SEQUESTRO DI UNA CAVA E DISGUIDI TRA AMMINISTRAZIONI

IL CORPO FORESTALE E LA TUTELA AMBIENTALE

Da Strada in Casentino un segnale importante per tutti in tema di tutela ambientale.

Castel S. Niccolò 30.11.2015.

Il Corpo Forestale dello Stato ha posto sotto sequestro una cava di inerti situata in Comune di Castel San Niccolò che è risultata priva dell’autorizzazione prevista dalla Legge Regionale 35/2015 in materia di cave.

L’attività estrattiva è iniziata grazie ad un’ordinanza emessa dal Sindaco di Castel San Niccolò che era stata ritenuta illegittima e per la quale lo stesso Sindaco era stato denunciato a lavori non ancora iniziati, dal CFS.

Nonostante tale denuncia l’attività di cava è stata comunque avviata e pertanto il Presidente del consiglio d’amministrazione della ditta che provvede all’estrazione degli inerti è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Risultano, in particolare, violate le norme relative alla tutela del paesaggio dato che l’area interessata dalla cava, trovandosi molto vicina al fiume Arno, è sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale.

Anche il Sindaco risulta adesso indagato in cooperazione per questo reato.

L’indagine è partita da una verifica che il Nucleo operativo speciale di Arezzo aveva svolto sull’ordinanza sindacale emersa per consentire l’apertura della cava, nonostante per la stessa fosse in corso l’iter amministrativo previsto per la concessione dell’autorizzazione comunale. Ritenuto che il provvedimento emesso dal Sindaco fosse illegittimo, gli agenti della Forestale hanno provveduto a denunciare il Sindaco per abuso d’ufficio.

I lavori per l’estrazione degli inerti sono iniziati lo stesso. La cosa non è sfuggita, però al CFS che ha posto sotto sequestro l’intera area estrattiva che si estende su una superficie di 2.000 metri quadrati.

Il sequestro è stato successivamente convalidato dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo

Abbiamo riportato questo episodio che tocca una località vicina e simile ai nostri comuni di Subbiano e Capolona per evidenziare comportamenti della Pubblica Amministrazione che non dovrebbero esistere. Un vero e proprio contenzioso tra un’Autorità locale ed un’Amministrazione dello Stato e nel mezzo un cittadino che viene grandemente strapazzato da una situazione che magari neanche capisce. Il cittadino ha diritto di fare ciò che è consentito e non fare ciò che non è previsto dalla legge. Non deve essere sottoposto a questioni tra organi della P.A.; né il Sindaco deve subire i rigori di una legge; né il Corpo Forestale deve essere costretto ad emettere denunce e sequestri. In ogni attività deve esistere la chiarezza della legge e la certezza del diritto. Sono questi gli episodi che gettano il cittadino in una situazione di angosciosa incertezza e che impediscono lo stimolo ad ogni attività artigianale, industriale o commerciale di cui, invece, abbiamo un bisogno estremo specie in questi tempi di riflusso economico ed occupazionale. Se le leggi non esistono: che si facciano e se sono incomprensibili: che si rendano chiare in modo che non abbiano a soffrire né i cittadini, né i sindaci, né le guardie del CFS:

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