INTERVISTA AD IVAN FARSETTI SU CANI E GATTI

CANI E GATTI RANDAGI: COME FARE?

Abbiamo intervistato il Sig. Ivan Farsetti, subbianese di PonteCaliano, noto artista intagliatore del legno ed appassionato cultore di fauna.

Ci ha segnalato l’esistenza di un problema, piccolo ma significativo, in relazione alla sterilizzazione dei cani e dei gatti. Subbiano e Capolona hanno un comportamento identico nei confronti di questo problema: gli animali vengono presi in carico dall’Amministrazione comunale; per i cani, l’operatore comunale avverte il canile intercomunale di San Piero in Frassino, gestito dall’Unione dei Comuni di Poppi. Il canile dispone di alcuni dipendenti (addetti alla cattura degli animali) i quali vengono inviati nel posto, catturano il cane usando la massima umanità, lo sistemano su un furgone appositamente allestito e lo portano al canile ove ottiene le cure del caso ivi compresa l’eventuale sterilizzazione. Il requisito essenziale per questa operazione è che il cane sia randagio e dobbiamo dire che di cani randagi dalle nostre parti ce ne sono pochissimi e raramente.

Per quanto riguarda i gatti la procedura è diversa: il cittadino che conosce l’esistenza di una gattaia (cioè un insieme di almeno 5 gatti randagi) avverte il Comune; i Vigili Urbani si attivano con la USL. La USL invia proprio personale che preleva i gatti, li cura, li sterilizza e li rimette in libertà. Infatti il gatto vive libero ed anche eventuali ricoveri sono solo transitori perché è un animale che, per sua natura, vive allo stato brado.

Il canile è di proprietà della Unione dei Comuni ed anche i comuni di Subbiano e Capolona, pur non partecipando all’unione dei comuni, sono convenzionati con questo Ente per quanto riguarda, appunto, il randagismo. Il costo del servizio per ogni comune è proporzionato al numero degli abitanti e si aggira, per i nostri due comuni, sui 10-15.000 euro l’anno ciascuno; cifra imprecisa e non ufficiale che è stata ricavata da un confronto con alcuni comuni del Casentino.

Il problema sollevato da Ivan Farsetti però riguarda più che altro l’intervento dei Comuni sugli animali di proprietà, cioè tutti quei cani e gatti che vengono detenuti dai cittadini per compagnia o diletto. Si tratta di un quantitativo enorme e per essi i regolamenti comunali non prevedono alcun intervento della Pubblica Amministrazione; ognuno deve provvedere a proprie spese alla cura e al benessere dei propri animali ed anche alle eventuali sterilizzazioni. A proprie spese significa che ogni sterilizzazione degli animali, talvolta necessaria per contenerne il numero, deve essere pagata dal privato. Si tratta di importi piuttosto consistenti da versare ai vari veterinari per queste piccole operazioni e non tutti possono sopportarne l’onere. Ecco la proposta del buon Farsetti: che i comuni si facciano carico, almeno in parte, delle spese per sterilizzare anche gli animali di proprietà.

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