STORNELLATE E NINE NANNE A CAPOLONA

ANTICHE MELODIE A CAPOLONA

Lunedì 23.11., presso la Scuola Media di Capolona, si è tenuta la tradizionale lezione dell’Università dell’età libera, insomma l’Università dei “diversamente giovani”.

Ha tenuto la lezione, in realtà una bella conferenza, la professoressa Elena Giannarelli di Firenze, docente di Letteratura cristiana antica presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Firenze e docente di Storia dell’esegesi cristiana antica della Facoltà di Teologia presso l’Università di Teologia dell’Italia centrale. La Giannarelli ha una grande predilezione per: storie, novelle, racconti, musica popolare della Toscana e proprio di questo argomento ha trattato. E’ partita presentando un libro di Luigi Gagliardi (“Chi vuol esser lieto sia” ed Fibonacci Firenze 2013, pag. 105 euro 12,60 con allegato CD musicale); l’autore del libro è un grande studioso e ricercatore di musica popolare antica e canta, egli stesso, alcuni motivi musicali della più genuina matrice toscana. Il titolo del libro si rifà all’opera di Lorenzo il Magnifico il cui testo abbiamo vissuto sui banchi del Ginnasio; ma oltre al testo, conosciuto da sempre, è stato recentemente ritrovato anche lo spartito musicale presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Nel corso della relazione la Prof.ssa Giannarelli ha proposto alcune gradevoli canzoni popolari: musica che non può essere definita come sottocultura perché già autori come Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guido Cavalcanti e Lorenzo de’ Medici ne hanno prodotte. Inoltre Boccaccio nel Decamerone ci dice che l’Imperatore Federico II ebbe a comporre una canzone. In tempi più recenti Marcel Proust, grande letterato, autore di ”Alla ricerca del mondo perduto,”affermò che le canzoni popolari servono per comprendere la vita nella storia; analogo concetto espresse Enzo Biagi giornalista e pensatore contemporaneo.

La più antica canzone toscana conosciuta è la “Ninna nanna di Barberino”che la Giannarelli ha recitato con profonda partecipazione; si tratta di una canzone antichissima, un testo di “travestimento” cioè che vuol raccontare di Barberino a seguito della sconfitta in una battaglia del 1300 , immaginando l’intervento delle tre Parche che decretano la fine della cittadina del Mugello. Le ninne nanne sono la forma più antica di musica e variano da un posto all’altro perché ognuno addormenta i propri bambini come vuole: se ne ha una quantità notevole che proviene dalle località più diverse.

Altra forma poetica musicale: la ballata; a questo genere si ascrive l’opera del Magnifico; infatti “il trionfo di Bacco e Arianna” da cui è tratto “chi vuol lieto sia” è una ballata. L’abbiamo ascoltata nella esecuzione di Luigi Gagliardi, ma dobbiamo dire che non ci ha convinto; infatti quella del Magnifico vuol essere una musica scoppiettante, uno spirito spumeggiante ed estremamente vivo diverso dalla lentezza scarsamente cadenzata che si riscontra nell’interpretazione del Gagliardi¸ anche l’accompagnamento musicale appare piuttosto improbabile.

Nei manuali di storia della canzone la più antica è una canzone napoletana: “Santa Lucia”del 1848. Prima di allora si avevano solo canzoni napoletane dialettali.

Giannarelli ha raccontato di quella grande cultrice di musica popolare che è Dasy Lumini (ha registrato 11 collane musicali); era, questa artista, moglie di Tito Schirinzi, un medico attore piuttosto bravo (recitava con Strehler). Ebbene lui venne colpito da un amale incurabile ed allora, moglie e marito insieme decisero di gettarsi su un burrone nel Mugello e di togliersi la vita.

La relatrice ha ricordato le canzoni di campanile (esempio tra Firenze e Pisa), i cantastorie delle varie realtà : Maremma, Aretino, Val di Chiana, le canzoni del lavoro ed infine ha passato in rassegna una serie di autori recenti quali Odoardo Spadaro nonché Benini e Petralia, le cui canzoni vennero cantate da Nicla Rocchi fino alla sua morte a 96 anni nel 2014; ha parlato di Cesare Cesarini e della sua “Dorme Firenze”; ha concluso con Gianna Nannini, donna coltissima, laureta all’Università di Siena con una tesi su Giacomo Puccini che rappresenta una forma musicale moderna della cosiddetta “toscanità”.

Sarebbe opportuno e culturalmente qualificante che i nostri Sindaci, di Subbiano e di Capolona, invitassero la prof.ssa Giannarelli ad organizzare delle serate in cui si rivivano momenti della storia della nostra musica popolare.

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