere inumazioni per molti anni, addirittura ci sono un paio di cappelle private, mentre a P. d’Acona non c’è più spazio per nessun defunto futuro. Documenteremo queste situazioni con un servizio fotografico appena il tempo migliorerà. Per ora segnaliamo la cosa ai nostri Amministratori affinchè sappiano e provvedano.

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SIENA-GROSSETO MIGLIORAMENTI STRADALI PER ANDARE ALMARE

STRADA STATALE SIENA-GROSSETO (STRADA DEL MARE)

Molto migliorata la superstrada per recarsi al mare: costa toscana del Mar Tirreno. Una vecchia galleria tra Casal di Pari e Monticiano è stata sostituita da una moderna e scorrevole galleria inaugurata proprio il giorno di Pasqua di questo 2018.

Si tratta di un nastro di asfalto a 4 corsie che riduce il tempo di percorrenza della superstrada Siena-Paganico-Grosseto; la strada è interessante per le nostre zone perché rappresenta il tratto d’unione con le località marine della Toscana litoranea. I lavori sono durati molto tempo ed hanno comportato una spesa rilevante, ma oggi il miglioramento si avverte in pieno e l’opera è ben accolta da tutti gli automobilisti.

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LA VIA CRUCIS DI SUBBIANO

di Virgilio Badii

Oltre mille fedeli hanno preso parte alla solenne processione del Venerdì Santo di Subbiano che, anche quest’anno (per la quinta volta consecutiva) è stata integrata dalla rappresentazione della Passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo.

“Teatro” dell’evento la piazza sotto le mura, sapientemente illuminata dall’equipe tecnica dell’associazione culturale 102, dove oltre 70 figuranti hanno messo in scena la predicazione del Battista, la vita pubblica di Gesù, lo scontro con gli scribi e i farisei, l’ingresso in Gerusalemme, la mandata degli apostoli e l’Ultima Cena, l’Orto degli Ulivi e l’Arresto, il Processo, le rinnegazioni di Pietro, la salita al calvario, la Crocifissione in attesa dell’evento atteso da prima che l'Uomo fosse, il più grande: la Risurrezione.

Per le vie di Subbiano il corteo in processione, accompagnato dalla filarmonica “G. Verdi” si è portato sulla collina de “Le mura” dove, in una atmosfera drammatica e raccolta allo stesso momento, si è consumato l’ultimo atto della crocifissione e morte di Gesù. Una atmosfera resa anche più suggestiva dalle splendide musiche che hanno fatto da sottofondo all’evento, culminate con “La preghiera” di Andrea Bocelli.

Bella la scenografia complessiva, curata la regia, ben interpretata dai vari personaggi e figuranti, partecipata dai fedeli che hanno apprezzato i testi e compreso appieno il vero significato dell’evento, non una spettacolarizzazione cioè, ma una drammatizzazione inserita all’interno della tradizionale processione di cui diventa un tutt’uno.

Il rientro nella chiesa di San Giovanni Battista (la processione aveva preso il via dalla parrocchiale di Santa Maria) ed il tradizionale bacio a Gesù morto ricoperto di fiori hanno completato questa Via Crucis nel segno dell’amore e della misericordia. Lo ha sottolineato nel suo intervento finale Don Alessandro che ha ringraziato tutti quanti hanno collaborato all’evento, amministrazione comunale e forze dell’ordine comprese, presenti con sindaco e giunta, comandante dei carabinieri e polizia municipale.

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CAPOLONA APPROVATO IL NUOVO PIANO REGOLATORE "PIANO OPERATIVO"

CAPOLONA APPROVATO IL NUOVO PIANO PER COSTRUIRE

 

Il Consiglio Comunale di Capolona ha approvato il 23 marzo scorso il Piano Operativo: in altri
termini, il nuovo piano urbanistico, strumento essenziale e trasparente della pianificazione
territoriale.
Il nuovo Piano è stato adottato il 24 agosto 2017: dopo questa data, è stato pubblicato nel sito
istituzionale dell’Ente, si sono svolte assemblee generali con la cittadinanza, si è riunita l’apposita
commissione consiliare, per consentire di poter presentare controdeduzioni, osservazioni,
integrazioni, contributi da parte di tutti i portatori di interesse.
Sono pervenute 50 osservazioni, le quali sono state una per una valutate dai tecnici, dalla
commissione consiliare e votate in Consiglio Comunale.
Queste osservazioni, in qualche caso veri e propri contributi compresi quelli dell’Ufficio Tecnico
Comunale e degli Uffici Regionali, sono state considerate in base agli obiettivi posti per la
redazione del Piano Operativo di Capolona.
Il Piano si muove entro i limiti imposti dalla legge regionale n.65 del 2014 e del Piano
Paesaggistico regionale orientati ad impedire il consumo di nuovo suolo e che l’Amministrazione
Comunale ha fatto propri.
Anziché un elenco di divieti, si è cercato di introdurre il concetto di “ciò che si può fare”. In questa
direzione l’Amministrazione Comunale si è mossa proseguendo l’azione iniziata all’inizio di questa
legislatura con la revisione ed aggiornamento delle Norme Tecniche di Attuazione.
Questo Piano Operativo prevede nei centri e nuclei urbani l’uso degli spazi residui esistenti
ricompattando e quindi riqualificando l’esistente, con una particolare attenzione alla necessità del
singolo cittadino: in questo senso riteniamo di interesse generale la possibilità di ampliamento degli
edifici esistenti, sia all’interno dei centri urbani che in zona agricola.
Nel Piano Operativo sono privilegiate le eccellenze del territorio, a cominciare dalle Frazioni e dai
nuclei urbani e rurali. Sempre in quest’ottica di valorizzazione del territorio comunale, particolare
attenzione è stata posta alla tutela delle aree tartufigene naturali, ai percorsi storici e alla
sentieristica. E’ prevista anche un’area cimiteriale per gli animali d’affezione.
Sottolineiamo che Capolona ha tempestivamente applicato la legge regionale n.57 del 18 ottobre
2013 interpretandola in modo estensivo e vietando, quindi, nei centri abitati l’insediamento delle
sale di gioco d’azzardo.
Uno degli aspetti più delicati ma nello stesso tempo più importanti e decisivi che il Piano Operativo
individua, è quello di mettere in stretta connessione il Capoluogo diviso dalla barriera rappresentata
dalla linea ferroviaria Arezzo-Stia: si prevedono due sottopassi che affrontano anche le
problematiche relative alla sicurezza con la contemporanea proposta di soppressione di due
passaggi a livello “a raso” esistenti.
Altri aspetti sono le attività manifatturiere che hanno subito negli ultimi anni un serio
ridimensionamento: il Piano Operativo va incontro con coraggio alle problematiche derivanti dalla
crisi del settore dotandosi di strumenti che favoriscono una riflessione sui grandi contenitori
costituiti dai capannoni industriali ed artigianali che nel tempo hanno perso ruolo o si sono ritrovati
al centro di insediamenti residenziali e dai quali dipenderà il futuro di Capolona.
E’ quindi un Piano Operativo “organico”, che non si limita solo a disciplinare l’esistente e la
previsione di nuove aree edificabili, ma tenta di affrontare in modo unitario tutto il territorio

e prefigurare un futuro sostenibile per Capolona.

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SUBBIANO IL CIMITERO DI SANTA MAMA

SUBBIANO IL CIMITERO DI SANTA MAMA

Abbiamo iniziato il servizio sui cimiteri con tanto entusiasmo, convinti da fare un buon servizio per i nostri lettori, ma il cronista che va in tutti questi luoghi di sofferenza è stanco e ci auguriamo che non voglia sospendere questa attività.

Oggi parliamo del cimitero di Santa Mama. Un cimitero piccolo, conseguenza della ridotta popolazione di oggi nella frazione, molto più abitata quando l’impianto fu costruito. Si trova su un lembo di terra compreso tra la nuova scorrevole strada casentinese e la ferrovia: per entrare nel cimitero occorre passare sotto un cavalcavia della strada ferrata costruito fin dall’origine dell’impianto. Un parcheggio molto ampio che è ancora in costruzione ai lati dal muro di delimitazione e che, aggiunto all’ampio spazio a prato che corre lungo la ferrovia prima di oltrepassare il cavalcavia, assicura ampiamente la possibilità di sosta a molte auto. Il muro perimetrale è lesionato su un punto proprio sul fronte del cimitero, perfettamente in vista di chi arriva. Un muro non perfetto, ma dotato di copertine in modo che l’acqua piovana non penetra al suo interno. Un camposanto discreto alla vista; una notazione  negativa é la disposizione del campo su due livelli di cui il superiore, collegato con una scalinata all’inferiore, è in leggera pendenza; con tutte le conseguenze che ciò comporta in relazione allo scorrere di liquidi ed umori verso le parti più basse. Una vera e propria cattiveria quella di un qualcuno che ha deciso di inserire un lucchetto e chiudere il cancelletto che consente l'accesso ai disabili. Un accesso che venne previsto dai costruttori del camposanto per consentire ai disabili di accedere alla parte superiore del cimitero; la chiusura del cancelletto e le miserande condizioni della strada che scorre sul lato nord del muro perimetrale impediscono l'accesso dei disabili; riteniamo che questa iniziativa, anonima ed immotivata, sia di natura intenzionale e maliziosa. I vialetti sono in discrete condizioni per lo più pavimentati in pietra serena scalpellata. Buona la presenza di alcune aree verdi tra le tombe che potrebbero essere usati per le sepolture, però non ci sono più loculi disponibili. E' incomprensibile la decisione dell'attuale maggioranza di annullare una deliberazione della vecchia Amministrazione la quale aveva destinato di costruire un sufficiente numero di loculi (già progettati e stanziati 186.000 euro). Il consiglio sarebbe quello di spostare il cimitero in altro luogo più accessibile ed in piano, come suggerito per Montegiovi: cominciando a seppellire oggi, tra cinquant'anni sarebbe tutto a posto. Ultima notazione: l'esistenza di due grossi cipressi all'ingresso; essi sono ad una distanza minima dalla vicina ferrovia e c'è il pericolo reale che il vento li faccia crollare sulla strada ferrata con pericolo per passeggeri e personale viaggiante; non sarebbe male che il Dott. Alessandro Rossi, Assessore al ramo del Comune di Subbiano e dipendente della Società che gestisce quella ferrovia prendesse a cuore la soluzione della cosa.

 

 

Successivamente pubblicheremo le foto</span>.</p>"</p>"</p>"

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SUBBIANO IL CIMITERO DI MONTEGIOVI

IL CIMITERO DI MONTEGIOVI

A Montegiovi esiste un piccolo cimitero; piccolo perché nei secoli questa è stata una frazione poco abitata; inoltre anche come Parrocchia si estende solo per una parte de circondario , dato che alcuni posti come Lavacchio fanno parte de La Chiassa superiore.

Un cimitero sbagliato: chi lo concepì tanti anni fa, non rifletté sul fatto che dove si trova ora è quasi inaccessibile. Spianarono un pezzo di bosco e costruirono un recinto; non considerarono che bisognava e bisogna portarvi le bare. Le bare un tempo venivano trasportate a mano e prima c’era tanta gente ( le Compagnie) disposta a svolgere quella funzione. Oggi no. Oggi le bare, trasportate su autoveicoli attrezzati a carro funebre, devono seguire un percorso impervio per la pendenza della strada di accesso e ritornare, con grande fatica, da quella impossibile salita. Impraticabile in caso di pioggia o neve.

Come impianto non è male se si eccettua la trascuratezza generale della pavimentazione dei vialetti e l’assoluta insufficienza del parcheggio delle auto. Esiste un piccolo fabbricato che si presume essere una cappellina, ma non è possibile verificarne il contenuto dato che è chiusa con una rete da cantiere e da un lucchetto. Questo piccolo fabbricato è semidiroccato con manifeste lesioni sui muri. Sarebbe consigliabile trasferire in area pianeggiante il cimitero; così, cominciando a seppellire oggi, sarebbe possibile, in un numero relativo di anni, disporre di un cimitero normale. Lodevole il criterio con cui sono stati coperti i muri perimetrali: non c’è pericolo di crolli per infiltrazione d’acqua.

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IL DOTT. GRADI RACCONTO DI UN AMANTE DELLA MONTAGNA

Relazione Dott. Gradi (sintesi giornalistica)

Le 62 pagine della relazione che il dott. Gradi ha tenuto in occasione dei festeggiamenti per il Dott. Adriano Angerilli, meriterebbe più che una sintesi giornalistica su questo giornale che ha evidenti motivi di spazio: ci sarebbe materiale per un libro: un’opera composta del dott. Gradi il quale oltre alla sua profonda sensibilità porti la testimonianza di fatti, persone ed eventi di notevole importanza e dei quali, in tal modo, resti traccia. Noi facciamo il possibile per riportare il più possibile tali tracce pur nei limiti del lo spazio giornalistico.

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CAPOLONA 25 MARZO ORE 15,00 VOLLEY ALLAPALESTRA

25 MARZO RADUNO TERRITORIALE VOLLEY ALLA PALESTRA DELLA SCUOLA MEDIA

Su iniziativa del grande Andrea Pangaro Presidente ed animatore dell’A.S.D. Capolona Subbiano Pallavolo il 25 marzo dalle ore 15,00 alle 17, 30, presso la palestra della Scuola Media consortile di Capolona e Subbiano in Viale Dante si terrà il “raduno territoriale Volley S3 livello White e Green”consistente in un torneo di volley. Ingresso libero.

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GRAZIANO TACCONI E' MORTO- UN AFFETTUOSO SALUTO

GRAZIANO TACCONI UN BRAV’UOMO

Aveva ottant’anni, ma lo spirito e la vitalità di un quarantenne, e proprio questo ne ha determinato il decesso: è caduto da un ulivo che stava potando giovedì 15 u.s.; aveva piovuto e, a causa della pioggia, la pianta era umida e Graziano sicuramente è scivolato, ha battuto la testa ed è rimasto intontito senza avere la forza di rialzarsi. Quando di sera i familiari non l’hanno visto rincasare si sono preoccupati e, recatisi presso l’uliveto, lo hanno trovato esanime nel campo. E’ intervenuto subito il figlio Danilo, medico dell’Ospedale di Arezzo, è intervenuto l’elicottero che ha sollevato Graziano rendendo possibile caricare il ferito sull’ambulanza. Portato all’Ospedale aretino il cuore batteva ancora ed i medici hanno fatto tutto il possibile, ma non c’è stato niente da fare: Graziano aveva sofferto troppo e sabato mattina ha smesso di vivere.

Uno strazio della moglie Franca, nota coiffeur pour dame aretina, dei figli Danilo e Fabrizio, delle nuore, degli amati nipoti e di tutti i congiunti. Strazio e meraviglia per l’inaspettato evento da parte di amici e conoscenti. Inaspettato proprio perché tutti conoscevano l’attivismo e la laboriosità di questo aretino il quale, nato da origini umili, aveva creato un consistente patrimonio con intelligenza e laboriosità. Il suo patrimonio era soprattutto l’amore riversato sui suoi familiari e da tutti, familiari e conoscenti, manifestato verso di lui. Questa Redazione, nel constatare che oggi, senza Graziano, il mondo è peggiore, si associa al dolore della famiglia e formula le più sentite condoglianze

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