COMUNE DI CAPOLONA-CASTIGLION FIBOCCHI, FUSIONE

Comunicato stampa

 SALA COMUNALE DI CAPOLONA AFFOLLATA PER LA FUSIONE CON CASTIGLION FIBOCCHI.

Assemblea con la presenza degli Amministratori dei due comuni. Interessanti i benefici e gli incentivi.

A Capolona si è svolta nei giorni scorsi una assemblea pubblica dove è stata discussa la proposta di fusione avanzata alla Regione Toscana dai Consigli comunali di Capolona e Castiglion Fibocchi. La richiesta prevede la consultazione dei cittadini attraverso un Referendum da indire entro la prossima primavera. Se la volontà dei cittadini dei due comuni sarà per la fusione, le elezioni per il nuovo comune, che si chiamerà “Capolona Castiglion Fibocchi”, avverranno nella primavera del 2017.

Durante la Assemblea, molto partecipata, i sindaci, Ciolfi e Montanaro, hanno sottolineato come la proposta di fusione vada nella direzione della “buona amministrazione”: le riforme istituzionali di questi mesi impongono nuove dimensioni dei comuni per rispondere efficacemente alle esigenze ed aspettative dei territori. E’ necessario calmierare la pressione delle imposte comunali e delle tariffe sulle famiglie e imprese. La fusione apre una prospettiva impegnativa per tutto il territorio dei due comuni: presente e futuro chiedono orizzonti ampi, sguardo lungo, capacità di attirare investimenti e creare nuove occasioni di lavoro, nuovi e più qualificati servizi per rendere ambita la residenza.

“Fra le due comunità già da adesso c’è pari dignità che salva le identità per farle un fattore di crescita comune, non di ostacolo: l’identità non può essere trasformata in zavorra per miopi calcoli da cortile, ha sottolineato il Sindaco Ciolfi. “L’identità è certamente un bel valore, ma racchiude in sé la conservazione. La diversità ha in sé ricchezza. E’ da essa, dal ragionamento e dal confronto che scaturiscono le idee migliori, ha ricordato il Sindaco Montanaro.

Il Sindaco di Capolona ha anche anticipato una domanda che aleggia in queste settimane fra la cittadinanza, e ha ricordato le iniziative prese per coinvolgere il Comune di Subbiano in questo progetto: “abbiamo però dovuto constatare, con rammarico, che Subbiano ha in questo momento altre priorità; il mio auspicio è che in un prossimo futuro alcune nubi possano diradarsi, ha sottolineato Ciolfi.

I benefici e gli incentivi per la fusione dei comuni sono a termine, cessano infatti nel 2016 e sarebbe da irresponsabili non “approfittarne” soprattutto per le ricadute che avranno sul territorio, sulle famiglie e imprese: ci sarà la sospensione per 5 anni del patto di stabilità; per 10 anni aumento del 20% dei trasferimenti dello Stato al 2010 (prima del Governo Monti!); 250 mila euro a comune per 5 anni da parte della Regione Toscana. “Questi sono benefici ed incentivi che possono attivare investimenti importanti nel territorio dei due comuni: nessuno finora ci ha spiegato i motivi perché dovremmo farne a meno” hanno concluso i due Sindaci.

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