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DOMENICA 11. 10. 2020 VALDICHIANA CAPOLONA 1 - 1

DOMENICA 11.10.2020 VALDICHIANA - CAPOLONA 1 - 1

Imponente controllo all'ingresso causa Corona  Virus,   ma una partita sonnacchiosa e senza grossi spunti. Reti di Mariotti e Beoni che si distinguono sugli altri.

Questi atleti vengono a Capolona da una compagine importante e costituiscono il nerbo di una squadra rinnovata per intero e che ha grosse intenzioni di classifica.

I capolonesi sono soddisfatti perchè quest'anno dispongono di uno  squadrone che  darà loro molte soddisfazioni.

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DUE DONNETENTANO UN FURTO, MA I CARABINIERI...........

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

PENETRANO ALL’INTERNO DI UN’ABITAZIONE DI MONTEVARCHI PER RUBARE E POI SI

DANNO ALLA FUGA: DUE DONNE IDENTIFICATE E DENUNCIATE

MONTEVARCHI  Due donne sono state denunciate in stato di libertà dai Carabinieri del
Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni Valdarno per tentato
furto in abitazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.
I fatti si sono svolti nella mattina di ieri a Montevarchi. La pattuglia della Radiomobile,
impegnata in uno dei consueti servizi di prevenzione nel territorio di competenza, ha notato
un’autovettura ferma sul ciglio della strada. Ai Carabinieri operanti non è sfuggito che la
targa e il modello erano quelli di un veicolo che, nei giorni scorsi, era stato oggetto di
alcune segnalazioni ricevute dalla cittadinanza, essendo stata vista aggirarsi a bassa velocità
per le vie cittadine in orari sospetti. Anche in questo caso, pertanto, come spesso accade, di
prezioso ausilio alle indagini si sono dimostrate le segnalazioni provenienti dalla
cittadinanza, quanto mai opportune in quanto ricche di dettagli decisivi per la ricostruzione
delle situazioni anomale di volta in volta notate.
Tornando all’episodio specifico, i militari operanti hanno pertanto deciso di verificare la
situazione, controllando gli occupanti dell’autovettura, ed hanno scoperto che la stessa era
in uso a due donne, entrambe con precedenti per reati contro il patrimonio, residenti una a
Roma e l’altra a Monza. Interrogate sul motivo della loro presenza in loco, le donne davano
risposte poco convincenti e discordanti, cosicché, considerati i precedenti e le circostanze di
luogo e di tempo, i Carabinieri decidevano di sottoporle a perquisizione. Le donne venivano
trovate in possesso di un vero e proprio campionario di cacciaviti e chiavi inglesi, ulteriore
elemento che portava a presumere che le stesse si fossero recate nel Valdarno per perpetrare
dei furti. La pattuglia della Radiomobile, quindi, con l’ausilio dei Carabinieri dell’Aliquota
Operativa, effettuava delle verifiche per accertare se nella zona fossero stati denunciati
episodi, appurando che poco prima, effettivamente, un’abitazione poco distante, proprio

nella direzione da cui erano state viste arrivare le due donne, era stata oggetto di “visita” da
parte di topi d’appartamento: la porta era stata scassinata e le stanze erano state
completamente messe a soqquadro, ma niente era stato asportato. Gli approfondimenti
ulteriori fugavano ogni dubbio residuo, soprattutto alla luce del fatto che i segni di
effrazione lasciati sulla porta erano perfettamente compatibili con gli strumenti da scasso
rinvenuti all’esito della perquisizione delle due donne. Le due donne sono state pertanto
condotte in caserma per gli accertamenti di rito, e denunciate in stato di libertà all’autorità
giudiziaria.

 

 

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ANCORA TENTATI FURTI

 

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

RAID AL BAR-TABACCHERIA DI VIA SENESE
ARRESTATO DAI CARABINIERI UNO DEGLI AUTORI

BUCINE  Nel cuore della notte arriva una richiesta d’intervento alla Centrale
Operativa della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno: il chiamante
segnala la presenza di alcuni intrusi all’interno di una tabaccheria poco fuori l’abitato
di Bucine, sulla via Senese. Immediata la reazione dei militari dell’Arma, con la
Centrale Operativa che invia sul posto una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, in
consueto servizio di perlustrazione del territorio valdarnese, con in supporto una
pattuglia della Stazione Carabinieri di Bucine.
Una volta giunti sul posto, i Carabinieri appurano che, vistisi scoperti, i ladri si sono
dati ad una repentina fuga, abbandonando addirittura lungo il percorso la refurtiva, un
sacco pieno di pacchetti di sigarette, appena trafugati. Come spesso accade,
l’immediata ricostruzione dei fatti è possibile sia grazie alla visione di alcuni filmati
di videosorveglianza, ma anche grazie ad alcune testimonianze, come sempre di
supporto fondamentale per la raccolta di dettagli decisivi per il buon esito delle
indagini.
Appurato ciò, scattano immediatamente le ricerche dei rei, e dopo poco viene
individuata un’auto sospetta, un’Opel Astra station wagon parcheggiata poco lontano,
nel buio, sul ciglio della strada. Date le circostanze di luogo e di orario – sono circa le
4 di notte – l’auto attira subito l’attenzione dei Carabinieri, che la sottopongono a un
controllo. Scoprono così che all’interno si celava un pregiudicato 25enne, residente a
Tivoli, che fornisce spiegazioni del tutto inattendibili circa la sua presenza in loco.
L’uomo e il veicolo vengono quindi sottoposti a perquisizione dai militari dell’Arma,
che trovano degli strumenti da scasso e, soprattutto, gli indumenti indossati al

momento del colpo dal reo, immortalato dalle videocamere di sorveglianza
dell’esercizio commerciale.
La chiarezza del quadro indiziario non lascia dubbi, l’uomo è uno dei componenti
della banda che ha portato a termine il furto, e viene immediatamente tratto in arresto
per furto aggravato, e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Gli strumenti
da scasso sono stati sottoposti a sequestro, mentre la refurtiva – circa un centinaio di
pacchetti di sigarette – è stata restituita al titolare della tabaccheria.

 

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FURTI DA MISERIA, MA SEMPRE FURTI!

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

CASTEL FOCOGNANO (AR). RUBA IL PORTAFOGLIO DA UN’AUTO IN SOSTA.
IDENTIFICATO E DENUNCIATO UN 53ENNE.
All’inizio del mese di luglio un uomo di Castel Focognano in località
Pieve a Socana, nei pressi del bivio per Ornina, aveva parcheggiato la
propria auto, dimentico del portafoglio, contenente effetti personali,
denaro contante e carte di credito.
La circostanza non era sfuggita ad un 53enne nato a Roma ma residente in
provincia di Arezzo, autore nel passato di reati analoghi a quello che stava
per compiere. In breve, riusciva ad introdursi nell’autovettura e ad
impossessarsi del portafoglio.
Il malcapitato si rivolgeva ai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena per
denunciare quanto accaduto e immediatamente venivano tracciati i
movimenti delle carte di credito e bancomat della vittima.
In particolare i Carabinieri della Stazione di Rassina venivano a capo di
due prelievi illeciti all’ATM Poste Italiane di Capolona, per un totale di
400,00 Euro. Collaborati fattivamente dai colleghi della Compagnia di
Arezzo, dopo aver attentamente esaminato le immagini della
videosorveglianza, identificavano il colpevole, una “vecchia conoscenza”
dell’Arma.
È stato denunciato alla Procura di Arezzo per furto aggravato e in
contemporanea, avendo effettuato i prelievi a Capolona per l’inosservanza
del provvedimento del foglio di via obbligatorio da quest’ultimo comune,
misura disciplinata dall’art. 2 del dlgs n. 159/2011 (c.d. Codice Antimafia).

 

 

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Internet veloce fino a Savorgnano

 

MAGGINI  E LA "FIBRA OTTICA"

Ilario Maggini, basandosi sulle amicizie di quando era sindaco, ha determinato la creazione di un circuito che garantisce la " fibra ottica" a Falciano e fino a Savorgnano. Fibra ottica è  un sistema che crea la possibilità di una connessione velocissima a internet. Chi ha internet e chi ci lavora sa che cosa significa: significa non aspettare che le mscchine facciano i loro comodi, che subito si stabilisca il contatto con i clienti; Ciò determina una grande possibilità di  mostrare e vendere i propri articoli. Ilario Maggini, dunque, ovvero un uomo che, con grandi capacità, manifesta affetto per i suoi conterranei, per tutti i subbianesi,  anche ora che non è più Sindaco.

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AVVERTIAMO I LETTORI

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AVVERTIAMO I LETTORI

Le forze dell’ordine ci comunicano tempestivamente e giornalmente la loro attività: i Carabinieri con riguardo a tuTte le loro stazioni e qui c’è di tutto: dai furti, alle evasioni, dallo stalking ala violenza in genere e riferiamo i casi più significativi, sempre dai carabinieri vengono le segnalazioni della Polizia Forestale. Dalla Questura (Polizia di Stato)vengono principalmente le notizie relative alla droga e al traffico (la superlativa stazione della Stradale di Battifolle). La questione droga non la trattiamo perchè quello è un fenomeno talmente diffuso e l’intervento della Polizia tanto capillare che non faremmo altro e stancheremmo il lettore. Perciò vogliamo qui comunicare che la Polizia di Stato ( ma anche i Carabinieri) sono continuamente impegnati nella lotta contro quella forma di delinquenza anche se noi non ne parliamo molto.uestura oliziadi tatUestura Polizia di DSTa   nell nella nella

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CAPOLONA LA CAVA PRESSO LA PIANA VICINO QUARATA

CAPOLONA - LA CAVA DELLA DISCORDIA

Qualche giorno il TG 3 Toscana ha parlato di una cava di inerti che sta per iniziare l ‘attività nella piana di Quarata, ma in Comune di Capolona.Competente, pertanto, è il Comune di Capolona; la sua attuale Amministrazione ha detto di si alla richiesta, ma sembra che i cittadini non siano contenti: infatti il Comune ha ignorato il fatto che contro il prospettato utilizzo del territorio si è addirittura costituito un Comitato di capolonesi il quale reclama la salvezza di un ultimo lembo di territorio: l'opera dell'uomo ha distrutto quasi tutto ciò che è rimasto di originale: lasciamo, allora, quet'ultimo lembo di natura! A ciò si aggiungano i consueti  disagi al traffico per la presenza dei camion che trasportano il materiale. Nella trasmissione è' comparso anche un proprietario terriero del posto di cui non abbiamo registrato il nome;  è comparsa anche  una agguerrita Presidente del detto comitato, una Signora Pandolfi o altro nome che, eventualmente, ci verrà comunicato; è comparso anche un privato cittadino il quale ha sostenuto la inopportunità di quell'autorizzazione. Queste presenze e queste voci ci inducono a pensare che il malcontento per questa iniziativa sia diffuso e domandiamo ma era proprio indispensabile dare quei permessi ?'. Poniamo questa domanda perchè siamo un po' abituati al Sindaco Ciolfi e sappiamo bene che con lui questo problema non ci sarebbe stato.

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FOLLIE IN PRATOMAGNO

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COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

NOTTE DI FOLLIA IN PRATOMAGNO

AGGREDITI CAMPERISTI E CARABINIERI: UN ARRESTO

PRATOMAGNO – È stata una notte di autentica follia quella tra sabato e domenica in
Pratomagno, dove poco prima dell’alba, un giovane, che si trovava in quel luogo con altri
amici, ha dato vita, in preda ai fumi dell’alcool, ad una escalation di violenza, rischiando
anch’egli per la propria incolumità, più gravi conseguenze evitate solo grazie all’arrivo in
forze dei Carabinieri della Compagnia di Bibbiena.
Poco prima delle 07:00 di domenica, il giovane casentinese, dopo aver trascorso una notte
“in festa” con alcuni amici in Pratomagno, con la propria autovettura urtava un camper lì
parcheggiato. Il proprietario, un 60enne fiorentino, sentendo l’urto, usciva dal mezzo
ricreativo e chiedeva al ragazzo conto del danno appena subito, quantomeno compilare il
modello di constatazione amichevole dell’avvenuto incidente.
Per tutta risposta l’uomo veniva aggredito dal giovane, venendo colpito addirittura al volto
con una bottiglia. A subire poi l’aggressione, con calci e pugni, anche la moglie e il genero.
In breve alla Centrale Operativa della Compagnia di Bibbiena giungevano più richieste di
soccorso da parte degli aggrediti e del “118”. Immediatamente venivano inviate in
Pratomagno le pattuglie della Radiomobile e delle Stazioni di Strada in Casentino e
Pratovecchio Stia.
Alla vista dei Carabinieri il giovane si dava alla fuga nel bosco circostante. I militari,
temendo che il giovane in evidente stato di alterazione psicofisica, potesse rovinare in
qualche scarpata, organizzavano sul posto una breve “battuta” che dava esito positivo. Lo
stesso ragazzo, faceva per avvicinarsi ai militari ma alla richiesta dei documenti, venivano
aggrediti senza alcun motivo. Necessario ed inevitabile l’arresto per resistenza e lesioni a
pubblico ufficiale nonché il deferimento per le lesioni procurate alla famiglia fiorentina,
traumi, tagli, ferite, guaribili in una ventina di giorni.
Condotto a Bibbiena, presso il Comando Compagnia per le formalità di rito, sarà giudicato
in “direttissima” domani 25 agosto 2020

v.

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TENTA IL SUICIDIO; LA SALVANO I CARABINIERI

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

MANIFESTA INTENTI SUICIDI, TRENTENNE TUNISINA SOCCORSA DAI CARABINIERI
SAN GIOVANNI VALDARNO

La scorsa notte la Centrale Operativa della Compagnia di San
Giovanni Valdarno ha ricevuto una chiamata che segnalava la presenza di una donna
all’interno di un’abitazione sita al terzo piano di un immobile residenziale della località
valdarnese, che minacciava di gettarsi dalla finestra.
Immediatamente si portava quindi sul posto la pattuglia dell’Aliquota Radiomobile – come
sempre impegnata nei consueti servizi di perlustrazione del territorio, a vegliare nella notte
sulla tranquillità del sonno dei cittadini.
Giunti sul luogo, i Carabinieri operanti appuravano che la segnalazione riguardava una
donna tunisina di poco più di 30 anni, che alloggiava presso l’abitazione di un anziano nei
confronti del quale prestava il servizio di collaboratrice domestica. La donna, per motivi
ancora da chiarire, era precipitata in un accentuato stato di agitazione psichica, salvo poi
essere stata apparentemente stata ricondotta alla calma grazie anche all’intervento di alcuni
vicini. La stessa si trovava adagiata all’interno della vasca da bagno, quando,
improvvisamente, dava nuovamente in escandescenze e, afferrati i cocci di un bicchiere
andato in frantumi, si infliggeva dei tagli sulle braccia, nel tentativo di recidersi i vasi
sanguigni.
Immediata era la reazione dei militari operanti, che tempestivamente immobilizzavano la
malcapitata, cingendone entrambe le braccia ed impedendo di fatto che la stessa portasse il
proprio gesto a conseguenze estreme. I vetri venivano quindi sottratti alla disponibilità della
donna, la quale – dopo diversi istanti di tensione – veniva definitivamente riportata alla
calma grazie anche all’intervento di una squadra dei Vigili del Fuoco e del personale
sanitario. La donna, pur non versando in condizioni gravi, veniva infine trasportata in
ospedale, sempre “scortata” dalla gazzella dell’Arma, per i controlli e il supporto
psicologico del caso.

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ANCORA GENTE CHE SCHERZA CON LA LEGGE....MA!

v

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

SQUARCIA LE GOMME DI UN’AUTOMOBILE IN SOSTA CON UN COLTELLO

DENUNCIATO DAI CARABINIERI

ANGHIARI  Un uomo classe ’60 e residente nel Comune di Anghiari è stato denunciato dai
militari del locale comando stazione Carabinieri per aver squarciato, a seguito di una lite, i
quattro pneumatici dell’autovettura di un conoscente. I Carabinieri, immediatamente
intervenuti sul posto, dopo aver constatato il danno subito da parte del proprietario
dell’auto, hanno avviato un’attività investigativa, potendo, nelle ore successive all’evento,
identificare il responsabile di quel gesto inconsulto. Fermato a bordo della propria auto, i
militari hanno simulato un normale controllo della circolazione stradale, hanno proceduto a
un’accurata perquisizione del veicolo, rinvenendo un coltello a serramanico della lunghezza
di 20 centimetri. L’attività svolta è poi sfociata nel sequestro preventivo di due fucili
regolarmente detenuti dall’uomo che è stato deferito per i reati di danneggiamento
aggravato e porto abusivo d’armi o oggetti atti a offendere

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PRENOTA UNA STANZA IN UN B&B MA LA STRUTTURA RICETTIVA NON ESISTE

DENUNCIATA LA “TITOLARE”

ANGHIARI  Amara sorpresa per una coppia Torinese che dopo aver riservato e pagato su
una nota piattaforma di prenotazione online una stanza nel centro di Sansepolcro,
presentatasi nel giorno previsto, lo scorso agosto, ha potuto constatare che il B Bed and BREAKFAST(con
tanto di fotografie e indicazioni stradali sul web), in realtà non esistesse. I due sconsolati e
amareggiati, hanno denunciato il fatto alla Stazione Carabinieri del comune biturgense che
ha avviato un’attività investigativa finalizzata a individuare il responsabile dell’inserzione che in
passato aveva effettivamente gestito un’attività ricettivazione,
potendo deferire in stato di libertà per truffa aggravata, una donna sessantenne.

 

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AUTODEMOLIZIONE ABUSIVA

   Questura di Arezzo                                           


Sequestrata dalla Polizia di Stato un autodemolizione abusiva: l’attività veniva esercitata nonostante non fosse stata rinnovata l’autorizzazione da parte della Regione Toscana.

Gli Agenti della Polizia di Stato della Sezione polstrada di Arezzo, nel corso di questa settimana, durante i controlli che periodicamente effettuano nei confronti degli esercizi pubblici la cui attività è comunque connessa alla circolazione stradale, hanno posto i sigilli ad un’attività di autodemolizione, con sede nel Valdarno aretino, che nonostante il mancato rinnovo dell’autorizzazione da parte della regione Toscana continuava come se nulla fosse ad esercitare la sua attività.

I poliziotti aretini, che nell’occasione hanno avuto il supporto dei colleghi del Compartimento Polizia Stradale per la Toscana di Firenze, sono intervenuti durante il pomeriggio di martedì 22 settembre accertando subito che, sin dal primo sommario controllo documentale, qualcosa non quadrava.

A seguito di un immediato approfondimento, hanno potuto verificare come l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti speciali di cui era in possesso il titolare dell’attività era scaduta nel novembre 2019 e che pertanto, l’attività di trattamento e stoccaggio dei rifiuti, non avrebbe dovuto proseguire come invece era stato fatto.

Visto anche lo stato dei luoghi, avendo constatato lo sversamento al suolo di liquidi pericolosi, quali l’olio motore esausto e il liquido refrigerante dell’autovetture in corso di demolizione, gli operatori della stradale facevano intervenire anche il personale dell’Arpat che verificavano come non ci fossero nemmeno le condizioni minime necessarie per la corretta gestione dei rifiuti riguardo ai potenziali danni ambientali.

Pertanto, anche al fine di evitare ogni ulteriore aggravamento del danno ambientale comunque già riscontrato, l’intera area veniva sottoposta a sequestro preventivo a norma dell’art. 321 del C.P.P. ed il titolare dell’esercizio denunciato all’A.G. essendo l’attività di gestione di rifiuti pericoli e non pericolosi non autorizzata sanzionata penalmente.

Nella mattinata dello stesso giorno venivano controllati anche due autosaloni di Arezzo dove venivano rilevate delle irregolarità nella tenuta dei registri di carico/scarico dei veicoli con conseguente contestazione delle relative sanzioni amministrative.

                                                 

 

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CONTRABBANDO

GUARDIA DI FINANZA
COMANDO PROVINCIALE AREZZO

 SEQUESTRATI

OLTRE 450 KG. DI TABACCHI LAVORATI ESTERI DI CONTRABBANDO. COINVOLTI
DUE IMPRENDITORI.

I Finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, coordinati dalla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, hanno portato a termine una complessa attività di
polizia, che ha disvelato un’organizzazione, operante nel Valdarno, dedita al contrabbando
di t.l.e., c.d. “cheap white”, ossia sigarette prodotte legalmente nei Paesi dell’Est, non
conformi agli standard dell’U.E.
Nello specifico, incrociando le risultanze del controllo economico del territorio con le banche
dati in uso al Corpo, è stata svelata la presenza di due imprenditori di nazionalità cinese,
che, avvalendosi di una società operante fittiziamente nel comune di Castelfranco Piandiscò
(AR), nel settore del pellame e della fabbricazione di borse, di fatto, introducevano in Italia,
tabacchi lavorati esteri di contrabbando.

L’attività delle Fiamme Gialle si è, quindi, concentrata sugli spostamenti posti in essere dai
due soggetti, nonché nell’analisi dei flussi finanziari.
Fondamentale, la collaborazione dei Reparti aeroportuali di Firenze, Bologna e Roma, che,
nel corso dell’indagine, hanno controllato gli indagati di rientro dalla Repubblica Popolare
Cinese, individuando e sottoponendo a sequestro il t.l.e., abilmente occultato nei bagagli.
Oltre alle irregolarità fiscali rilevate nei confronti dell’azienda, sono state inoltrate alcune
segnalazioni, alle competenti Questure sul territorio nazionale, in relazione alla disciplina in
materia di immigrazione.

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CARABINIERI E FORESTALI: ATTIVITA' E PROGRAMMI

vvvControlli caccia congiunti tra Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale
In occasione delle giornate di pre-apertura della caccia gli scorsi 2 e 6 settembre 2020, Carabinieri
Forestali e Polizia Provinciale hanno svolto servizi coordinati di controllo nelle vallate della provincia di
Arezzo. Nell’arco delle due giornate sono state dispiegate complessivamente 18 pattuglie (11 di
Carabinieri Forestali e 7 della Polizia Provinciale) che hanno operato 106 controlli rilevando 7 irregolarità
amministrative. Come noto le due giornate erano state riservate dalla Regione Toscana alla caccia da
appostamento limitando il prelievo giornaliero a non più di 5 capi di Tortora e Storni in deroga. La pre
apertura era stata condizionata fino all’ultimo da pronunciamenti del TAR della Toscana su rinnovati
ricorsi presentati da associazioni di tutela ambientale, risolta da ultimo con una Delibera regionale del 31
agosto 2020, venendosi a creare un clima convulso di contrapposizione, come spesso accade ad ogni inizio
di stagione venatoria, tra chi la caccia la pratica e chi invece l’avversa.
A consuntivo dei controlli, messi in campo a garanzia delle disposizioni previste, è emerso innanzi tutto il
prevalente buon comportamento dei cacciatori aretini, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno
dimostrato la rispettiva osservanza delle regole. E’ certamente confortante considerare che chi ha
imbracciato il fucile in queste giornate lo ha fatto generalmente con scrupolo e necessaria correttezza.
Nella circostanza è risultata inoltre di grande rilievo anche l’efficace integrazione tra i Carabinieri Forestali
e la Polizia Provinciale ai fini del controllo delle aree rurali e boschive, con una peculiare facilità di intesa
tra le organizzazioni fondata nel comune radicamento ai valori del servizio a tutela del territorio, dei beni
naturali e delle tradizioni territoriali.
I Comandi si ripromettono dunque di rinnovare esperienze del genere sia nello specifico settore della
caccia, sia in ulteriori occasioni di possibile convergenza di interesse nei servizi d’istituto.Controlli caccia congiunti tra Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale
In occasione delle giornate di pre-apertura della caccia gli scorsi 2 e 6 settembre 2020, Carabinieri
Forestali e Polizia Provinciale hanno svolto servizi coordinati di controllo nelle vallate della provincia di
Arezzo. Nell’arco delle due giornate sono state dispiegate complessivamente 18 pattuglie (11 di
Carabinieri Forestali e 7 della Polizia Provinciale) che hanno operato 106 controlli rilevando 7 irregolarità
amministrative. Come noto le due giornate erano state riservate dalla Regione Toscana alla caccia da
appostamento limitando il prelievo giornaliero a non più di 5 capi di Tortora e Storni in deroga. La pre
apertura era stata condizionata fino all’ultimo da pronunciamenti del TAR della Toscana su rinnovati
ricorsi presentati da associazioni di tutela ambientale, risolta da ultimo con una Delibera regionale del 31
agosto 2020, venendosi a creare un clima convulso di contrapposizione, come spesso accade ad ogni inizio
di stagione venatoria, tra chi la caccia la pratica e chi invece l’avversa.
A consuntivo dei controlli, messi in campo a garanzia delle disposizioni previste, è emerso innanzi tutto il
prevalente buon comportamento dei cacciatori aretini, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno
dimostrato la rispettiva osservanza delle regole. E’ certamente confortante considerare che chi ha
imbracciato il fucile in queste giornate lo ha fatto generalmente con scrupolo e necessaria correttezza.
Nella circostanza è risultata inoltre di grande rilievo anche l’efficace integrazione tra i Carabinieri Forestali
e la Polizia Provinciale ai fini del controllo delle aree rurali e boschive, con una peculiare facilità di intesa
tra le organizzazioni fondata nel comune radicamento ai valori del servizio a tutela del territorio, dei beni
naturali e delle tradizioni territoriali.
I Comandi si ripromettono dunque di rinnovare esperienze del genere sia nello specifico settore della
caccia, sia in ulteriori occasioni di possibile convergenza di interesse nei servizi d’istituto.vControlli caccia congiunti tra Carabinieri Forestali e Polizia Provinciale
In occasione delle giornate di pre-apertura della caccia gli scorsi 2 e 6 settembre 2020, Carabinieri
Forestali e Polizia Provinciale hanno svolto servizi coordinati di controllo nelle vallate della provincia di
Arezzo. Nell’arco delle due giornate sono state dispiegate complessivamente 18 pattuglie (11 di
Carabinieri Forestali e 7 della Polizia Provinciale) che hanno operato 106 controlli rilevando 7 irregolarità
amministrative. Come noto le due giornate erano state riservate dalla Regione Toscana alla caccia da
appostamento limitando il prelievo giornaliero a non più di 5 capi di Tortora e Storni in deroga. La pre
apertura era stata condizionata fino all’ultimo da pronunciamenti del TAR della Toscana su rinnovati
ricorsi presentati da associazioni di tutela ambientale, risolta da ultimo con una Delibera regionale del 31
agosto 2020, venendosi a creare un clima convulso di contrapposizione, come spesso accade ad ogni inizio
di stagione venatoria, tra chi la caccia la pratica e chi invece l’avversa.
A consuntivo dei controlli, messi in campo a garanzia delle disposizioni previste, è emerso innanzi tutto il
prevalente buon comportamento dei cacciatori aretini, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno
dimostrato la rispettiva osservanza delle regole. E’ certamente confortante considerare che chi ha
imbracciato il fucile in queste giornate lo ha fatto generalmente con scrupolo e necessaria correttezza.
Nella circostanza è risultata inoltre di grande rilievo anche l’efficace integrazione tra i Carabinieri Forestali
e la Polizia Provinciale ai fini del controllo delle aree rurali e boschive, con una peculiare facilità di intesa
tra le organizzazioni fondata nel comune radicamento ai valori del servizio a tutela del territorio, dei beni
naturali e delle tradizioni territoriali.
I Comandi si ripromettono dunque di rinnovare esperienze del genere sia nello specifico settore della
caccia, sia in ulteriori occasioni di possibile convergenza di interesse nei servizi d’istituto.

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Ancora furti, ma i Carabinieri vigilano

COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI AREZZO

FURTI A BIBBIENA, DUE PERSONE DENUNCIATE DAI CARABINIERI

BIBBIENA – I Carabinieri della Stazione di Bibbiena, concludendo due distinte attività di
indagine per altrettante denunce di furto, stamani procedevano alla denuncia di due persone
straniere, di cui una irreperibile sul territorio nazionale.
All’esito delle denunce sporte dalle parti offese e dopo aver analizzato attentamente i
riscontri testimoniali acquisiti nelle fasi di indagine, tuttora in corso per il recupero della
refurtiva, i colpevoli venivano individuati e deferiti alla Procura di Arezzo, nel primo caso
per furto aggravato, nel secondo per furto in abitazione.
In dettaglio: alla fine del mese di giugno, a Bibbiena, da un’auto in sosta erano stati
asportati monili, un cellulare ed un computer. In questo caso, un giovane di 24 anni, di
origine straniera, allo stato irreperibile sul territorio nazionale, aveva tentato di “sbloccare”
uno dei dispositivi. La persona alla quale si era rivolto ha fornito ai Carabinieri particolari
importanti per la sua identificazione. Le indagini proseguono per la ricerca della refurtiva, al
momento non ritrovata. Nel secondo caso, un 28enne, ugualmente non italiano che godeva
dell’ospitalità di una sua amica nei mesi estivi, prima di lasciare la sua abitazione ha pensato
bene di sottrarre alla stessa monili in oro per circa 2.000 Euro. È stato individuato dai
Carabinieri quale autore del furto. Anche in questo caso indagini tuttora in corso per il
tentativo di recuperare la refurtiva. Prosegue, intensa, sul territorio casentinese, proprio la
specifica attività di prevenzione dei reati contro il patrimonio.

 

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ANCORA ALCOL ALLA GUIDA.....

V

QUESTURA di AREZZO

Ufficio di Gabinetto

COMUNICATO STAMPA

Fermato dalla Polizia di Stato in A1 camionista ubriaco che sfrecciava a 110 km/h in autostrada. Ritirata la patente e sequestrato il TIR

Un equipaggio della Sottosezione della Polizia Stradale di Battifolle, nella giornata di ieri, ha intercettato e fermato, sulla A1, un camionista di nazionalità non italiana in evidente stato di ebbrezza alcolica che, dopo essersi fermato all’Autogrill di Roncobilaccio, riprendeva la marcia a bordo del suo tir in direzione sud, nonostante gli inviti di persone lì presenti a non riprendere la guida. Le pattuglie della Polizia Stradale intervenute per scongiurare il rischio di incidenti, poiché l’autista procedeva oltre il limite dei 90 km/h consentiti con andatura non rettilinea, come segnalato sia dal Centro Operativo della Polizia Stradale di Firenze sia da alcuni conducenti in viaggio sulla A1, bloccavano lo stesso grazie proprio alle indicazioni fornite in tempo reale da un utente in viaggio.

Gli operatori della Stradale di Battifolle riuscivano, con diversi tentativi ed in assoluta sicurezza, a fermare il tir all’altezza del Casello di Incisa.

Il camionista, dipendente di una azienda di autotrasporti partenopea e lì residente, sottoposto ai controlli di rito presentava un tasso alcolemico di 2,13 g/l nel sangue; pertanto gli agenti procedevano all’immediato ritiro della patente, al sequestro del mezzo e alla denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica.

Un particolare riconoscimento da parte della Polizia Stradale alla collaborazione fornita e al senso di responsabilità manifestata dai cittadini che, con le loro segnalazioni, hanno evitato che un comportamento illecito e assolutamente irresponsabile potesse portare a ulteriori e decisamente più gravi conseguenze.

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IL PALAZZESCHI E LA REGOLA ANTISISMICA

L’ISTITUTO “PALAZZESCHI “ E LA REGOLA SISMICA

In tutta Italia oggi si parla molto di sismica. E’una materia molto dibattuta e pericolosa: si tratta dei terremoti e delle conseguenze di essi. Un movimento tellurico non guarda in faccia nessuno e i morti del terremoto del centro Italia sono a lì a testimoniarci la gravità della cosa. In tal senso, a suo tempo accogliemmo con soddisfazione l‘iniziativa del Comune di Capolona di farsi promotore di un progetto in base al quale sarebbe stata ricostruita una Scuola Media nello stesso posto dove sta ora, ma con regole strettamente antisismiche.Inconcludenti  a Capolona: della nuova Scuola non si vede neanche l’ombra: si preferisce tenere i ragazzi, i nostri figli, su un fabbricato vecchio, che l’Amministrazione ha preso in affitto e che tutti i mesi costa ai due Comuni. Ma , se nel caso della Scuola Media si può sperare in una risposta e fuga rapida dei ragazzi, non altrettanto si può dire dei bambini della Suola Materna del Palazzeschi. I giovani della Scuola Media possono scappare, ma i bambini al disotto dei sei anni si ritrovano in mezzo alla distruzione prima di rendersi conto di quello che sta succedendo. Denunciamo questo stato di cose e non vogliamo che né i giovani della Scuola Media, né i bambini della Materna abbiano a conoscere esperienze quali quelle prospettate: vogliamo scuole sicure, in regola con le norme antisismiche i subbianesi ed i capolonesi vogliono dormire sonni tranquilli e perciò vogliono scuole perfettamente sicure e funzionanti in ogni settore. Ma soprattutto vogliono che queste due Amministrazioni si pronuncino in merito ai problemi e non continuino un assoluto silenzio sull’argomento.

 

 

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