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Storia della Caserma dei carabinieri di Subbiano

La presenza dell’Arma a Subbiano e Capolona risale agli anni a cavalo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. La sede era in Via Verdi, poi in Piazza Carducci ed attualmente in quella attuale in via Aretina. Per gli spostamenti i carabinieri si muovevano a piedi; poi furono dotati di un cavallo per pattugliare le zone periferiche. Per gli spostamenti collettivi utilizzavano una vettura a noleggio chiusa e  dotata di vari posti a sedere: la “diligenza”. Trainata da uno o due cavalli era di proprietà della antica famiglia Mazzoni di Subbiano detta Tognara. La diligenza dei Tognara era anche incaricata di recapitare la corrispondenza tra le varie caserme.  Tra parentesi la diligenza veniva utilizzata anche dai medici condotti per recarsi nelle località distanti. All’epoca esisteva il fenomeno criminale del brigantaggio: si raccontava che il brigante Sagresto era solito nascondersi lungo la strada, senza avvicinarsi troppo alle case, per spiare gli spostamenti delle forze dell’ordine. La Stazione dei carabinieri di Subbiano ha sempre operato nei due comuni di Subbiano e Capolona senza assegnare preferenza a nessuno dei due. In Capolona, ma anche in Subbiano, i carabinieri erano presenti quotidianamente tra le varie frazioni, spostandosi  a piedi, in bicicletta ed in motocicletta (le grandi Moto Guzzi 500 grigio-verdi con maniglie di sicurezza anche per il passeggero seduto dietro). Venivano controllati obbiettivi sensibili quali le centrali elettriche della Nussa e della Lama, la fattoria di Baciano ecc… Erano presenti in occasione delle fiere di bestiame e nelle processioni liturgiche. Prevenivano furti di animali da cortile e reprimevano la pesca di frodo. Controllavano i preavvisi di destinazione dei militari in congedo ed avevano rapporti con l’allora Distretto Militare di Arezzo. Erano presenti in occasione degli scioperi dei mezzadri.

Oggi le comunità di Subbiano e Capolona, anche a seguito dello sviluppo edilizio di questi ultimi anni, possono essere considerate  contemporaneamente hinterland della vicina città di Arezzo e porta di accesso al Casentino. 

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